Chi bussa a casa nostra? Mutamenti in atto dell’utenza Cav

1992 – 2017 venticinque anni di storia di SOS Vita. – La diffusione delle reti radiomobili e dei telefoni cellulariagli inizi degli anni novanta causano una vera e propria rivoluzione arrivando a modificare le capacità relazionali in termini generali e soggettivi.

L’istituzione di una linea telefonica gratuita, allora riservato esclusivamente alle grandi aziende, a servizio della donna in gravidanza, fu una grande intuizione di cui probabilmente si colse la sua significativa portata solo in seguito.

 

Il 24 dicembre 1992 SOS Vita inizia la sua attività. – Il numero verde SOS Vita 800813 000 fu attivato, in Piemonte, il 24 dicembre 1992e da allora è attivo 24/24htutti i giorni da ben 25 anni.Il 28 dicembre, (festa dei Santi Martiri innocenti, i bambini uccisi da Erode) ovvero, 4 giorni dopo la sua attivazione, lo stesso Giuseppe Garrone, il volontario piemontese che ne ebbe l’intuizione, raccolse le prime richieste di aiuto. Fin da subito si colse la necessità di espandere il servizioa livello nazionale tante erano le chiamate da fuori regione.Il numero verde divenne cosìstrumento di raccordo della grande e luminosa rete dei CAV.Inoltre il passaggio dal segnale analogico a quello digitale ha permesso la sua evoluzione con l’uso dei messaggi di testo SMS (insieme a tutto il resto: foto e filmati, internet e mail…)che consentono nuove opportunità di dialogo in differita.

2015 nasce la chat ON-life. – Nella primavera del2015la chat ON-life nella pagina www.sosvita.it si propone,soprattutto ai giovani, come canale alternativodi accesso a SOS Vita.

2017 i CAV nella rete SOS Vita. – I CAV partecipano con impegno alla rete SOS Vita:costruendo buone relazioni con il  territorio (anche diffondendo SOS Vita come linea dell’emergenza), monitorandone le risorse  stimolando la partecipazione dei propri volontari, assumendosi dei turni di servizio operativo, partecipando a progettazione e spese…

95 % delle persone chiamanti sono gli italiani. – E’ un dato in controtendenza rispetto ai CAV ove si registra l’accesso di 80 % extracomunitari

2.801 i contatti dal 24 marzo 2016 al 31 dicembre 2016

Geolocalizzazione dei contatti. – Al fine di consentire più connessioni contestuali, l’Italia è ripartita in 4 aree di risposta: nord_ovest, nord_est, centro, sud e isole. Il sud e isole nel 2016 hanno contattato SOS Vita con una frequenza maggiore rispetto alle altre regioni, segue il nord ovest con 22,1%, il nord est poi roma e infine il centro con 13.10 %. Una flessione si registra per il Nord-Ovest: ovvero l’incidenza dal 40,52% del 1995 scende al 34% del 2005 fino a 22,1 % nel 2016. In crescita lenta e costante il nord-est. Si conferma il Centro insieme a Roma e invece in ascesa il sud e isole che passada un 21,2 %nel1995 al 19,5 %nel 2005 e quasi 30% nel 2016.Utile qui precisare che la diffusione e promozione di SOS Vita attraverso i canali tradizionali di distribuzione del materiale di stampasul territorio è storicamente affidata ai CAV di competenza territoriale.

Motivazione della chiamata:

  • 25% rischio aborto chirurgico o RU486
  • 42% rischio di micro aborto per possibile concepimento, assunzione di pillole post concezionali 30% gravidanze inoltrate e problematiche correlate
  • 2% riguarda la sofferenza del post aborto

Microabortività… un dato che non può essere rilevato. – Preponderante e in rapida ascesa, ben al 42% nel 2016 e già 51% nel parziale 2017 si colloca il rischio di micro aborti per possibile concepimento (assunzione di pillole post concezionali).  A seguire, seconda in ordine percentuale si colloca il rischio aborto chirurgico o farmacologico che dal 24% del 2016 passa al 14% nei primi 9 mesi del 2017.  Ogni due minuti avviene la vendita di una pillola post concezionale ed è plausibile la sua assunzione. Alterata la mucosa uterina l’eventuale piccolo concepito ha pochissime possibilità di impiantarsi in utero e quindi sopravvivere e crescere.

