Utero in affitto, le femministe dicono No. Serve una strategia condivisa – Elisabetta Pittino, Si alla Vita Settembre 2017, Anno XXXIX, n° 01/2017, pag. 16

«Spero che questa conferenza possa aiutare ciascuna di noi a riconoscere… il posto speciale della donna nel piano di Dio…Questa speciale capacità propria della donna si manifesta in maniera più completa quando diventa madre. La maternità è il dono di Dio alla donna», così Madre Teresa alla IV Conferenza mondiale sulla donna a Pechino nel 1995.

Con la legittimazione dell’utero in affitto «La maternità da atto eminentemente umano, espressione altissima della dignitàà umana femminile, decade a procedimento meccanico, le cui componenti scisse diventano merci da mettere sul mercato» recita la Richiesta di Raccomandazione contro la surrogata presentata il 23 marzo scorso da un collettivo trasversale di femministe.

Contro la maternità surrogata, definita «una nuova strada per sfruttare le donne e il traffico umano», si è alzata una coalizione europea trasversale insolita formata da mondo cattolico e femminismo “storico”.

Le motivazioni sono differenti, le posizioni su altre tematiche delicate opposte, ma sul no all’utero in affitto c’è convergenza.

Il 23 marzo scorso, ultima tappa in ordine di tempo di questo cammino unitario iniziato qualche anno fa, si è svolta a Roma una conferenza internazionale anti maternità surrogata promossa dall’ associazione femminista Se non ora quando-Libere: Maternità al bivio: dalla libera scelta alla surrogata. Una sfida mondiale.

Alla Camera dei deputati si è chiesto alle Nazioni Unite il bando universale della pratica della maternità surrogata. La maternità surrogata, recita la Richiesta di Raccomandazione, presentata alla conferenza, è «incompatibile con il rispetto dei diritti umani e della dignità delle donne».

«È fondamentale interpellare in questa fase le Nazioni Unite contro i rischi e la gravità della maternità surrogata» secondo Ana-Luana Stoicea-Deram, sociologa e militante femminista franco-rumena presidente del Corp- collettivo per il rispetto della persona.

La strana coppia femminismo storico e mondo cattolico apparsa in Spagna, dove il Partito popolare si è unito ai socialisti e a Podemos per prevenire la legalizzazione dell’utero in affitto, ha dato vita in Francia il 2 febbraio 2016 all’Assise per l’abolizione universale della maternità surrogata all’Assemblea nazionale di Parigi promossa da CADAC (Collettivo diritti delle donne), CLF (Coordinamento Lesbiche francese) che è stata la prima associazione femminista ad opporsi alla surrogata in Francia nel 2011, CoRP, con la presenza della Manif pour Tous.

Le radici dell’alleanza strategica tra cattolici e femminismo di sinistra contro la surrogata, spiega Marina Terragni, si trovano nel femminismo della differenza «più comune in Europa» rispetto al «tradizionale femminismo anglosassone il cui goal è di rendere le donne uguali agli uomini». Questa visione spiega l’avvicinamento del femminismo europeo alla visione cristiana in materia di surrogata, inesistente nel mainstream del femminismo americano.

L’assise Parigina è stata «la prima tappa di questo grande movimento, il suo successo ci incoraggia ad agire su tutti i piani di azione, politico, mediatico, militante», hanno affermato Jocelyne Fildard, Catherine Morin Lesech, Marie Josèphe Devillers, co-presidenti del CLF. Per arrivare ad una strategia globale che fermi la GPA è necessario “appoggiarsi, in Europa e oltre, alle associazioni femministe e lesbiche femministe, a quelle legate al rispetto dei diritti umani, a ricercatori e ricercatrici che hanno rivelato la realtà di questa pratica di sfruttamento, alle personalità politiche che hanno preso posizione per l’abolizione universale della GPA”.

L’opposizione del femminismo europeo alla maternità surrogata, non GpA, cioè gestazione per altri «termine volutamente riduttivo poiché lascia intendere che la gravidanza possa essere ridotta al funzionamento dell’utero come contenitore per soddisfare il desiderio di altre persone» è sempre più ampia. In Svezia nel 2016 è stato un governo Social- democratico, auto definitosi «il primo governo femminista del mondo» a vietare la surrogata.

Marina Terragni, femminista autrice di Temporary Mother ritiene che vi sia «una forte pressione per legalizzare la pratica» attraverso i tribunali che forzano la normativa verso l’accettazione della maternità surrogata. «Siamo coscienti che la pratica della GPA è stata banalizzata, accettata o tollerata da molti paesi. Operare un cambio di rotta nell’opinione pubblica è un compito difficile, ma noi sappiamo che è possibile», affermano Fildard, Morin Lesech, Devillers.

Così il documento di Roma dichiara che «La surrogata porta ad una effettiva cosificazione della madre e del bambino dato che crea consapevolmente una situazione di rinuncia e di abbandono». La Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo esclude infatto «la legittimità di ogni pratica di scambio, commerciale o altruista, con oggetto l’essere umano».

«La dignità… significa che ogni persona ha un valore intrinseco e che, contrariamente alle cose, ai beni scambiabili, essa non ha equivalenti e non può aver alcun prezzo. In quanto soggetto di diritti, l’essere umano deve dunque essere rispettato nella sua integrità morale e fisica» ha spiegato Sylviane Agacinski, filosofa femminista, alla conferenza di Roma.  «In troppe regioni del mondo, il corpo umano è immesso sul mercato … per soddisfare la domanda di figli che la medicina procreativa contribuisce a suscitare e a mantenere. Questa medicina è stata poco a poco introdotta …in una logica di “produzione” artigianale dei figli… fondata sulla pratica sociale della “donazione” di gameti (gratuita o a pagamento). Ma un embrione non diventerà mai un figlio se non sarà un corpo femminile tutto intero a farlo nascere. Senza una madre che lo porti in grembo, che ne assicuri la lunga formazione biologica epigenetica e lo metta al mondo, non c’è figlio», ha continuato la filosofa.

Sì dunque ad una strategia globale per l’abolizione universale della maternità surrogata, condivisibile tra realtà profondamente diverse.

 

Elisabetta Pittino

Utero in affitto, le femministe dicono No. Serve una strategia condivisa – Elisabetta Pittino, Si alla Vita Settembre 2017