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Donne e uomini per la vita: il Premio Madre Teresa.

Nel momento in cui in Italia si celebra l’annuale Giornata per la vita che, quest’anno, ricorda in modo particolare Madre Teresa (l’argomento proposto è “uomini e donne per la vita nel solco di Madre Teresa di Calcutta”) mi sembra giusto onorare la Santa dei poveri con un dossier che ricorda sinteticamente i premi che in suo nome sono stati assegnati a partire dal 2008 a personalità che hanno svolto o svolgono attività esemplari nel servizio alla vita nascente.
Fare memoria di questi eventi mi sembra doveroso nel momento in cui il Premio, fin dall’inizio chiamato “europeo” per il suo scopo e per le sedi dove è stato conferito, diventa “europeo” anche perché la sua gestione è stata donata dal Movimento per la vita italiano alla Federazione europea “Uno di noi per la vita e la dignità dell’uomo”, costituita nel 2014. È bene che le radici dell’iniziativa non siano dimenticate. È bene che la spiritualità di Madre Teresa continui ad illuminare il Premio. È bene che questa iniziativa continui e cresca nel tempo traendo linfa dalla sua radice.
Il mondo ferito da due guerre mondiali e impaurito dalla prospettiva di un terzo conflitto atomico, il 10 dicembre del 1948 affidò la sua speranza di pace alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. È giusto ricordare ogni anno quella data per risvegliare nella coscienza dei popoli e dei loro governanti la consapevolezza di quel proposito di rispetto totale della dignità umana. Nella prima metà del secolo scorso le guerre erano cominciate tra le nazioni dell’Europa e da qui avevano contagiato l’intero mondo. Perciò, l’Unione Europea nasce da questa terribile esperienza.
Nelle sue carte più solenni ha sempre dichiarato che il suo fondamento consiste nel rispetto della dignità umana e dei diritti umani. Dal 1988 il Parlamento Europeo ha istituito un annuale premio da assegnarsi il 10 dicembre in ricordo dei diritti umani. Lo ha chiamato “Premio Sacharov” per onorare il famoso fisico russo perseguitato dal regime sovietico perché prese le difese dei dissidenti e dei perseguitati. Ma chi è l’uomo titolare dei diritti umani? Giovanni Paolo II ha proposto questa domanda nell’enciclica Evangelium vitae, quando ha scritto che la dottrina dei diritti umani sta giungendo ad “una svolta dalle tragiche conseguenze”, perché dimentica le “condizioni più emblematiche dell’esistenza umana, quali sono il nascere e il morire”.
In tutto il mondo, particolarmente in Europa, ci sono esseri umani dimenticati o dei quali, addirittura, sono negati l’identità umana e il diritto di vivere. L’anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è una occasione straordinaria per parlare di tutto l’uomo e di ogni uomo, a cominciare dai dimenticati: i figli non ancora nati. Il “premio europeo per la vita” è stato istituito nel 2008, 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, per riproporre la domanda fondamentale (chi è l’uomo?) ed indicare all’opinione pubblica testimoni eroici, nel pensiero e nell’azione, della piena umanità dei più poveri ed abbandonati tra gli esseri umani.

Carlo Casini

(A cura della Federazione Europea “Uno di noi”)