Culle per la Vita, una battaglia culturale di Simone E. Tropea, Agenzia Vitanews

Già due anni fa il quotidiano “Avvenire” pubblicava un articolo di Elisabetta Pittino intitolato : Culle per la vita, 50 <zattere> salva bebé. In quell’occasione, come molti ricorderanno, era stata aperta una nuova Culla a Firenze, e la prima bimba salvata era stata Daniela. Per aiutarla il cuore dei fiorentini si era aperto in un’offerta spontanea e generosa di ogni tipo di aiuto, con numerose telefonate giunte al centro clinico[1].

In quell’occasione, Rosa Rao, allora responsabile nazionale del progetto promosso dal Movimento per la Vita, ebbe a dire:

«la culla ha un valore pedagogico e culturale perché richiama la dignità delle persone. È importante che ci siano in ogni città per valorizzare la vita abbandonata e in pericolo»

Ad oggi il progetto[2], va coraggiosamente avanti, sfidando spesso il disinteresse della classe politica e i molteplici ostracismi da una parte, ma anche grazie all’aiuto di personalità politiche impegnate nella difesa della vita che prendono seriamente  a cuore l’iniziativa.

 

Il lavoro di chi ha curato negli anni questo progetto é encomiabile, ed oggi, nonostante il quadro politico dissestato del paese, tante Culle continuano in silenzio la propria missione.

Ci troviamo davanti ad una battaglia culturale enorme. Una sfida che richiede coesione e compattezza.

Una sfida che il Movimento continua a portare avanti con coraggio, perché c’é in gioco la vita di tanti bambini ed il riscatto esistenziale di tante mamme.

 

[1] Vedasi:  https://www.avvenire.it/famiglia-e-vita/pagine/culle-per-la-vita-50-zattere-salva-bebe

[2]Si legga in merito:  http://www.culleperlavita.it/cosa_sono.php

 

Culle per la Vita, una battaglia culturale (.pdf)