Janna Jessen a Pordenone: “Mia madre voleva abortire, ma la soluzione salina non ha fatto effetto” – Elena Pujatti, Si alla Vita Settembre 2017, Anno XXXIX, n° 01/2017, pag. 32

Il Movimento per la Vita di Pordenone, con Federvita Fvg, insieme al Forum delle Famiglie Fvg, con il patrocinio del Comune di Pordenone, in collaborazione con la Pastorale diocesana della Famiglia, ha ricevuto Gianna Jessen, californiana, la ‘bambina di Dio’, il 29 maggio di quest’anno, presso l’Auditorium Concordia. Lei, il 6 aprile 1977, in una clinica a Los Angeles, dove è attivo il più grande centro abortista del mondo, sarebbe dovuta ‘nascere morta’ in seguito ad un aborto salino praticato a sette mesi di gravidanza. Questo mètodo atroce consiste nello iniettare una particolare soluzione salina nel ventre della madre: circa 24 ore dopo il bimbo viene espulso e purtroppo deceduto perché ustionato, cieco e corroso!
Ma quel giorno è avvenuto un miracolo! Gianna è nata VIVA e tutti sono rimasti allibiti! Per questo, al suo arrivo, il pubblico gremito dell’auditorium l’ha accolta con una standing ovation! Il presidente nazionale del Movimento per la Vita Italiano, on. Gian Luigi Gigli, ha presentato l’ospite, commosso e onorato per poter parlare di persona con lei: negli occhi di Gianna traspare la gioia di vivere, la gratitudine per l’essere viva. Testimone vivente di una storia, la sua, non pensi sia reale! Gianna gira il mondo per raccontare la sua storia soprattutto ai giovani: la mattina del 29 maggio presso l’istituto don Bosco davanti ad una platea di quasi 400 studenti ha spiegato cosa accadde quella notte di 39 anni fa.
Purtroppo la madre, giovanissima (17 anni) non voleva quel figlio, in quella clinica hanno praticato quella tortura; ma Gianna, dopo 18 ore immersa nella soluzione salina, è nata viva! La sua ‘fortuna’ è stata che il medico, alle 6 di mattina, è andato a dormire e l’infermiera di turno (direi un angelo) ha chiamato l’ambulanza. Gianna porta i segni di ciò che ha subito, cammina claudicante, è stata operata diverse volte, ma quando ti parla senti solo il suo amore travolgente per la vita: doveva rimanere cieca, non camminare, e invece….
Il medico che doveva ‘eliminarla’ ha dovuto firmare il suo atto di nascita!
Una delle domande che le rivolgono i ragazzi è se ha conosciuto la sua madre biologica: la sua ‘vera’ madre, colei che l’ha cresciuta, è stata nonna Penny, che l’ha fatta camminare, l’ha seguita, amata e protetta fino a tre anni fa. Sì, ha conosciuto la madre biologica, ad un evento pubblico, la quale si è presentata ”Io sono tua madre”. Gianna ha pregato nel suo cuore e le ha detto che la perdonava: la madre ha addirittura rifiutato il suo perdono, ma Gianna ha continuato a perdonarla!
Come Gianna, altre duecento persone sono sopravvissute ad aborti, nel mondo. Un’altra donna come lei, in America, è sopravvissuta all’aborto salino e ha fondato un’associazione pro vita. Gianna è grata a Bush, che nel 2002 ha approvato una legge che impedisce di ”strangolare/soffocare i bambini abortiti ma nati vivi.
Gianna dunque trascorre le sue giornate raccontando la sua incredibile storia, al Congresso degli Stati Uniti d’America, alla Camera dei Comuni del Regno Unito. Soprattutto ai giovani il suo messaggio entra nel cuore: assetati di verità, in un mondo fittizio come quello di oggi, lei li incita ad essere persone vere, a credere che veramente la vita è un dono, che ognuno di noi è unico; invita i ragazzi a rispettare le ragazze, ma anche le giovani donne devono amarsi, e farsi rispettare. Parla loro di castità, di rispetto del corpo, della vita: non si scherza! La pillola del giorno dopo? Dice apertamente che è abortiva! Abbiamo desiderato invitarla a Pordenone affinché anche una sola ragazza dalle sue parole potesse realizzare ciò che l’aborto è veramente: un omicidio. Abbiamo anche parlato del Progetto Gemma, l’adozione di una mamma ‘a distanza’, un piccolo aiuto economico mensile perché la creatura nel grembo di una donna in difficoltà possa veder la luce: tutto questo attraverso i Cav, i Centri Aiuto alla Vita sparsi in tutta Italia, dove i volontari ci mettono il cuore per salvare anche una sola creatura. Si parla dell’aborto come fosse un diritto, si parla del diritto della madre: e il diritto di vivere del figlio? L’aborto è una ferita mortale che rimane nel cuore della madre che sarà madre per tutta la vita! Anche Gianna ci dice (come noi volontari sappiamo bene) che il battito del feto si sente già dopo 16 giorni, mentre alle donne si parla di ‘grumo di cellule’! Dietro gli aborti, l’utero in affitto ci sono tanti soldi! Purtroppo giornali, media sono complici di questa mentalità di morte, di questa cultura dello scarto come dice Papa Francesco. Gianna, è dunque testimone vivente: come ci ha detto più volte nella stessa serata, la sua vita non è facile, ma lei non ha ‘firmato per una vita facile, ha firmato per UNA VITA STRAORDINARIA!.
Ringrazio i miei amici con i quali ho lavorato, Tommaso Pellegrini, Matteo Fantuz, Federica Anése, Franco Trevisan, Mauro che hanno reso possibile questo speciale incontro, un incontro di quelli che restano impressi per sempre nel cuore. Grazie! La vita è un dono, come disse madre Teresa, oggi santa: «la vita è vita: difendila».

Elena Pujatti
Mpv Pordenone