• By
  • Cause in

La prima fotografia prima della nascita.

52 anni fa l’umanità ammirava per la prima volta il segreto della vita prima della nascita, in uno storica copertina di LIFE. La rivista usciva il 30 aprile 1965 con un servizio del fotografo svedese Lennart Nilsson con i primi storici scatti di un bambino all’interno del grembo materno.

Ben Cosgrove, giornalista della rivista Time, ha ricostruito la vicenda che portò alla pubblicazione di quegli scatti. All’epoca della pubblicazione Nilsson aveva 43 anni, ma i suoi primi esperimenti sulla fotografia prenatale risalgono agli anni 50 anni: il suo intento era “rivelare ciò che ci è vicino, che ci è familiare, in un modo nuovo”. Il primo contatto tra LIFE e il giovane fotografo era avvenuto nel 1953 quando fu chiamato a seguire l’elezione dello svedese Dag Hammarskjöld a Segretario generale delle Nazioni Unite.

 

Il fotografo Lennart Nilsson nel 1946 all’Aeroporto di Stoccolma, Svezia.

Nilsson portò con sé da Stoccolma la sue prime fotografie intrauterine, la redazione di LIFE ricordando il primo contatto non nasconde l’incredulità iniziale: “ci aveva detto che stava fotografando a colori i primi stadi della riproduzione umana, dall’inseminazione ad appena prima della nascita. Per noi fu impossibile non essere scettici circa le sue possibilità di successo. Tuttavia lui arrivo da noi, da Stoccolma a New York, portandoci i suoi scatti a colori, stranamente belli e scientificamente unici”. Nilsson stesso ricorda: “quelli di LIFE risposero ‘increndibile!’ e lo pensavo anch’io. A LIFE erano davvero entusiasti e, anni dopo, pubblicarono il mio lavoro sulla riproduzione umana”.

 

Lo copertina della rivista LIFE del 30 aprile 1965.

Il numero di LIFE fu esaurito nel giro di pochi giorni e il lavoro Nilsson ebbe un impatto incredibile sul dibattito politico negli Stati Uniti e nel mondo galvanizzando le posizioni di “pro life” e “pro choice”. Cosgrove ricorda che all’epoca in molti si chiedevano come Nilsson fosse riuscito nell’impresa. Lo scrittore svedese Sven Lidman ha scritto, nel 1974,  che bisogna guardare a Nilsson “non come a un mero fotografo quanto più come a un esploratore dell’Ottocento ossessionati dal desiderio di tracciare rotte nell’inesplorato e di riportare le scoperte compiute a tutti”.

Quello che in molti ancora ignorano è che il lavoro si svolse prevalentemente in ambito clinico e che le fotografie ritraevano in maggioranza piccoli bambini non ancora nati affetti da gravi patologie. Fu un lavoro lungo e meticoloso attraverso tecniche di fotografia pionieristiche: “all’epoca non sapevo nulla dello sviluppo del feto e ho dovuto imparare partendo dai disegni”, tuttavia come ripete Nilsson “il tempo non conta, quello che conta sono i risultati”.

 

Lennart Nilsson
Lennart Nilsson, ritratto nel 2014.

Così scopriamo che gli embrioni più celebrati della storia umana, erano in realtà tutt’altro che perfetti e  che oggi sarebbero sicuramente finiti vittime della selezione eugenetica che vede i piccoli malati destinati ad essere abortiti. Cosgrove malinconicamente commenta “nonostante il loro destino, hanno guadagnato una sorta di immortalità attraverso la visione di un fotografo che ha tentato ciò che in molti reputavano impossibile”.

 “Voglio aumentare il rispetto delle persone per la vita”. L. Nilsson.

Il titolo della copertina di LIFE assume, in questa prospettiva, un valore profetico: “Drama of life before birth” si traduce letteralmente “il racconto della vita prima della nascita”, tuttavia la parola “drama” significa contemporaneamente racconto e tragedia. Un ambivalenza che ancora oggi ci interroga come ricorda Nilsson: “voglio aumentare il rispetto delle persone per la vita”. A tutti rimane l’invito ad agire affinché la vita nascente non sia mai una tragedia, ma un racconto pieno di stupore.

Tony E. Persico

_______

Fonti: