La politica e la sfida delle culle per la vita di Simone E. Tropea, Agenzia Vitanews

Esiste un’evidente relazione tra la crisi della politica e la marginalizzazione della difesa della vita all’interno del dibattito politico stesso.

E’ sempre meno difficile infatti, riconoscere come tutta la retorica elettorale si sia caratterizzata, in ultima analisi , per la mancanza di una proposta progettuale in grado di presentarsi come possibile  via d’uscita dalla crisi sociale ed antropologica,  che definisce il perimetro instabile del nostro presente.

Se ci pensiamo bene, non possiamo non cogliere il nesso.

Infatti, se da una parte i partiti o comunque le forze politiche in campo il 4 marzo, si sono scontrati senza tregua sulle questioni economiche e sulle politiche occupazionali che sembrano preoccupare di più gli italiani, è innegabile che lo hanno fatto portando avanti delle argomentazioni tese a difendere in linea di principio la conservazione, o la dissoluzione di un determinato “sistema paese”, prescindendo però dall’interesse reale per le singole parti sociali e per il problema più grave con cui oggi ha a che fare l’Italia: la denatalità.

Ci siamo giá occupati del patto sulla natalitá nel numero di febbraio.

Oggi però indichiamo una via molto concreta, che trasversalmente tutte le forze politiche, senza distinzione, possono imboccare. Una via che il Movimento per la Vita porta avanti ormai da anni, e che rappresenta un modo più che efficace per concretizzare tutti quei buoni propositi che hanno espresso i leaders politici alle soglie dello scontro elettorale: le culle per la vita.

Le culle per la vita sono un progetto umile e ambizioso che può davvero rivelarsi risolutivo per venire incontro al disagio di tante donne che seppure impossibilitate, per tutte le ragioni che possiamo comprendere o immaginare, a prendersi cura dei propri figli, tuttavia non vogliono abortire, o peggio, ma intendono invece lasciare alle proprie creature una possibilità di realizzazione.

Implementare la presenza delle culle per la vita, garantendo innanzitutto questo servizio in tutte le aree territoriali del paese, deve e può  essere il primo  punto nell’agenda politica del prossimo governo.

Le culle per la vita sono una sfida relazionale, politica e culturale che merita di essere affrontata con coraggio, perché nella crisi della natalità, che ha originato la cultura della morte,  c’è in gioco il futuro di una nazione.

Il Movimento per la Vita é un partner sociale che in silenzio, com’è nel suo stile, sta offrendo una prospettiva molto concreta alla classe politica.

La legge 140 infatti, disattesa nel suo contenuto fondamentale, è diventata solo uno strumento di morte, perché viene utilizzata esclusivamente per legittimare giuridicamente l’aborto, mentre è innanzitutto improntata sul principio della  “tutela sociale della maternità”.

Le culle per la vita, ancora una volta, sono uno strumento per rompere con l’ipocrisia legale dell’aborto presentato o percepito come unica possibilità per le donne o per le coppie in difficoltà .

Ci auguriamo che questo monito venga ascoltato, e che si comprenda l’inutilità e l’impossibilità logica di difendere qualsiasi diritto civile, se il primo dei diritti, quello alla vita, viene negato.

 

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