La Terza Conferenza sulla Famiglia: luci e ombre

Il 28 e il 29 settembre si è svolta a Roma in Campidoglio la III Conferenza nazionale sulla Famiglia, dal titolo “Più forte la famiglia, più forte il Paese“; è stata organizzata dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri con il supporto dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia. La Conferenza a distanza di sette anni dalla precedente, in realtà, è stata fortemente voluta dal Forum delle Associazioni Familiari che ha lottato fino all’ultimo per far sì che si realizzasse prima della approvazione del DEF (Documento di Economia e Finanza, originariamente Documento di programmazione economica finanziaria), cioè del documento che contiene le politiche economiche e finanziarie decise dal governo. La speranza del Forum era quella di ottenere un minimo aiuto, dal punto di vista fiscale, per le famiglie italiane. Ma così non è stato. Le precedenti Conferenze si erano svolte a Milano l’8, 9 e 10 novembre 2010 sul tema  “Famiglia, storia e futuro di tutti” ed a Firenze nei giorni 24 – 25 – 26 maggio 2007, su “Cresce la Famiglia, cresce l’Italia”. Le varie sigle dell’associazionismo familiare si sono confrontate sulla difficile crisi economica e culturale che stanno vivendo le famiglie italiane. E già. Grave crisi culturale, se oggi non solo lo Stato non fa nulla per sostenere l’unica società naturale, la Famiglia, ma addirittura, a fronte di un articolo della Carta Costituzionale (art. 29) che definisce la famiglia, si cerca con sempre maggiore violenza di svuotarne il suo vero significato per utilizzare questo termine ad indicare ogni tipo di formazione. E questo, va detto, è stato fatto da esponenti politici intervenuti alla Conferenza, complice la legge 76/2016 sulle unioni civili e la sempre più aggressiva cultura del gender. Malgrado i titoli altisonanti di questi appuntamenti e la nostra Carta Costituzionale, che riconosce la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio” (art. 29) e prevede che “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.”, bisogna ammettere che purtroppo la nostra Repubblica non è mai stata in grado di partorire delle politiche familiari degne di questo nome, cosa che al contrario hanno saputo fare ad esempio la Francia e la Germania.

Il Movimento Per la Vita Italiano è stato presente con una nutrita delegazione (7 componenti) guidata dal Presidente Gian Luigi Gigli che gli ha permesso di intervenire in tutti i gruppi di lavoro. I delegati, infatti, dopo aver partecipato alla sessione plenaria nella sala della protomoteca si sono divisi in 5 gruppi di lavoro: Gruppo 1 – Centralità del ruolo delle famiglie come risorse sociali ed educative; Gruppo 2 – Crisi demografica e rapporto fra il quadro nazionale e le tendenze internazionali; Gruppo 3 – L’evoluzione della famiglia fra diritto e società; Gruppo 4 – Armonizzazione famiglia/lavoro e nuove politiche di welfare; Gruppo 5  – Proposte e prospettive per un fisco a sostegno delle famiglie.

Le famiglie italiane e le associazioni che si occupano di loro non si illudono che venga facilmente invertita la rotta, ma in ogni caso era giusto fare ciascuno la propria parte e così è stato. Se un merito ha potuto avere questa Conferenza, almeno dal nostro punto di vista, è stata  l’opportunità di parlare dei bimbi soppressi nel grembo materno, del nostro volontariato vicino alle famiglie, alle mamme e ai loro bimbi e del mancato aiuto da parte dello Stato a chi vuole fare i figli; ciò è avvenuto sia nei gruppi di lavoro che nelle sintesi in plenaria. Per il resto sembra rimasto inalterato lo stridente contrasto tra i bisogni delle famiglie e della società italiana, da un lato, e dall’altro una politica miope e prigioniera della ideologia.

Marco Faillaci, Rappresentante MPVI nella Consulta CEI di Pastorale Familiare

 

La Terza Conferenza sulla Famiglia: luci e ombre