La bioetica clinica all’Università La Sapienza di Roma – Gianfranco Tonnarini, Si alla Vita Settembre 2017, Anno XXXIX, n° 01/2017, pag. 29

L’insegnamento dell’etica nelle scuole mediche costituisce una realtà in continua evoluzione, testimoniata da molteplici corsi universitari, di perfezionamento, master e dottorato. Molti paesi vantano una consolidata esperienza in quest’ambito e hanno sviluppato itinerari didattici di particolare interesse.
In Italia la Bioetica appare per lo più confinata nei settori delle discipline filosofiche e giuridiche. Spesso rimane non definito il ruolo del medico in questo processo educativo. Si avverte in particolare l’esigenza di individuare percorsi formativi fondati su approcci multidisciplinari e interdisciplinari, che sappiano coniugare la visione sistematica alla realtà dei fatti, i principi alla pratica esperenziale, l’etica alla clinica.

E’ alla luce di questa fondamentale idea che nasce alla Sapienza di Roma, nella Facoltà di Medicina e Chirurgia, il Corso di Alta Formazione in Bioetica clinica.
Il Corso è proposto a laureati triennali e magistrali come percorso didattico “inter-Facoltà”ed “inter-Università” ed ha una durata semestrale.
Il Corso vede il coinvolgimento, oltre che dell’Università La Sapienza, anche dell’ Università di Tor Vergata e del Campus Biomedico e, in itinere, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Il Corso ha la finalità di consentire l’acquisizione di una competenza specializzata in Bioetica clinica, utile per l’insegnamento, la pratica clinica e la gestione manageriale nelle aree disciplinari dell’ attività sanitaria.
Il sito istituzionale dei Master e Corsi di Alta Formazione dell’Università La Sapienza di Roma può fornire ogni ulteriore informazione sugli aspetti organizzativi e sulle modalità di partecipazione al Corso.

Al centro del progetto rimane fondamentalmente l’uomo, la sua dignità di persona, la sua natura sociale e solidale soprattutto nella malattia. L’obiettivo è quello di promuovere un percorso formativo finalizzato ad un’autentica “umanizzazione della medicina”.

L’umanità della medicina è espressione che qualifica l’attività medica. La medicina viene dall’uomo ed è per l’uomo. In senso stretto per la diagnosi e la cura della malattia. In senso ampio perla tutela della salute. In senso specifico per la salute fisica. In senso globale per il benessere della persona.
Garanzia di quest’azione medica è l’etica, che tutela il valore in sé e per sé della persona, non riducibile a semplice valore d’uso. La persona ha valore di soggetto e di fine, mai di mezzo e di strumento: essa vale per se stessa, semplicemente per il fatto di esistere, indipendentemente dal suo modo di esistere.
Per questo motivo, la via dell’umanizzazione della medicina non può che essere la via dell’etica medica. E’ questa via a segnare propriamente – insieme alla competenza scientifica ed alle risorse economiche e tecnologiche – il criterio della qualità dell’attività medica e dell’organizzazione sanitaria di un paese.

L’umanità della medicina è imprescindibile dal modo in cui il medico intende e vive la professione. Egli non è un semplice operatore, un esecutore, un funzionario della sanità. Il medico è un autentico “ministro della vita e della salute” del malato. Il medico è al servizio della persona.

Questo, per la verità, dovrebbe dirsi per ogni professione, ma vale in modo peculiare per la medicina. Per due motivi.
Anzitutto, perché l’attività medica è inter-personale in modo unico. E’ vero che non c’è professione che non sia a beneficio degli altri uomini. Ma nella medicina l’incontro con l’altro (il malato) è diretto e personale. Il medico non incontra prima di tutto mezzi, macchine, cose, carte:egli incontra persone.
L’altro, come persona, entra nel costitutivo del medico.
Il secondo motivo è che il medico incontra il malato in una condizione di debolezza, di sofferenza e di bisogno. Nessun’altra professione conosce un così intenso indice di prossimità e un così elevato grado di fiducia e affidamento.
Prossimità che prende la forma di alleanza terapeutica, la quale definisce l’autentica relazione medico-malato.
E’ questa estrema prossimità l’essenza della medicina. E’ in essa che si afferma il valore primo dell’umano e della dimensione etica in medicina

Il Corso di Bioetica clinica si propone in conclusione di stimolare nei partecipanti l’attitudine di“pensare da medico”.Pensare in particolare che il medico, oltre alla indispensabile competenza tecnica e professionale, ha la responsabilità di sviluppare anche -per così dire- una competenza umana verso il malato.
L’invito, soprattutto ai più giovani, è di raccogliere questa sfida e farla propria.

Prof. Gianfranco Tonnarini
Direttore Master e Corso di Alta Formazione in Bioetica clinica Dipartimento di Medicina interna e specialità mediche Sapienza Università di Roma

La bioetica clinica all’Università La Sapienza di Roma – Gianfranco Tonnarini, Si alla Vita Settembre 2017