Madre Teresa di Calcutta, oggi. di Simone E. Tropea, Agenzia Vitanews

Quando ricevette il premio nobel per la pace nel 1979, Santa Teresa di Calcutta fece vibrare nel cuore dell’Occidente, l’eco di una veritá cocente che torna attualissima nelle contingenze storiche odierne, caratterizzate da una instabilitá internazionale che mina alla base i presupposti culturali per la coesistenza pacifica a livello globale.

 “Io sento– diceva Madre Teresa- che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa (…) I nostri bambini li vogliamo, li amiamo, ma che cosa è di milioni di loro? Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo il grande distruttore della pace. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla. Per questo faccio appello in India, faccio appello ovunque. Restituiteci i bambini, quest’anno è l’anno dei bambini. Che abbiamo fatto per i bambini? All’inizio dell’anno ho detto, ovunque abbia parlato ho detto: Quest’anno facciamo che ogni singolo bambino, nato o non ancora nato, sia desiderato.”

 La santa dei poveri non si limitava a richiamare la coscienza dell’Occidente su una questione incautamente rimossa perché ritenuta scomoda, insopportabile.

Ma proponeva con forza una testimonianza molto chiara dove risultava innegabile il fatto che ogni alternativa all’aborto è per se stessa un’alternativa vincente, valida e necessaria.

“Vi darò qualcosa di impressionante– gridava ai suoi uditori imbarazzati– Stiamo combattendo l’aborto con le adozioni, abbiamo salvato migliaia di vite, abbiamo inviato messaggi a tutte le cliniche, gli ospedali, le stazioni di polizia: Per favore non distruggete i bambini, li prenderemo noi. Così ad ogni ora del giorno e della notte c’è sempre qualcuno, abbiamo parecchie ragazze madri. Dite loro di venire: “Noi ci prenderemo cura di voi, prenderemo il vostro bambino, e troveremo una casa per il bambino. E abbiamo un’enorme domanda da parte di famiglie senza bambini, per noi questa è una grazia di Dio.”

Oltre a questo, il sano realismo cristiano che permeava il suo intervento toccava anche il grande tema della paternitá e della maternitá responsabile, perché difenedere la vita nascente non vuol dire affatto sostenere uno stile irresponsabile, come vorrebbe far credere una retorica superficiale pro-aborto, ma al contrario significa definire bene i criteri morali equilibrati della genitorialitá.

“Stiamo anche facendo un’altra cosa molto bella -diceva a questo proposito-stiamo insegnando ai nostri mendicanti, ai nostri lebbrosi, alla nostra gente sulla strada, i metodi naturali di pianificazione familiare. E solo in Calcutta in sei anni, nella sola Calcutta, abbiamo avuto 61.273 bambini in meno da famiglie che li avrebbero avuti, ma perché praticano questo metodo naturale di astinenza, di auto-controllo, con amore reciproco. Insegniamo loro il metodo della temperatura che è molto bello, molto semplice, e la nostra povera gente capisce. E sapete che cosa mi hanno detto? La nostra famiglia è sana, la nostra famiglia è unita, e possiamo avere un bambino ogni volta che vogliamo. Così chiaro, quelle persone nelle strade, quei mendicanti, e io penso che se la nostra gente può farlo tanto più potete voi e tutti gli altri che potete conoscere i metodi e i mezzi senza distruggere la vita che Dio ha creato in noi.”

Perché:

“I poveri sono grandi persone. Possono insegnarci molte cose belle. L’altro giorno uno di loro è venuto a ringraziare e ha detto: “Voi che avete fatto voto di castità siete le persone migliori per insegnarci la pianificazione familiare”. Perché non è altro che auto-controllo per amore reciproco. E penso che abbiano detto una frase molto bella. E queste sono persone che magari non hanno niente da mangiare, magari non hanno dove vivere, ma sono grandi persone. I poveri sono persone meravigliose.”

Anche oggi, soprattutto oggi, mentre il gelo demografico e l’inquietudine internazionale stringono nell’angoscia il presente, abbiamo bisogno di imparare dai poveri, e di ascoltare ancora il monito di Teresa, maestra di vita, e povera tra i poveri.

 

Madre Teresa di Calcutta, oggi. (.pdf)