Lettere al Direttore. Se il crollo delle nascite non è una priorità

Caro Direttore,

dopo anni di crisi, finalmente i matrimoni in Italia sono in aumento, ma le nascite continuano imperterrite a crollare. La prospettiva di un paese vecchio e quindi senza speranza dovrebbe far paura, ma evidentemente ancora non abbastanza per dare una svegliata generale e indurre chi di dovere ad intervenire per correre ai ripari, visto che da noi il problema numero 1 sembra essere l’approvazione del Biotestamento: non che il fine-vita non meriti attenzione, ci mancherebbe, ma le priorità sono altre. Senza figli non c’è futuro. In Russia, per esempio, si prevedono massicci investimenti economici per contrastare il crollo delle nascite.

Paola Meneghello, Verona

 

 

Cara Signora Paola,

è raro che i numeri mentano. E il recente Rapporto dell’Istat su natalità e fecondità parla chiaro: nel 2016 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 473.438 bambini, oltre 12 mila in meno rispetto al 2015. In 8 anni, dal 2008 al 2016, le nascite sono calate di oltre 100mila unità.E’ vero, dal 2015 i matrimoni hanno ripreso ad aumentare (+4.612 rispetto all’anno precedente) e la tendenza si è accentuata nel 2016 (+9 mila), anno in cui è stata di nuovo superata la soglia delle 200mila celebrazioni. Il legame tra nuzialità e natalità è ancora molto forte nel nostro Paese (nel 2016 il 70% delle nascite avviene all’interno del matrimonio) e ciò rappresenta un dato positivo. Dovremmo dunque dormire sonni tranquilli per questo e attenderci nel breve periodo un ridimensionamento del calo delle nascite? Per contrastare il cosiddetto “inverno demografico”, il governo russo, sì, nei prossimi tre anni investirà qualcosa come 7,2 miliardi di euro in misure per incentivare le nascite. Mediamente, ogni famiglia dovrebbe ricevere circa 150 euro al mese. Altre misure riguarderanno il prolungamento fino alla fine del 2021 del versamento di 6.500 euro per le madri che danno alla luce il loro secondo o terzo bambino e aiuti statali per pagare gli interessi sul mutuo per la casa. Alcuni esperti dubitano dell’efficacia di questi provvedimenti per migliorare la situazione demografica del paese; altri sostengono che si tratti solo di una mossa elettorale.Non spetta a noi stabilire quale sia la verità. Certo è, però, che se queste misure fossero davvero messe in campo, si tratterebbe comunque di un intervento straordinario. Quantomeno, un tentativo deciso, concreto per far tornare la “primavera” il prima possibile.

Per tornare alla situazione di casa nostra, ricordo il quanto sottolineato dal Professor Gian Carlo Blangiardo, Ordinario di Demografia all’Università di Milano Bicocca, durante una conferenza stampa di pochi mesi fa alla Camera dei deputati dal Movimento per la Vita promossa per diffondere i dati del dossier sull’attività svolta dai Cav nel 2016. Ebbene, dobbiamo fare i conti con l’altra crisi. Mentre l’economia sembra offrire qualche timido segnale di ripresa, va infatti aprendosi sempre più un nuovo fronte di emergenza nazionale che invece continua a mordere senza pietà e che riguarda i problemi e le sfide di un Paese in totale declino demografico. Come? Rimettendo al centro la famiglia, per esempio;rilanciando la natalità come investimento della società; non disperdendo il giovane capitale umano,a partire dal concepimento. Non ci dimentichiamo che in quasi quarant’anni dall’approvazione della Legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza, abbiamo perso circa 5 milioni di giovani: i “non nati”.

Luca Finocchiaro, Giornalista e Direttore mensile Sì alla Vita

 

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