Quarenghi primaverile. Padova 2018 di Bruna Rigoni

AUGURI, AUGURI all’ EQUIPE GIOVANI per i 10 ANNI DI SERVIZIO.

Giovani di cuore, nello spirito e con tanto entusiasmo.

BELLISSIMO!

Vorrei fare come premessa una piccola riflessione sulla legge 194/78.

Nel 1978 lo Stato italiano ha indetto un referendum chiedendo ai cittadini italiani se erano favorevoli o meno all’introduzione dell’aborto.

La domanda era talmente subdola che tante persone hanno votato a favore pur essendo contrarie. In primis anche le monache, religiosi, anziani… I vostri nonni non avevano Internet, Whatsapp e non c’era un accesso generalizzato allo studio e ai mass media (giornali, televisione, radio) così come lo conosciamo oggi. Il sì voleva dire no, cioè un voto contrario all’introduzione della legge. Il no voleva dire essere favorevoli all’introduzione della legge.

 

Persone sensibili nei confronti della difesa della vita nascente hanno iniziato ad organizzare incontri, seminari, con lo scopo di formare le persone.

Ricordo che quando si organizzavano questi incontri i teatri e le sale parrocchiali erano sempre piene e tantissime persone avevano il desiderio di comprendere quello che stava succedendo e perché si doveva votare sì perché l’aborto non potesse diventare legge dello Stato.

Si avvertiva una forte sensibilità da parte di tutti, si capiva che eliminare il bambino era una decisione di sofferenza che avrebbe segnato la madre per sempre.

Ecco perché sono nati i Centri di Aiuto alla Vita.

Purtroppo, dopo 40 anni dalla legge c’è molta indifferenza, si respira un’aria di assuefazione, di ineluttabilità di fronte a scelte che “tutti” vogliono. L’indifferenza è una brutta malattia ma noi volontari per la difesa della vita continuiamo a credere nella sacralità della vita, alla bellezza del Creato, all’Amore che cura il mondo e le sue ferite.

Ecco perché vorrei parlarvi di speranza.

 

Quarenghi primaverile. Padova 2018 (.pdf)