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Donne e uomini per la vita: il “Premio Madre Teresa” alle Madri d’Europa.

La cerimonia del 2012 è stata intensamente legata all’ideale dell’Unione Europea, perché svoltasi nello stesso luogo (sala della Promoteca in Campidoglio) dove nel 1957 era stato siglato il Trattato di Roma, che dette origine ala Comunità Eunomica Europea (CEE) e, soprattutto, perché nello stesso giorno e nelle stesse ore in cui veniva assegnato il Premio alle Madri d’Europa ad Oslo veniva assegnato il Premio Nobel per la pace all’Unione Europea, rappresentata nella capitale norvegese dal Presidente del Parlamento Europeo, Martin Shultz, dal Presidente del Consiglio europeo dei Ministri, Herman van Rompey, e dal Presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso.

È facile mettere in confronto il tema della pace con quello della maternità. L’Unione Europea ha garantito la pace tra nazioni  che per secoli avevano guerreggiato tra di loro fino a generare conflitti così contagiosi da divenire “mondiali”. Il rapporto tra madre e figlio è il segno naturale più evidente di una pace fondata sulla solidarietà e sull’amore. Il nome attribuito al Premio europeo per la vita, quello di Madre Teresa, anche Lei Premio Nobel per la pace, fa ricordare la sua domanda: “quale pace se non salviamo ogni vita?”. È una domanda che deve essere rivolta anche all’Europa. “l’aborto – ha ripetuto la Santa dei poveri nel ricevere il Premio Nobel – è il principio che mette in pericolo la pace nel mondo. Purtroppo ogni anno nel continente europeo vengono registrati ufficialmente almeno un milione di aborti legali e molti altri piccolissimi figli vengono distrutti senza che se ne possa calcolare il numero nel segreto delle famiglie e nei laboratori biotecnologici”.

Ma molto più numerose sono le madri che accolgono ed amano i loro figli. Talvolta esse sono eroiche. Esse non solo garantiscono l’esistenza stessa ed il futuro dell’Europa, ma inondano il suo territorio con una straordinaria seminagione di amore. Perciò simbolicamente il Premio è stato attribuito a madri ed istituzioni che hanno testimoniato in modo esemplare il valore della maternità. Di madri accoglienti e generose l’Unione Europea ha bisogno più che di politici e di economisti, se è vero quanto ha detto Madre Teresa di Calcutta. Se il Premio Nobel dato all’Unione Europea riguarda il passato, il Premio per la vita alle madri d’Europa riguarda il futuro.

La maternità garantisce il futuro dell’Europa in senso fisico (senza figli non ci sarebbe in futuro un popolo europeo), ma anche in senso ideale, perché proprio perché le innumerevoli, silenziose madri mantengono, diffondono e promuovono i valori che l’Europa proclama, ma spesso tradisce.  Esse sono una moltitudine di donne che, in modo vitale, dichiarano, senza necessità di parole e di filosofia, che il loro figlio fin dal seno materno, fin dal concepimento, è “uno di noi”. In tal modo esse proiettano nel futuro i principi di  uguaglianza e di solidarietà, di accoglienza dei più deboli, di rispetto per la dignità umana e per il diritto alla vita che l’Unione europea proclama come proprio fondamento.