Questa pillola interferisce quindi sul numero delle gravidanze che altrimenti risulterebbero evidenti e probabilmente certificabili per l’IVG chirurgica o da RU486. In parole povere più cresce il numero delle pillole vendute (Norlevo ed Ellaone) minore sarà il numero di aborti certificati Più la vendita delle pillole post concezionali cresce più basso sarà il numero degli aborti chirurgici o farmacologici censiti. 67% dei contatti riguarda emergenze per rischio riproduttivo 

Emergenza educativa: lo sguardo sull’uomo. – L’amplificazione data alla sessualità dalla società attuale sollecita tutti, e ancor di più gli adolescenti, in maniera spesso sproporzionata, all’uso del corpo come strumento di relazione. La dimensione relazionale viene abbandonata alla semplice spontaneità e l’amicizia confusa con i rapporti virtuali che si intrattengono sui social network. La logica personalistica ed affrettata del qui ed ora, l’incapacità di assumere ciascuno le proprie responsabilità e di gestire l’ansia e le frustrazioni stimolano la ricerca di soluzioni superficiali. A questo si aggiunga, soprattutto fra le popolazioni giovanili, una generale disinformazione sulla fisiologia riproduttiva oltre che su i meccanismi d’azione dei cosiddetti “contraccettivi d’emergenza” in realtà pillole potenzialmente abortive ma anche riguardo a malattie sessualmente trasmissibili

Destinazione vita: accogliere per aiutare ad accogliere la Vita. – Si evince la necessità da parte di tutta la rete dell’emergenza SOS Vita web verde CAV di coordinarsi: è necessario condividere nuove modalità di incontro e di accompagnamento, creare relazioni autentiche, che possano accogliere la fragilità della donna e dell’uomo moderno condividendo pensieri e azioni utili a trasmettere il messaggio di Accoglienza ed Amore insito nella natura stessa dell’uomo. Una stretta sinergia di SOS Vita con i CAV può essere efficace solo se è possibile mantenere vivi i rapporti con le altre realtà operanti nel territorio, statali o private, laiche o religiose, nel comune interesse a sostenere le donne e le famiglie in difficoltà.La promozione di un unico riferimento nazionale quale è la rete di SOS vita (web/verde/CAV) favorisce un clima rispettoso della nostra identità prolife. In quest’ottica nasce SOS Vita/CAV d’Urgenza  come realtà di supporto a soggetti fragili ed esposti quali sono le donne in gravidanza, le puerpere e le mamme con i loro bambini nell’emergenza di un evento catastrofico quale il terremoto del Centro Italia che ha lasciato orfana di storia e tradizioni larga parte della sua popolazione.

Il coraggio di generare il cambiamento. –  Formazione, educazione, cultura – prestando attenzione al bambino come al bene sociale più prezioso – devono far aprire una riflessione condivisa sul post aborto e la violenza di genere, portando a strutturare analoghe procedure per situazioni di violenza.

La credibilità può salvare una vita

SOS Vita, nei vent’anni di storia trascorsi è risultato credibile ed efficace grazie all’azione sinergica svolta con i CAV che, accogliendo le donne in gravidanza incerte nel proseguirla, di fatto hanno sostenuto e accompagnato la nascita di 190.000 bambini insieme alle loro mamme.Oggi l’emergenza Vita ha uno spettro più ampio e coinvolge i CAV insieme a SOS Vita attraverso quel 51% dei contatti per rischio micro aborti per assunzione pillole post concezionali Un cambio di paradigma che riguarda in realtà tutta la società che sta mettendo in discussione il valore antropologico dell’uomo. Formazione, educazione e accompagnamento. Prestare attenzione al bambino come il bene prezioso che egli è poiché rappresenta il futuro di un Paese. Contribuire ciascuno per i propri ruoli e competenze nell’accompagnare la crescita dei ragazzi che crescano capaci, consapevoli e solidi ma che sappiano anche usare la tenerezza e riconoscere nell’altro il proprio fratello. I nostri tempi sembrano far maturare l’esigenza per un nuovo “paradigma” del sociale.

Maria Luisa Ranallo, Equipe Sos Vita

 

Chi bussa a casa nostra? Mutamenti in atto dell’utenza Cav