Testimonianza di SOS Vita di Maria Luisa Ranallo, Equipe SOS Vita

Il numero verde 800 813 000 e la chat www.sosvita.it  sono i canali attraverso i quali SOS Vita offre disponibilità all’ascolto e accoglienza a chi si trova in difficoltà  per una gravidanza possibile, presunta o accertata. L’accoglienza e il superamento delle difficoltà grazie all’elaborazione di un percorso personalizzato, condiviso, si completa nelle sedi di competenza territoriale, i CAV.

 

La testimonianza di Erica, una donna aiutata da SOS Vita

“Iniziò tutto ad agosto, io una semplice ragazza di 22 anni innamorata della mia libertà, un’estate quasi finita, trascorsa tra amici, divertimento …ed ecco che scoprii di essere incinta! Era tutto chiaro: dentro di me c’era una nuova vita. Ma non era così per il mio ragazzo che credevo mi amasse, in realtà non era niente dì quello che pensavo.

All’ospedale per la visita di preparazione all’aborto mi dissero che non si vedeva nulla. Mi sentii rasserenata perché non dovevo togliere la vita a quel “Piccolo Esserino” che stava crescendo in me. Il dottore mi  disse di ritornare dopo una settimana, per un ‘altra ecografia.  Feci di nuovo l’ecografia e con stupore di tutti annunciarono che il bimbo era lì! Mi fecero sentire il battito del mio piccolino, era il suo cuoricino, quel dolce suono, non lo dimenticherò mai. Quella sera andai a casa e solo dopo tante lacrime mi addormentai.

Solo successivamente ebbi modo di parlare con il mio compagno che continuava a non volerne sapere del bambino, non saprà mai cosa si é perso. Quell’esserino di 8 millimetri volevo tenerlo! Il mio piccolo aveva solo me e io volevo proteggerlo da tutto questo male. Ma ero spaventata, perché sapevo che da sola non ce l’avrei fatta. Io non lavoravo, ero stata licenziata, i miei genitori anche e in più avevamo uno sfratto per morosità in corso e così per distrarmi decisi di navigare un po’ su Internet.

Ad un certo punto l’immagine di Maria Teresa di Calcutta comparve sullo schermo con sotto scritto SOS Vita. Così incuriosita andai a vedere: c’era una chat e un numero verde, una scritta che ora non ricordo. Decisi di prendere contatto e rispose L. una volontaria che cercò sin da subito di tranquillizzarmi.  Piangevo disperata, non riuscivo a parlare e spiegare la mia situazione. Grazie alle sue parole riuscii a calmarmi e le raccontai tutto quello che avevo nel cuore, compresa la mia disperazione, fu una telefonata a getto di coscienza, un fiume in piena. Dissi che quel bimbo lo volevo, ma ero sola, spaventata, non avrei mai potuto tenerlo e neanche i miei genitori, che comunque non sapevano nulla, anche se avessero accettato la situazione, non potevano aiutarmi. L. mi rassicurò per l’ennesima volta e mi mise in contatto con una volontaria della mia zona che mi richiamò dopo un po’. Parlammo e ricominciai nuovamente a piangere,ma lei riuscì a farmi ridere, dicendomi che non poteva assolutamente essere che L. mi aveva rasserenata e lei mi faceva piangere.

Quando ci vedemmo al centro lei mi diede tanta sicurezza, per me fu come l’acqua nel deserto. Pian piano alcune cose cominciarono a risolversi, i miei genitori dopo un colloquio avvenuto presso la mia casa con la volontaria pur spaventati dalle circostanze, accettarono la situazione. Un ginecologo dell’associazione, un professore universitario da subito seguì la mia gravidanza. C’era sempre qualcuno pronto ad ascoltarmi, spronarmi darmi forza e coraggio,ma soprattutto darmi la speranza.

Il mio bimbo é il mio orgoglio più grande, é la gioia di tutta la famiglia, dei nonni, dello zio, mio fratello. Sembrava tutto insormontabile, eppure tutto pian piano si sta risolvendo. Io sono semplicemente felice finalmente, felice di aver scelto la Vita. Non so cosa sarebbe successo se quel giorno io non avessi preso contatto con SOS Vita, so solo che mio figlio é qui con me.

Grazie a SOS Vita, al CAV, a Progetto Gemma, ora sono consapevole nessuna donna abortisce a cuor leggero, ma non tutte hanno la fortuna di incontrare voi sulla loro strada. Io ho avuto questa gioia, che mi ha dato la ricchezza più grande della mia vita: mio figlio”.

 

La testimonianza di un’operatrice

“Sono Franca e cerco di raccontarmi nel servizio che svolgo ogni giorno, al numero verde di SOS Vita 800 813 000. E’ un servizio di risposta telefonica arichieste di aiuto relative a gravidanze difficili da accogliere e/o difficili da vivere.

Negli anni, grazie alle formazioni ricevute in SOS Vita, ho imparato a predispormi all’ascolto. Per prima cosa, al suono del telefono, prima di rispondere, cerco di costruire uno spazio personale di silenzio introspettivo ove accogliere la persona che sta chiamando e offrire così la possibilità di raccontarsi e a me di ascoltare e capire. Cerco di metterla a suo agio, di fare domande discrete, la aiuto ad immaginare un cambiamento possibile ed infine stimolo le sue risorse personali affinché le senta pienamente sue arrivando così a ricomporre la fiducia in se stessa.

A me, operatore di SOS Vita spetta il compito di porre le basi di una relazione significativa, autentica, che faccia emergere nella donna il desiderio di approfondire nel CAV di competenza territoriale la discussione la conoscenza.

Mi permetto di aggiungere che la mia esperienza mi fa dire che molto spesso la donna, quando scopre di aspettare un figlio o teme di essere incinta, è sola…ovvero si sente sola nella responsabilità. Molto spesso è ostacolata nell’accoglienza del figlio dagli affetti più cari (partner, famiglia… amici…), schiacciata dai problemi contingenti (lavoro, casa, età, salute sua o del bambino…) che le fanno perdere di vista che ci sono in gioco due vite: la sua e quella di suo figlio e le fa credere di non avere nessuna possibilità di riuscire a portare avanti la gravidanza.  Spesso ha solo bisogno di essere confermata delle capacità di madre e di essere affiancata all’inizio di questa avventura che è l’essere genitori.  Il nostro sguardo d’amore su lei come pure su chi è in difficoltà ad accogliere un figlio certo o presunto, suggerisce la riflessione sulla effettiva presenza del bambino/figlio,  e di conseguenza la sua appartenenza alla Comunità”.

 

La testimonianza di Alessandra, Operatrice  (da pubblicare solo se c’è spazio

“Rispondere ogni giorno al numero verde di  SOS VITA mi mette in contatto con molte persone, prevalentemente donne, con storie di vita dalle molteplici sfaccettature.Raccontano i loro vissuti, molte volte tra le lacrime e i singhiozzi, protette da questo “muro invisibile” che è il telefono SOS VITA.Essere un operatore SOS VITA mi ha consentito di entrare in profondità di situazioni di dolore di cui prima ignoravo la gravità.

Mi ha fatto vedere con occhi diversi, situazioni e persone eliminando i pregiudizi che non mi consentivano di valutare correttamente. Nonostante questo, mi sento arricchita ogni volta che entro a far parte della storia di queste persone e sapere che sono stata in qualche modo una figura di sostegno e riferimento”.

 

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