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2. Che vantaggio c’è a ripetere che l’embrione umano è “Uno di noi”? (20 domande per Uno di noi)

Firma la petizione a sostegno dell’Iniziativa Uno di Noi.

Trovi le schede cartacee sul sito italiano: www.unodinoi.org.

Oppure puoi firmare online sul sito: www.oneofusappeal.eu.

Di Carlo Casini, Presidente onorario MPV.

Conferenza stampa dei parlamentari europei a sostegno dell'iniziativa cittadina One of us,2014

2) Che vantaggio c’è a ripetere che l’embrione  umano è “Uno di noi”, se le Istituzioni pubbliche non lo vogliono riconoscere, come è reso evidente dal risultato di tante precedenti iniziative?

 

Proprio perché l’identità umana del concepito è il dato fondamentale basato sulla scienza e sulla ragione, coloro che vogliono permettere e incoraggiare comportamenti pratici non

coerenti con tale evidenza devono evitare in tutti i modi una discussione su questo punto. Per non rispondere alla domanda fondamentale (Il concepito è o no un essere umano? È un oggetto o un soggetto? Una cosa o una persona?) essi ricorrono a molti espedienti. Uno di questi è l’ “antilingua” (cambiare il significato di alcune parole o cercarne di nuove), ma lo strumento principale è il “rifiuto dello sguardo”, che consiste nel censurare od emarginare ogni aspetto, evento, ragionamento che ricordi l’umanità del concepito. Il risultato finale di questa tattica è la modificazione della coscienza sociale: alla fine, a forza di non parlarne, il concepito finisce di esistere come soggetto e diventa una cosa.

La questione è epocale e planetaria. Riguarda l’intero pianeta e caratterizza un trapasso di civiltà. Ci sono state epoche in cui la schiavitù, la discriminazione dei neri e delle donne erano realtà universalmente accettate. Ci sono voluti secoli per giungere alla affermazione della uguale dignità di ogni essere umano. Oggi questa moderna acquisizione di civiltà è negata riguardo alla vita umana nascente e diviene sempre più forte la tendenza ad oscurare la dignità della vita sofferente e morente.

La resistenza di fronte al programma di silenzio sempre più totale sulla vita umana nascente esige che non ci si stanchi mai di proclamare che ogni figlio fin dal concepimento è uno di noi, non sussurrando, ma parlando ad alta voce; non privatamente, ma in forma pubblica; non tra persone consenzienti, ma coraggiosamente di fronte alle pubbliche Istituzioni. Non dobbiamo meravigliarci del persistente “rifiuto dello sguardo”, ma non dobbiamo scoraggiarci delle ripulse, perché ogni voce che dice la verità sull’uomo impedisce la realizzazione del progetto di un definitivo capovolgimento delle categorie del pensare.