Evoluzione della famiglia tra diritto e società

Che la struttura della famiglia sia profondamente cambiata è un dato di esperienza comune. I sociologi usano formule sintetiche per indicarne l’evoluzione. Ad esempio: “dalla famiglia estesa alla famiglia nucleare”. Nella società contadina non solo erano numerosi i figli, ma spesso zii e nonni continuavano ad abitare insieme ai figli ed ai nipoti. A parte questa immagine, i percorsi del cambiamento sono molteplici: il crollo della natalità; il forte aumento delle separazioni e dei divorzi; la diminuzione dei matrimoni; la frequenza delle convivenze; il radicale cambiamento della condizione delle donne la cui funzione non è più limitata alla cura della casa e all’allevamento dei figli; la sostanziale equiparazione legale delle unioni omosessuali alle unioni matrimoniali; la diffusione dell’aborto che si pretende talora come diritto fondamentale in nome dell’autodeterminazione; la pratica della procreazione artificiale; la straordinaria diffusione dei mezzi di comunicazione fisica (viaggi) e mentale (mass media) che non consente più di riservare alla famiglia l’esclusività educativa. L’evoluzione somiglia per alcuni aspetti a una deriva distruttiva del concetto stesso di “famiglia”, tant’è vero che a livello pubblico si preferisce parlare di “famiglie” relegando la “famiglia tradizionale” in uno spazio marginale e superato. Tutti però vedono i danni causati dal dissolversi della famiglia, ma i rimedi sono prevalentemente ipotizzati sul piano materiale – casa e lavoro –  per favorire il matrimonio dei giovani e la stabilità dei rapporti matrimoniali. Sono rimedi giusti ma non colgono l’essenziale.

Ciò che oggi è in gioco è la stessa definizione di famiglia e il suo fondamento. È assolutamente evidente che il fondamento della famiglia è il figlio. Bisogna ripartire dalla contemplazione del concepito. Non è la famiglia che giustifica la procreazione, ma, al contrario, è la procreazione che giustifica la famiglia. Prima della soluzione dei più gravi problemi materiali è necessario risolvere una questione culturale e morale.

Mi sono diffuso su questo punto nel mio libro “Vita nascente, prima pietra di un nuovo umanesimo” (editrice San Paolo), ma nella sede di questo articolo è possibile indicare solo l’essenziale. Perché la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (art. 16)  e tutti i documenti internazionali successivi (art. 23 del Patto sui diritti civili e politici; art. 10 del Patto sui diritti economici e sociali e culturali; art. 16 della Carta sociale europea) proclamano che “la famiglia è il nucleo fondamentale della società e dello Stato”? Il cedimento delle fondamenta fa cadere l’intero edificio. Perché la famiglia ne è il “fondamento”? La risposta di ragione (laica) è assolutamente evidente: i figli garantiscono l’esistenza stessa della società e dello Stato. Se improvvisamente non nascesse più nessun figlio terminerebbe la società e si concluderebbe la storia umana. Ne deriva anche la fondamentalità della differenziazione sessuale e il grave danno della banalizzazione della sessualità ridotta oggi, molto spesso, a banale strumento di piacere o di evasione, cancellandone la dimensione misteriosa che la collega al mistero stesso dell’universo, il cui senso è l’uomo, cosicché il figlio non è soltanto la garanzia della storia, ma anche la realizzazione di senso del tutto.

Perciò il Movimento per la vita, il cui scopo essenziale è la difesa dei figli concepiti anche se non ancora nati, deve allargare lo sguardo sulla famiglia, impegnandosi soprattutto per rivelarne il senso agli uomini del nostro tempo. Contemporaneamente è indispensabile che le varie associazioni, movimenti ed istituzioni che si occupano della famiglia, non dimentichino mai il concepito, riconoscendolo a pieno titolo come un membro della famiglia e ripartendo dalla contemplazione di lui per definire la famiglia e per disporre gli strumenti della sua promozione, non solo a livello economico-sociale, ma anche a livello educativo e culturale.

È nostro compito ricordarlo coraggiosamente in ogni conferenza, osservatorio, piano organizzati a livello istituzionale.

Carlo Casini, Presidente Onorario del Movimento per la Vita Italiano

 

Evoluzione della famiglia tra diritto e società