Culla per la Vita operativa anche a Vigevano di Gaetano Mercorillo

Ora è operativa anche a Vigevano la Culla per la Vita, un progetto che è diventato realtà sabato 28 Aprile con l’inaugurazione alla presenza di tante persone che hanno voluto condividere questo importante evento.

Importante per i volontari del Centro di Aiuto alla Vita Lomellino, importante per la Città di Vigevano, importante per la nostra Chiesa locale, importante per chi ancora crede nel diritto alla vita per ogni essere umano dal primo istante dal concepimento.

Da quasi 40 anni noi del Centro di Aiuto alla Vita, e non solo noi ovviamente, ci crediamo, impegnando tutte le nostre risorse perché si possa aiutare ad accogliere la vita nascente, indipendentemente dalla legge che permette l’aborto. Questo impegno ha due specifiche valenze: riaffermare con la testimonianza che i valori non negoziabili, come quello del diritto alla vita, devono essere perseguiti senza ‘se’ e senza ‘ma’; essere coscienti che i risultati conseguenti non giustificano delusioni o abbandoni perché è sempre incontestabile che “chi salva una vita, salva il mondo intero”. E’ su questo secondo punto che si basa la decisione di avviare il progetto “Culla per la vita” circa quattro anni fa. Uno sforzo non indifferente per tanti motivi: logistici, tecnici, economici, culturali. Non sono mancati, poi, incomprensioni, disguidi, lungaggini. Ma la vicenda della bambina Azzurra, salvata nella “culla per la vita” della vicina Abbiategrasso, ha impresso l’accelerazione necessaria per giungere a questo traguardo. Da buon ultimi, ci aggiungiamo, quindi, alle altre quasi 60 culle sparse su tutto il territorio nazionale.

Abbiamo invitato a tenere una breve riflessione la cofondatrice del Movimento per la Vita di Casale Monferrato, Margherita Borsalino Garrone, perché è lì che è nata la prima culla nel lontano 1992, che avevano chiamato “cassonetto per la vita” perché il luogo tipico dell’abbandono di neonati era ormai diventato il cassonetto della spazzatura. Una presenza, quindi, che sancisce uno sviluppo costante dell’attenzione ai principi fondanti di ogni civiltà che si rispetti.

La giornata si è svolta all’insegna della festa, allietata dalle note gioiose della Banda Santa Cecilia, dai vivaci colori del lancio di palloncini, dalla semplicità della condivisione, dalla partecipata celebrazione eucaristica in onore di Santa Gianna Beretta Molla, di cui proprio quel giorno si celebrava la festa liturgica.

Molti i commenti, molte le osservazioni, gli auguri e la speranza che la “culla”, moderna realizzazione dell’antica “ruota degli esposti”, non debba mai entrare in funzione, indice che non vi saranno abbandoni. Se pure sarà così, ben venga questo auspicio nella certezza che, comunque, la sola sua esistenza permette di essere un faro che illumina, un faro che segna la buona navigazione per giungere al porto della vita. Ma, come ricorda il cartello bilingue affisso sotto la culla, ribadiamo che:

la legge italiana consente di partorire in anonimato in ospedale garantendo assistenza al bambino e alla mamma;

se ciò non fosse possibile, la culla per la vita è un’alternativa all’abbandono in luoghi che possono mettere a rischio la sopravvivenza del neonato; è un luogo sicuro dove le madri possono lasciare il loro bambino in modo che personale specializzato possa prendersene cura; un’opportunità per prevenire scelte estreme che negano il diritto alla vita; una garanzia che tutela la privacy ed il diritto all’anonimato.

Si potrebbe continuare ancora a lungo nel raccontare quanto abbiamo vissuto quel pomeriggio, la consapevolezza delle responsabilità, l’intima commozione nel vedere tanta partecipazione, la gioia che viene dalla fede, ma soprattutto la constatazione che qualora con questa culla si accogliesse un bambino, in realtà a salvarsi non sarebbe una vita, bensì due: quella del neonato e della sua mamma.

 

Culla per la Vita operativa anche a Vigevano (.pdf)