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3. Come si può affermare la eguaglianza in dignità umana di un embrione? (20 domande per Uno di noi)

Firma la petizione a sostegno dell’Iniziativa Uno di Noi.

Trovi le schede cartacee sul sito italiano: www.unodinoi.org.

Oppure puoi firmare online sul sito: www.oneofusappeal.eu.

 di Carlo Casini.

3) Come si può affermare la eguaglianza in dignità umana di un embrione, che, appena concepito ha le dimensioni di un punto, e di un adulto, magari molto intelligente ed utile alla società?

 

La parola “dignità umana” si trova in molti importanti documenti moderni. Basti ricordare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea. Il concetto di dignità umana serve da un lato a distinguere l’uomo da tutte le atre realtà create, dall’altra a giustificare l’eguaglianza tra loro di tutti gli esseri umani. Esso suppone l’esistenza di un valore presente in ogni uomo, talmente grande da non poter essere graduabile nel senso di una maggiore o minore dignità a seconda delle qualità dell’individuo: forza, bellezza, intelligenza, età, salute, etc. La dignità è presente in misura uguale in un sovrano e in un povero, in un atleta famoso e in un disabile, in un professore vincitore del premio Nobel per la scienza e in un malato di  mente, in un nero e in un bianco, in un vecchio e in un giovane, in un neonato e in un bambino non ancora nato… L’eguaglianza è un elemento essenziale della dignità, che è riconoscibile in tutti gli esseri umani, non con l’uso degli strumenti di percezione delle fattezze e dei comportamenti esterni, ma con gli occhi della ragione. Perciò il fatto che l’embrione sia piccolo e grandemente differente rispetto ad un uomo adulto o anche soltanto già nato non diminuisce la dignità umana che è inerente alla semplice, elementare, nuda appartenenza alla specie umana.