Giornata per la Vita 2018, verso l’assemblea nazionale elettiva di Gian Luigi Gigli, Presidente Movimento per la Vita italiano

Cari amici,

Il mondo ha paura dei bambini. L’Italia ha paura dei bambini. La fotografia dell’ISTAT è al riguardo impietosa. Lo scorso 28 dicembre, il suo Annuario 2017, veniva così annunciato: “Italia, paese di anziani e di single”.

L’Italia resta uno dei Paesi più vecchi al mondo: ad incidere sono la speranza di vita che continua a crescere, ma soprattutto il costante calo della fecondità, con una ulteriore flessione delle nascite. Quasi una famiglia su tre è composta da una sola persona, conseguenza delle profonde trasformazioni demografiche e sociali che hanno investito il nostro Paese: “il progressivo invecchiamento della popolazione, innanzitutto, ma anche – spiega l’Istat – l’aumento delle separazioni e dei divorzi, così come l’arrivo di cittadini stranieri che, almeno inizialmente, vivono da soli”. All’altro capo, sono scese a poco più del 5% le famiglie composte da almeno 5 membri. Un Paese di gente sempre più vecchia e sempre più sola

Non stupisce che insieme alla disponibilità ad accogliere la vita che nasce, l’Italia abbia perso anche in dinamismo economico. La ripresa è molto più debole che nel resto d’Europa, mentre la povertà si diffonde. I poveri sono infatti quasi 5milioni (8% della popolazione) e sono soprattutto le famiglie con almeno tre figli quelle maggiormente a rischio di povertà.

Dall’approvazione della legge 194 nel 1978, l’Italia ha perso, con i soli aborti,legali, circa 6milioni di nuovi cittadini, senza tener conto dell’abortività precoce che si va diffondendo con le pillole dei giorni dopo.

L’uscita di questo numero di Sì alla Vita coincide con la Giornata per la Vita 2018. Il tema di quest’anno è particolarmente felice: il Vangelo della Vita, gioia del mondo. Vangelo: buona notizia. Noi annunciamo la buona notizia della vita. Annunciamo che la vita è una buona notizia. Annunciamo che ogni vita che nasce porta al mondo la carezza di Dio. Questa è la vera gioia, una gioia che oggi il mondo non sembra più in grado di riconoscere. A questa Italia impaurita e ripiegata su se stessa, noi annunciamo il Vangelo della Vita, aiutando la Chiesa a diffondere nel mondo la speranza.

Sono passati già quasi tre anni da quando sono stato eletto alla guida del MpVI, assumendomi l’onere di incoraggiare, sostenere, confortare l’attività di quello che siamo soliti chiamare il popolo della vita,di quanti cioè operano per la promozione e la difesa della vita in Italia.

Sono stati tre anni vissuti intensamente, di corsa, sopraffatti dall’emergenza quasi quotidiana di una cronaca rivelatasi superiore alla fantasia stessa, assediati da una trasversalità mediatica, politica e parlamentare preoccupata solo di rincorrere il radicalismo dei diritti civili, a scapito della solidarietà, del riformismo più autentico e della tutela dei più fragili.

Sono stati tre anni vissuti nella crescente ristrettezza dei mezzi rispetto alla vastità crescente del campo cui portare la gioia del Vangelo della Vita.

Sono stati anni anche di contrapposizioni e di sfide all’interno dello stesso mondo pro-life, con il pregiudizio dello schieramento politico a far da discrimine o, peggio ancora, con la pretesa di alcuni di ergersi a censori della Chiesa Cattolica, la più importante agenzia pro-life al mondo, e del Papa stesso.

Sono stati tuttavia anche anni di soddisfazioni, per l’esempio di dedizione, di coraggio e di impegno per la nobile causa della vita, ricevuto da molti di voi. Sono stati anni vissuti con la consapevolezza che, senza la nostra presenza, la nostra società sarebbe ancora più arida e triste. La potenza della nostra voce,amplificatasi grazie all’adozione di più efficaci strumenti di comunicazione,e la testimonianza delle opere realizzate hanno contributo a diffondere il Vangelo della Vita, recando gioia a un mondo intristito.

Noi non siamo contro nessuno. Non siamo quelli dei no. Siamo piuttosto quelli che osano ancora proporre vita per portare gioia, confidando che un mondo più umano sia possibile.

Tra breve saremo chiamati a partecipare all’assemblea nazionale per scegliere anche a chi affidare la responsabilità della guida del Movimento per il prossimo triennio. Il mio mandato è a disposizione, in spirito di servizio, come sempre.

Ci aspetta un triennio particolarmente impegnativo, anche per rispondere con efficacia alle esigenze di ristrutturazione che la Riforma del Terzo Settore impone alle associazioni di volontariato.

L’appello è a sentirsi sempre più protagonisti del gioco di una grande squadra, quale è il Movimento per la Vita Italiano. Occorre essere consapevoli che la passione per la nobile causa della vita, che certo non ci manca, arriverà a fare goal solo se saprà muoversi in modo coordinato e armonico in un campo d’azione sempre più impegnativo e difficile.

 

Giornata per la Vita 2018, verso l’assemblea nazionale elettiva (.pdf)