Congresso mondiale medici cattolici: Gigli insignito del «FIAMC Presidential Award» di Massimo Magliocchetti, Responsabile Giovani Roma Mpv
luglio 18, 2018 Sì alla Vita

A Zagabria dal 30 maggio al 2 giugno 2018 si è tenuto il Congresso della Federazione mondiale delle Associazioni Mediche Cattoliche (FIAMC) dal titolo “Santità della Vita e Professione Medica: dalla Humanae Vitae alla Laudato Sì’”. L’evento ha visto la presenza dei più autorevoli esperti mondiali della medicina e dell’etica medica. Gli obiettivi dei quattro giorni di congresso sono stati quello di continuare la riflessione sulla promozione della santità della vita alla luce del relativismo etico, del secolarismo e del transumanesimo dalla fecondazione fino alla morte naturale; integrare la fede nella pratica vocazionale espressa dal Magistero negli scorsi cinquant’anni delle Encicliche Papali e rivedere la missione della FIAMC come associazione internazionale dei professionisti della medicina laica in concerto con gli insegnamenti della Chiesa cattolica

La cerimonia è stata aperta da S. E. Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, che nel suo discorso di apertura ha avanzato una proposta: «Mi parrebbe quanto mai opportuno suscitare iniziative culturali – e questo Congresso ne è un esempio – assieme a proposte di leggi perché tutti abbiano una vita dignitosa, sana, e una attenta assistenza sanitaria. In un breve scritto redatto da cristiani evangelici e cattolici, in Germania, e pubblicato da Bernhard Vogel con il titolo “Al centro: la dignità dell’essere umano”, vien detto molta chiarezza che “la dignità è l’esigenza di rispetto”. Ma forse più che “esigenza” andrebbe usato il termine “diritto”. In tal senso si dovrebbe dire: La dignità è il diritto al rispetto».

Al termine del Congresso sono stati consegnati importanti riconoscimenti. Anche il prof. Gian Luigi Gigli, presidente Fiamc dal 1998 al 2006 e già presidente del Movimento per la Vita italiano, è stato insignito del prestigioso “FIAMC Presidential Award”. Definito da George Isajiw, M.D. e Vice President of FIAMC, come «medico speciale», famoso leader nel campo medico ha anche dato il suo contributo nel campo bioetico, influenzando le politiche di governi e istituzioni per quanto riguarda i difficili interrogativi medico-morali.

Parole di grande stima e riconoscenza quelle di Gerge Isajiw che ha puntualizzato: «tra questi grandi medici, non c’è nessuno per il quale i traguardi di cui vi ho parlato hanno costituito solo una piccola parte della loro attività professionale totale, motivata dalla dedizione e dall’amore per la Fede e la Chiesa Cattolica e per la protezione di tutte le vite innocenti minacciate al giorno d’oggi: dai non nati agli anziani, ai pazienti nel cosiddetto stato vegetativo persistente, a quelli che muoiono a causa di eutanasia esplicita o nascosta e suicidio assistito».

«Posso dire, con sufficiente certezza morale, che -attraverso la Grazia di Dio- nessun altro, oltre ai traguardi professionali e accademici nel suo amato campo della neurologia, ha avuto un tale successo nel promuovere e difendere la Sacralità della Vita, nel suo pieno significato come lo stiamo discutendo in questi giorni nel corso del 25esimo Congresso FIAMC», ha chiosato il vicepresidente della FIAMC.

 

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