Report Droghe 2017: in Europa e Italia inquietante consumo in aumento

Dall’ultima relazione europea sulle tendenze e gli sviluppi del consumo di droghe emerge  un dato che per noi non puó che risultare inquietante. L’Italia infatti si colloca al secondo posto nella classifica dei paesi europei nei quali è diffuso l’abuso e la dipendenza da cannabis, da oppioidi ad alto rischio e dalla cocaina.

Stando alle statistiche, nel nostro paese il 19% dei giovani, quindi in media uno su cinque, fa uso di cannabis. Un dato che racconta giá il bisogno di evasione e di alienazione che caratterizza buona parte della popolazione giovanile. C’è una porzione di paese che soffre il disagio sociale come disagio generazionale.  Senza riuscire a riscattarsi, in una logica di progettualità ed impegno, dal senso di vuoto pervasivo che  origina dal sentimento di avere a che fare con un futuro percepito piú come minaccia che come promessa. Ma che tende a ripiegare rassegnata, rinchiudendosi nel tunnel ingannevole e rassicurante della dipendenza.

Come riporta il documento europeo, anche i cannabinoidi sintetici costituiscono una crescente preoccupazione. Sono spesso sostanze estremamente potenti che possono avere conseguenze gravi e potenzialmente letali. Vi sono elementi a sostegno del fatto che in alcune parti d’Europa i cannabinoidi sintetici sono assunti al giorno d’oggi come sostanze intossicanti potenti e a basso costo. Ma oltre a questo occore considerare con attenzione che La cocaina è lo stimolante illecito più consumato in Europa, con una maggiore diffusione nei paesi meridionali e occidentali (quindi anche in Italia). Per quanto riguarda i consumatori abituali si può operare un’ampia distinzione tra quelli socialmente più integrati, che sniffano spesso cocaina in polvere (cocaina cloridrato), e i consumatori emarginati, che la assumono per via parenterale o fumano il crack (cocaina base), talvolta insieme a oppiacei.

Si stima che 17,5 milioni di adulti europei (15-64 anni), pari al 5,2 % di questa fascia d’età, abbiano provato la cocaina in qualche momento della loro vita. Tra questi vi sono circa 2,3 milioni di giovani adulti di età compresa tra i 15 e i 34 anni (l’1,9 % di questa fascia d’età) che hanno consumato cocaina nel corso dell’ultimo anno.

Il documento riporta ancora come le fonti di monitoraggio indichino un aumento esponenziale  del consumo di MDMA, in forma di compresse (ecstasy), ma anche di cristalli o polveri, che viene effettuato spesso e volentieri insieme a dosi massicce di alcool. Le indicazioni attuali – si legge nel testo – suggeriscono che, nei paesi a più alta prevalenza di consumo, l’MDMA non sia più una droga di nicchia o circoscritta alla sottocultura delle discoteche e delle feste, ma sia utilizzata da un ampio bacino di giovani in contesti tradizionali di vita notturna, tra cui bar e feste in casa.

Tutto questo, unito al fatto che esiste una difficoltá oggettiva nel monitoraggio degli sviluppi delle nuove sostanze psicoattive, che spesso circolano senza essere state ancora ufficialmente annoverate nel catalogo delle droghe illeggittime, ci restituisce l’idea di quanto sia sempre piú preoccupante e sottovalutato il fenomeno della “ricerca dei paradisi artificiali”, che con le sue  8.411 vittime,  registra in Europa, per il terzo anno di fila, un aumento esponenziale dei decessi.

Prendere atto di questa realtà impone allo stesso tempo una riflessione seria e responsabile sulle ragioni sociali e culturali del disagio, che coincidono purtroppo con la domanda inattesa di una vita piena, di un’esistenza alternativa al grigiore piatto di scelte esistenziali omologate, strette in schemi preconfezionati. Una domanda  che viene pronunciata erroneamente, da tanti cittadini europei ed italiani, quando scelgono di ricorrere alle sostanze piú svariate. Per superare il senso di oppressione e la voglia di trasgredire, di trascendere i limiti asfissianti e sterili di una vita chiusa, precisamente, al bisogno di trascendenza. Significa, in fondo, riconoscere che la ricerca del paradiso artificiale, seppur condotta per vie oscure e ingannevoli, nasconde pur sempre, la ricerca del paradiso.

Simone E. Tropea, Agenzia Vitanews

 

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