manifestazioni messico contro matrimoni gay
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Messico: 120 manifestazioni contro i matrimoni gay.

Nel giugno 2015 la Corte suprema di giustizia messicana con una sentenza ha di fatto equiparato il matrimonio gay a quello eterosessuale. A seguito di questa sentenza Enrique Peña Nieto, presidente della repubblica federale messicana, nei mesi scorsi ha annunciato di voler modificare l’articolo IV della Costituzione sui diritti della persona per adeguarla alla sentenza del giugno 2015. Nei fine settimana passati si sono svolte manifestazioni in 120 città messicane per opporsi a questa volontà governativa. Don Hugo Valdemar Romero Ascensiòn, direttore del settimanale “Desde la fe”, uno dei giornali più diffusi in sud America, ci aiuta ad avere un quadro più completo. 

 

Don Hugo Romero Ascensiòn
Don Hugo Romero Ascensiòn, direttore del settimanale “Desde la fe”.

La Corte suprema di giustizia messicana ha svolto un “ruolo di apripista” rispetto al matrimonio omosessuale?

 

La corte suprema è composta da giudici che andando oltre il loro ruolo di interpretare la costituzionalità delle leggi, vogliono congratularsi con le ideologie che sono di moda , una di queste è la ideologia gay, per questo non hanno avuto dubbi nell’equiparare il matrimonio naturale tra persone eterosessuali con quello tra persone omosessuali sostenendo che è un diritto umano; ma la corte di Strasburgo ha dichiarato che non si tratta di un diritto umano, nonostante abbia lasciato agli stati libertà di legiferare.

 

Qual è stata la reazione della popolazione messicana  alla proposta del pres. Enrique Peña Nieto?

 

Il popolo messicano è molto conservatore riguardo ai valori della famiglia ai quali si riferisce, negli ultimi sondaggi si riflette che il 70% della popolazione si oppone al matrimonio tra persone dello stesso sesso e un numero ancora più alto si oppone all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali , dunque la proposta presidenziale ha generato un rifiuto generalizzato.

 

Difronte a questa volontà presidenziale, qual è la cosa che è considerata più allarmante?

 

L’adozione di minori da parte di coppie dello stesso sesso, poiché si viola il diritto dei bambini che hanno perso i genitori a far si che lo stato colmi questa carenza affidandogli un padre e una madre adottivi e mai due padri o due madri. Non bisogna dimenticare che non si ha diritto all’adozione ma il diritto a essere adottato, vale a dire i diritti sono  dei bambini, non delle coppie, e questo diritto si compie quando si assegna come custode dei bambini una coppia normale eterosessuale. L’altra cosa che preoccupa è  l’ ordine  che il Presidente Peña ha dato al segretario della pubblica istruzione di insegnare nelle scuole la perversa ideologia di genere, una ideologia che distrugge l’ecologia umana, corrompe i valori e agisce come una dittatura  ideologica che strappa ai genitori la patria potestà sui figli.

 

Tra le varie iniziative che si sono svolte nell’ultimo periodo hanno attirato molto attenzione le “marce” che si sono svolte in 120 città messicane e che sono state organizzate dal “Frente Nacional por la Familia”. Che cos’è il Frente Nacional por la Familia, chi ne fa parte e quali obiettivi persegue?

 

Il Frente Nacional por la Familia è un gruppo di associazioni di genitori che hanno deciso di unirsi per far fronte all’iniziativa presidenziale, sono gruppi laici, la Chiesa non li convoca, non li organizza e men che meno li finanzia, riconosce solo il diritto che hanno di organizzarsi e manifestare in favore dei propri figli e dà il proprio appoggio morale come è successo con la riuscita  marcia che ha riunito un milione e duecento mila persone.

manifestazione matrimonio gay messico
Un momento delle manifestazioni in Messico.

Quanto è importante il ruolo del laicato in questa vicenda?

 

Ha un ruolo fondamentale, poiché i primi colpiti da queste leggi sono loro in quanto padri di famiglia, riguardo alla responsabilità che hanno di educare i loro figli, poiché sono le famiglie come fino ad ora le abbiamo conosciute coloro  le quali formano la società. Non è la Chiesa che usa i laici e fa si che manifestino , ma sono loro che prendendo coscienza delle proprie responsabilità di essere genitori hanno deciso -con l’appoggio della Chiesa, questo si – di uscire a manifestare per difendere la famiglia.

 

In base alla sua esperienza di comunicazione, secondo lei i media sono riusciti a svolgere il loro compito dando una corretta informazione della vicenda?

 

Assolutamente no, poiché praticamente tutti i mezzi di comunicazione sono allineati con quello che il Cardinale Cañizares, arcivescovo di Valencia, chiama in modo adeguato impero Gay, hanno assunto un ruolo di condanna della Chiesa e dei genitori, hanno voluto screditare questa giusta indignazione con epiteti di odio e omofobia , e hanno voluto andare più lontano accusandoli di essere la causa dei crimini di odio. Per esempio in un solo giorno ho potuto contare 42 colonne di opinione contro la Chiesa e i genitori e neanche una colonna neutrale o di difesa , questo mostra la cristianofobia dei mezzi di comunicazione in Messico.

 

manifestazione contro cambio costituzione
Messico. Una vista dall’alto del corteo contro il cambiamento della Costituzione che consente il matrimonio gay.

Il settimanale che dirige ha concesso il diritto di replica sulle proprie colonne alle comunità LGBT. Potrebbe commentarci questo fatto?

 

Il settimanale “ Desde la Fe” , ha principi deontologici e uno di questi è dare sempre il diritto di replica a chi si informa con le nostre pubblicazioni, lo abbiamo fatto non una ma varie volte , essendo cosi uno dei pochi periodici che non rifiuta questo diritto, e in questo caso non lo abbiamo rifiutato al collettivo LGBT. Pensiamo che è parte dell’apertura che deve avere qualsiasi periodico.

 

La Conferenza episcopale messicana ha organizzato qualche iniziativa?

 

La CEM ha appoggiato pubblicamente le marce e ha invitato i vescovi a appoggiare questa iniziativa dei genitori, un fatto così non era mai successo in Messico e ha richiamato molta attenzione il fatto che alla marcia partecipassero 11 vescovi e 100 tra sacerdoti, religiosi e religiose.

 

Marco Alimenti e Lucia Marreddu.