Clonazione di due scimmie: le reazioni dall’Italia di Massimo Magliocchetti, Responsabile Giovani Roma MpV
febbraio 12, 2018 Sì alla Vita

«Il Governo italiano si faccia subito promotore di una moratoria internazionale sugli esperimenti di clonazione». E’ quanto sollecita in una nota Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita Italiano, a margine della notizia dei risultati di un gruppo di scienziati cinesi che ha prodotto due macachi geneticamente identici utilizzando la stessa tecnica che nel 1996 diede vita alla pecora Dolly, il primo mammifero clonato. Secondo Gigli questo fatto «apre prospettive inquietanti per tutta l’umanità». «È urgente – spiega Gigli – un accordo internazionale, con il sostegno della comunità scientifica, per una moratoria, prima che a qualcuno venga voglia di passare alla clonazione umana».

La notizia ha messo in guardia anche voci autorevoli della bioetica italiana e internazionale. Prima fra tutte quella del Card. Elio Sgreccia, padre della Bioetica Personalista e presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, che in una nota diffusa da Askanews ha dichiarato: «Ci vedo una minaccia per il futuro dell’umanità». «Dietro la volontà di clonare una scimmia – spiega Sgreccia – si può nascondere una tendenza già emersa in altri settori di ricerca, quella di portare l’uomo verso la scimmia e la scimmia verso l’uomo e infine considerare la scimmia uguale all’uomo. Se si vuole fare ricerca biologica o medica non c’è bisogno di sconvolgere l’ordine naturale».

Secondo Giuseppe Novelli, genetista e Rettore dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata è un passo avanti importante per il futuro della medicina e per lo sviluppo di nuove cure. «Consentirà – spiega Novelli all’Adnkronos – di produrre primati modello di studio di malattie umane per sperimentare terapie geniche e soluzioni terapeutiche delle più diverse». Lo stesso Novelli, però, mette in guardia da possibili problemi: «si tratta anche di un lavoro scientifico che può sollevare importanti problemi etici, essendo le scimmie simili a noi», invitando ad un cauto ottimismo.

Dal Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) arriva una raccomandazione chiara: no all’uomo fotocopia. «Se la finalità di una sperimentazione è arrivare alla clonazione dell’uomo, è eticamente e aprioristicamente condannabile. Se invece fosse a fini terapeutici, per curare l’uomo e non per crearne dei doppioni, ancora una sperimentazione sugli animali si immagina consentita, con tutte le accortezze del caso e ipotizzando che questi animali non abbiano sofferenze», commenta Lorenzo D’Avack, presidente vicario del CNB, confermando le conclusioni già espresse dal CNB nel 1997 sul tema della clonazione.

 

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