Il Mpv scrive alle istituzioni: difendere il concepito è prima pietra di un nuovo umanesimo di Massimo Magliocchetti, Responsabile Giovani Roma Mpv

In un momento sociale di importanti cambiamenti diviene fondamentale riuscire a trovare modalità funzionali a entrare in dialogo con tutti. Prime fra tutti le Istituzioni democratiche con le quali l’associazionismo non può non entrare in contatto. In quest’ottica il Movimento per la Vita ha deciso di incrementare il suo costante rapporto con gli esponenti delle Istituzioni. Tanto più a seguito di due importanti avvenimenti. Il primo l’incarico di un mandato esplorativo alla Presidente del Senato, la forzista Maria Elisabetta Alberti Casellati, al termine delle consuete consultazioni al Quirinale che hanno registrato (al momento in cui andiamo in stampa) uno stallo dopo le elezioni. Il secondo evento attiene alla censura compiuta dal Sindaco di Roma, Virginia Raggi, di un manifesto affisso dall’Associazione Pro Vita, con raffigurato il concepito a undici settimane, che ha fatto molto discutere per il suo messaggio di verità.

Dal Senato riparta la difesa della vita. – La presidente del Movimento per la Vita, Marina Casini Bandini, ha voluto inviare una missiva alla Senatrice Casellati per presentare il l’operato del Mpv in questi suoi primi quarant’anni. Infatti, gli oltre 200mila bambini nati grazie al sostegno quotidiani dei Centri di Aiuto alla Vita sono una concreta testimonianza che è possibile offrire alternative credibili all’aborto. All’attenzione della presidente del Senato il Mpv intende anche mettere la questione della denatalità. Infatti, sebbene sia la stessa L. 194/78 a escludere che l’aborto sia utilizzato come mezzo di controllo delle nascite, ad oggi mancano all’appello dell’anagrafe italiana oltre sei milioni di bambini vittime dell’aborto legale. Per questo Marina Casini ha ricordato quanto sia necessario che lo Stato, le Regioni e gli Enti locali promuovano servizi socio-sanitari e altre iniziative volte a scongiurare il ricorso all’aborto come controllo delle nascite. Con l’occasione è stato messo in luce come sia diventato non più procrastinabile una resia rivalutazione dell’importanza sociale della maternità.

“Da donna a donna”: lettera a Virginia Raggi. – «La rimozione del manifesto affisso da Pro-Vita in via Gregorio VII non solleva solo una questione attinente al diritto di manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.), ma pone anche altre questioni non meno importanti», così Marina Casini Bandini ha aperto la missiva indirizzata al Sindaco di Roma Virginia Raggi. Una lettera «di donna che si rivolge a una donna». Infatti, quel manifesto esprimeva nella forma di una immagine fotografica ciò che la Corte Costituzionale, il Comitato Nazionale per la Bioetica, la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo hanno ribadito in più occasioni: che il concepito è uno di noi. Dopo aver sintetizzato tre punti – diffusi dall’Agenzia Vitanews – sui quali il Movimento per la Vita desidera intessere una condivisione di intenti con il Sindaco Raggi, non è mancato l’invito a visitare uno dei Centri di Aiuto alla Vita di Roma. Pronta la reazione della Coordinatrice dei Cav Romani, Maria Luisa Di Ubaldo, che per l’occasione ha dichiarato in una nota che «Le presidenti e i volontari dei Cav attendono con gioia la visita della Sindaca Raggi e si mettono a disposizione per un aiuto e supporto alle mamme in gravidanza in una sinergia di condivisione e intenti volti a favorire l’accoglienza della vita nascente», auspicando che  «con questo gesto e con una collaborazione concreta e volontaria Roma possa diventare anche la “capitale dell’accoglienza”.

 

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