Premio Internazionale ‘Alessio Solinas’, attuale e utile di Irene Pivetta, Responsabile nazionale giovani MPV

Il viaggio a Strasburgo, che da 31 anni il Movimento per la Vita organizza per i vincitori del Concorso Scolastico Europeo prima, Premio Internazionale Alessio Solinas ora, è oramai diventato appuntamento immancabile nella mia agenda: nel 2011 partecipai per la prima volta come vincitrice, dal 2013 sono tornata ogni anno, prima come accompagnatrice del Veneto, poi come capogruppo del viaggio. In sette anni, alcune cose sono cambiate mentre altre sono rimaste le stesse. Il dossier del concorso oggi finisce tra decine di altri progetti che coinvolgono professori e alunni, proponendo tematiche dei più svariati generi. E talvolta è difficile scegliere di proporre ai ragazzi interrogativi che li interpellino su ciò che definisce l’umanità di ciascun individuo: il valore connaturato e la dignità di ogni Vita. Talvolta invece, si fa fatica a credere che sia giusto e doveroso sia porre queste questioni a chi la vita la conosce da poco sia stare a sentire poi le loro risposte. Sono cambiate le esperienze stesse cui hanno accesso i ragazzi. Sebbene giovanissimi, conoscono un mondo senza confini: sia quello fisico, che esplorano spesso da soli e con grande facilità, sia quello virtuale, che consente loro di essere costantemente destinatari di informazioni, eventi e opinioni altrui. Alcuni si chiedono: ha ancora senso e futuro un concorso come il nostro? E la mia risposta è unica ed inequivocabile: sì, poiché immutato mantiene il senso pieno e prezioso di un Servizio. È prima di tutto un servizio all’Europa e al nostro Paese: la visita al Parlamento Europeo rende i ragazzi consapevoli che le leggi che regolano il vivere civile sono frutto di parole e discussioni di donne e uomini chiamati a rappresentarci. E in questo tempo, in cui lamentarsi sempre, di tutto, è facile e veloce, comprendono che anche a loro è offerta la possibilità di mettere alla prova, migliorare o cambiare le regole della società, affinché perseverino nella costruzione di comunità profondamente umane e solidali. Con grande orgoglio, è un servizio per le giovani generazioni: si fa portavoce di una domanda e ritaglia, per quanti vi partecipano, lo spazio privilegiato di una riflessione seria che cerchi una risposta autentica o che sia appiglio per interrogativi ancor più difficili e profondi. Più di ogni altra cosa, concede ai ragazzi l’esperienza di essere ascoltati con attenzione e fiducia su questioni spesso tenute lontane da loro, su tematiche importanti che tuttavia coinvolgono il loro futuro. In particolare, per i vincitori che partecipano al viaggio a Strasburgo, l’esperienza diventa impronta indelebile; la rendono tale le amicizie che fioriscono in pochi giorni e le lacrime negli abbracci a fine viaggio;il loro stupore, quando rapiscono, meravigliosamente avidi, le testimonianze cui sempre riserviamo spazio in quelle ore insieme: si parla dei Centri di Aiuto alla Vita e dei volontari che operano spesso nelle piazze delle loro città, dell’esempiodi ragazzi poco più grandi che si impegnano con entusiasmo e spirito di servizio nella nostra realtà e della magia del Quarenghi, di una scommessa dall’alto potenziale formativo confezionata da giovani per altri giovani; infine del Movimento per la Vita, della sua irrinunciabile missione di essere voce che offra difesa e che valorizzi l’intrinseca dignità di ciascuna Vita.Più di tutto, è forse la sorpresa di farsi toccare nel profondo dalla Vita che a Strasburgo raccontiamo in ogni sua sfumatura e sentirsi chiedere con fiducia di agire in prima persona, con responsabilità e coraggio, per onorarla e riconoscerle la dignità che merita, sempre. Ecco, questo è il più grande servizio che il nostro concorso persegue: quello alla Vita. Perché riconosce i valori fondanti per la cui tutela è doveroso impegnarsi, perché celebra la Vita senza paura in tutte le declinazioni in cui la conosciamo, mettendo al primo posto quella più piccola che è quella nascente; infine, perché forma gli adulti di domani ad essere pronti, sempre, ad amarla e difenderla.

Quindi, senza indugio, vi invito a diffondere il nuovo dossier, dal titolo “Vita: diritto di tutti o privilegio di pochi?”, scaricabile nella sezione “Concorso Europeo” nel sito www.prolife.it.

 

 

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