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Comunicare il nuovo umanesimo

“Comunicare il nuovo umanesimo” con questo titolo ha preso il via l’edizione 2017 del Seminario primaverile dei giovani del Movimento Per la Vita Italiano, che si è tenuto a Bologna, dal 7 al 9 Aprile 2017.

“Di tutte le cose misura è l’uomo”, a partire da questa affermazione del V secolo a. C. l’uomo si impone al centro della riflessione antropologica. Un percorso di rivalutazione e promozione della vita umana mai davvero concluso, come dimostra la nuova proposta dei giovani volontari del Movimento: ripartire dall’uomo come centro di tutta la vita sociale, per cercare di indagare la prima delle sue esigenze ontologiche, comunicare.

Il Responsabile Nazionale dei Giovani MpV , Marco Alimenti, spiega come oggi esistano ancora “momenti in cui l’uomo viene posto in secondo piano con le più svariate giustificazioni. È per questo che vogliamo capire come comunicare in maniera efficace tematiche spinose ma fondamentali, quali l’inizio e il fine vita”. Sulla stessa linea, la Responsabile Nazionale dei giovani, Irene Pivetta che descrive le ragioni del seminario: “non si tratta di una esigenza formativa, ma di una vera e propria urgenza per i giovani e non solo: di fronte all’attualità mediatica dei temi legati alla bioetica occorre essere pronti a dare risposte portatrici di senso e amore per la vita”.

La prima sessione di interventi dedicata alla “comunicazione della vita” è stata moderata da Tony Persico, consigliere nazionale MPV, che parafrasando il recente saggio di Claire Fox ‘I find that offensive’, ha invitato i giovani a non diventare fiocchi di neve vulnerabili al dialogo, ma al a contrario a resistere al pensiero unico e a essere testimoni coraggiosi della valore della vita umana. Alla sessione hanno partecipato il dott. Giuseppe Grande, andrologo ed endocrinologo preso I.S.I. Paolo VI e vicepresidente MPV, la dott.ssa Lara Morandi e la dott.ssa Giovanna Sedda, coordinatrici del servizio SOS Vita, affronteranno il tema dell’antilingua e delle strategie di comunicazione prolife.

“i singoli casi drammatici faranno da apripista … eppure solo una famiglia, tra le migliaia in cui vivono pazienti in stato vegetativo ha chiesto di lasciar morire il proprio congiunto. Le altre chiedono piuttosto di essere aiutate a prendersene cura”. Gian Luigi Gigli, presidente MPV.

La seconda sessione, moderata da Eleonora Gregori Ferri, alumna dell’Interdisciplinary Center for Bioethics – Yale University (Usa) è stata dedicata al tema del fine vita con l’l’intervento del prof. Gian Luigi Gigli presidente Mpv italiano e deputato alla Camera, che ha chiesto di mantenere alta la guardia sui media: “i singoli casi drammatici faranno da apripista … eppure solo una famiglia, tra le migliaia in cui vivono pazienti in stato vegetativo ha chiesto di lasciar morire il proprio congiunto. Le altre chiedono piuttosto di essere aiutate a prendersene cura”. Con Gigli sono intervenuti anche il dott. Giuliano Guzzo, responsabile regionale giovani Mpv Trentino, il dott. Massimo Pandolfi, capo redattore centrale del Resto del Carlino, e il prof. Marcello Foa, docente di comunicazione all’Università della Svizzera italiana di Lugano.

Infine l’ultima sessione è stata dedicata alla comunicazione della bioetica e al messaggio dell’Amoris Laetitita con l’intervento del dott. Domenico Agasso, giornalista de La Stampa Vice-Coordinatore di Vatican Insider e della dott.ssa Emanuela Vinai, giornalista agenzia Sir e collaboratrice dell’Ufficio Nazionale Comunicazione Sociali della Cei che ha richiamato la “grande capacità di discernimento: è questa l’unica cosa davvero necessaria per decriptare la verità in tutta la comunicazione mediatica”. I relatori sono stati moderati dal dott. Federico Trombetta, PhD student presso l’Università di Warwick già coordinatore Movit dell’Università Cattolica di Milano.

Giovanna Sedda