Premio Internazionale ‘Alessio Solinas’, esperienza indimenticabile di Chiara Menaballi, vincitrice del XXX Premio Internazionale Solinas del Piemonte

Il 12 dicembre, giorno della partenza per Strasburgo, è stato anche giorno di numerosi ritardi dei treni: temevo di non poter essere a Milano in tempo per raggiungere il pullman che avrebbe portato i vincitori del 30° Concorso europeo e i “group leader” fino a destinazione. Ero molto emozionata e contenta di conoscere i ragazzi provenienti da tutta l’Italia, con i quali avrei vissuto questa esperienza che si prospettava unica. Abbiamo iniziato subito a confrontarci e stringere amicizia e la sera, nonostante la stanchezza, ciascun gruppo regionale si è riunito per discutere la bozza del documento da sottoporre a discussione e voto nei giorni seguenti. La mattina dopo siamo stati accompagnati in centro per visitare la città e ammirare la particolare struttura urbanistica della città, gli edifici medievali del centro storico, le caratteristiche case a graticcio, il quartiere Petit France e la Cattedrale Notre Dame. Alle ore 14:30 siamo stati accompagnati al Parlamento Europeo, costituito da due edifici, la cui struttura architettonica si caratterizza per la luminosità, lo stile lineare e lo specchiarsi sulle acque del fiume Ill, tanto da dare l’impressione di galleggiare sull’acqua. Al nostro arrivo siamo stati accolti dagli europarlamentari del gruppo del Partito Popolare Europeo, Elisabetta Gardini e Lorenzo Cesa. Ci è stata poi letta una lettera inviata dal Presidente onorario del Movimento per la Vita, Carlo Casini: ci ringraziava per aver partecipato al concorso e ci spiegava quanto importante sia l’apporto dei giovani per il futuro della società. Le sue parole mi hanno fatto meditare su quanto ognuno di noi potrebbe fare per rendere la società migliore: preso singolarmente potrebbe sembrare un piccolo contributo, ma se migliaia di persone operassero ciascuna per un piccolo miglioramento, si potrebbe arrivare alla fratellanza vera. Al termine siamo stati accompagnati a visitare la Galleria dell’Emiciclo, che può accogliere 751 deputati del Parlamento Europeo e durante le sedute plenarie è utilizzato per i più importanti dibattiti del parlamento e per le votazioni. Nella mattina del terzo giorno abbiamo assistito alla S.Messa celebrata da Mons. John Baptist Itaruma, segretario della Missione permanente, nella cripta della Cattedrale. Subito dopo abbiamo avuto la possibilità di girare tra i banchi dei mercatini di Natale, che mi incuriosivano tanto perché sono i più antichi d’Europa; risalgono al 1570: da quell’anno la città divenne rinomata sia per il commercio sia per lo spirito di tolleranza e umanesimo che la contraddistingueva. Nel pomeriggio è iniziata la nostra simulazione di una seduta del parlamento europeo. Ogni gruppo ha esposto, tramite un proprio oratore, le modifiche che intendeva apportare all’emendamento assegnato; gli altri ragazzi-deputati potevano chiedere ulteriori chiarimenti al rappresentante designato a rispondere, e poi si procedeva alla votazione. L’argomento del mio gruppo riguardava la crisi demografica europea,conseguente anche ai troppi aborti eseguiti, valutata dalle istituzioni soprattutto nei suoi risvolti economici e non con riguardo al valore di ogni vita umana cui non viene permesso di nascere. Nell’integrazione da noi formulata, abbiamo chiesto che l’UE dettiline e guida comunitarie tali da uniformare le normative degli Stati membri in ambito di politiche familiari, in particolare che promuova una vitale integrazione tra lavoro e famiglia e che garantisca tutele alle donne durante e dopo la gravidanza.  La mozione del mio gruppo è stata approvata col maggior numero di voti e ciò ci ha resi molto contenti. L’esperienza del viaggio a Strasburgo è stata per me di grande insegnamento: ho capito che anche a noi giovani spetta fare di più per affrontare, e migliorare, problematiche e discussioni che coinvolgono il nostro Paese e l’Unione. Sono state giornate ricche di tante emozioni, di incontri e di nuovi amici,gentili e dai saldi valori, dimostrazione che la gioventù può veramente dare alla società futura un’impronta positiva.

 

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