Il ricordo di San Giovanni Paolo II nei discorsi al Mpv

Il 22 ottobre è il giorno nel quale la Chiesa ricorda San Giovanni Paolo II eletto pontefice il 16 ottobre del 1978. Quello fu l’anno in cui fu approvata la Legge 194 che, legalizzando l’aborto, ha modificato profondamente il diritto alla vita la cui difesa è stata centrale nel magistero incessante di Karol Woytila. Non meraviglia, perciò, la grande amicizia del Santo Padre con il Movimento per la vita italiano. Tutte le volte che gli chiedevamo di incontrarlo, lui ci diceva “Venite!”. Talora fissavamo noi stessi l’ora e il giorno. Parlava di noi anche in nostra assenza e a nostra insaputa e in documenti pastorali di grande importanza (Lettera di Giovanni Paolo II alle famiglie del 1994, Enciclica “Evangelium vitae” del 1995).

Il 19 ottobre 1986 volle visitare a Firenze il primo centro di aiuto alla vita d’Italia dove ci consegnò una lettera che si concludeva così: “Auspico vivamente che i cristiani, i credenti, gli uomini di buona volontà vogliano collaborare con impegno sincero e costante ad un’opera così evangelica, favorendone un crescente sviluppo”.

Rileggo con commozione i discorsi e saluti a noi rivolti, pubblicati nel volume “Giovanni Paolo II al popolo della vita” e riassunti nel numero unico del “Sì alla vita” dell’aprile 2005, all’indomani della sua morte. La sua prospettiva era esaltante. Una volta ci disse: ”sono convinto che la grande influenza del Movimento per la vita nel mondo e la grande importanza del suo contributo dato all’umanità sarà adeguatamente capita solo quando la storia di questa generazione sarà scritta”. La vicinanza di San Giovani Paolo II fu particolarmente commovente nella vicenda referendaria sull’aborto del maggio 1981. Colpito quattro giorni prima del referendum da Ali Agca, il 22 dicembre successivo, parlando ai cardinali di curia, egli disse: “si sta purtroppo oscurando il senso della vita e di conseguenza il rispetto dell’uomo. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. E l’avvenire ne riserverà di peggiori se non si pone rimedio. La Chiesa reagisce […] esponendosi e pagando di persona. Così ho fatto io, così mi sono esposto nella scorsa primavera. E nei giorni della mia lunga sofferenza ho pensato molto al significato, al segno arcano – che mi veniva dato come dal cielo – dalla prova che ha messo a repentaglio la mia vita, quasi come un contributo di espiazione per questo rifiuto occulto o palese della vita umana”.

Pochi giorni prima di morire, volle farci pervenire un assegno di € 25.000,00 che destinammo a 10 Progetti Gemma. Oggi Giovanni Paolo II è ancora con noi, nelle nostre case, soprattutto quando siamo tentati dal dubbio e dalla stanchezza. Il Suo messaggio sulla vita nascente aveva la grandezza esaltante di un impegno epocale e planetario. In uno dei suoi ultimi discorsi (forse proprio l’ultimo) del 10 gennaio 2005 rivolgendosi agli ambasciatori di tutto il mondo. Egli elencò “le sfide dell’umanità di oggi”: “la sfida della vita, la sfida del pane, la sfida della pace, la sfida della libertà di religione”. Ma  “la prima sfida – concluse – è quella della vita […]. Essa si è venuta concentrando in questi ultimi anni sull’inizio della vita umana, quando l’uomo è più debole […] l’embrione umano è un soggetto identico all’uomo nato che se ne sviluppa […] La sfida della vita ha luogo al contempo in quello che è propriamente il sacrario della vita: la famiglia”.

Quale è l’eredità che il Grande Amico ci lascia? Lasciamolo dire a lui stesso. Tra le molte esortazioni rivolteci scelgo quella pronunciata il 22 maggio 1998 nella manifestazione svoltasi nell’aula Paolo VI del Vaticano: “Carissimi fratelli e sorelle del Movimento per la vita, perseverate nel vostro impegno coraggioso! Ogni nostro sacrificio e sofferenza saranno compensati dal servizio a tutti i bambini che, grazie a voi, potranno gioire del dono inestimabile della vita. Vi incoraggio cordialmente a compiere ogni sforzo affinché sia riconosciuto a tutti il diritto alla vita e si costituisca una autentica democrazia, ispirata ai valori della civiltà e dell’amore”. È una eredità che si colloca all’interno di un disegno che S. Giovanni Paolo II ha delineato autorevolmente nell’Evangelium vitae, Da questa grande enciclica estrapolo il seguente appello: “urge una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia in favore della vita […]. Tutti insieme dobbiamo costituire una nuova cultura della vita”.

Carlo Casini, Presidente Onorario del Movimenti per la Vita italiano

 

Il ricordo di San Giovanni Paolo II nei discorsi al Mpv