Bambini non nati, sì del Veneto alla sepoltura. Al di là dell’età di gestazione. E delle polemiche

Grazie al voto di una maggioranza trasversale la Giunta regionale del Veneto ha varato una norma che permette la sepoltura dei bambini non nati indipendentemente dall’età di gestazione. Aspre polemiche si sono levate dalla CGIL che, definendo questa decisione «grave oltre che sbagliata», ritiene che coloro che vivono la drammatica esperienza di un aborto hanno «il diritto di scegliere senza costrizioni esterne, come prevede la legge 194». Un plauso all’iniziativa è arrivato da Federvita Veneto: «Un traguardo importante per le mamme desiderose di ricordare il proprio figlio in un luogo fisico», ha commentato Bruna Rigoni in una nota.

Due piccole annotazioni sulla reazione della CGIL. – Pur facendo molta fatica a comprendere la competenza della CGIL in tema di seppellimento di bambini non nati, proprio non si comprende il riferimento alla legge 194. Ad onor del vero, la legge in questione nulla dice in merito a questa tematica. È un commento del tutto falso e infondato. Non vi è nessun contrasto con la legge 194 nel ricordare il valore umano del bambino non nato.

Appare del tutto evidente che il vero obiettivo del sindacato dei lavoratori oggi capitanato da Susanna Camusso è quello di negare l’identità umana del concepito, sia dal punto di vista teorico che per quanto riguarda le applicazioni pratiche: «grave oltre che sbagliata», quindi, può dirsi la carica ideologica con cui vengono affrontati questi argomenti.

Riconoscere il valore della vita dei bambini non nati significa avere il coraggio di restituire alle mamme e ai papà una possibilità di elaborare il lutto e, talora, riconciliare la propria vita con scelte che possono aver causato quella morte.

Massimo Magliocchetti, Responsabile Giovani Roma MpV

 

Bambini non nati, sì del Veneto alla sepoltura