Quarant’anni di Sì alla vita
luglio 18, 2018 Sì alla Vita

Si alla vita, periodico del Movimento per la vita, comincia il suo lungo cammino nel 1978, lo stesso anno che ha visto la nascita della legge 194. Un cammino che ha raggiunto i quaranta anni, con alterne vicende, ma sempre in crescita come strumento, come efficacia e come tiratura, arrivata ad oltre 150mila copie. Lungo la strada ha cambiato il suo aspetto, diventando sempre più moderno e leggibile fino ad incontrare internet trasformandosi nel siallavitaweb ma senza abbandonare la carta che ancora risulta lo strumento più efficace e convincente per una testata giornalista
Un giornale, come qualunque iniziativa umana, è fatta di persone. A tenerlo a battesimo ed a credere in quelle pagine è stato anzitutto Francesco Migliori, allora presidente del Movimento per la vita e troppo presto sottratto all’impegno del popolo della vita. A Migliori come presidente e come anima del giornale è succeduto Carlo Casini. A chi, meglio di lui, chiedere di ricostruire gli impegni ed i ruoli dei tanti che si sono avvicendati in questi anni alla costruzione del giornale? «In primo luogo» spiega Carlo Casini, presidente onorario del Movimento «vengono in mente le persone che hanno diretto il giornale del Movimento per la vita: Antonio Achille, Piergiorgio Liverani e con loro i tanti volontari che hanno dato un contributo essenziale. Antonio non ne fu soltanto direttore, ma anche agli inizi del Movimento l’indispensabile colonna che garantiva l’intera organizzazione. Sempre presente nella sede, diligente segretario, sereno ed equilibrato nella promozione del Movimento. Un uomo buono e disponibile che è indimenticabile per chi lo ha conosciuto. Piergiorgio Liverani, già direttore di Avvenire ha messo a disposizione del periodico del Movimento la sua competenza e intelligenza per gli anni seguiti. Di Daniele Nardi ricordo la straordinaria laboriosità e la fantasia nell’assicurare il coordinamento giornalistico e la veste grafica al giornale. Un impegno andato dal 1990 al 2015 che si affiancava al ruolo di responsabile delle comunicazioni.

Qual è stato da sempre il ruolo del giornale?

La linea del giornale è sempre stata coerente con i suoi scopi: costruire il Movimento, sussidiarne le principali battaglie, e interpretare gli eventi secondo la logica della vita, diffondere anche all’esterno la cultura della vita. Per questo il mensile ha sempre dato spazio alle principali iniziative realizzate anche a livello locale in modo da fornire a tutti gli esempi imitabili di attività organizzate spontaneamente sul territorio.

Ma Si alla vita non raccontava soltanto quello che succedeva, ne era anche promotore e animatore…

Nei momenti di massimo impegno il giornale è stato lo strumento di chiarificazione e di mobilitazione. Gli esempi sono tanti: penso ai referendum del 1981, per abolire la legge 194 e a quello del 2005 per confermare la Legge 40/2004 sulla c.d. “procreazione medicalmente assistita”. Grande spazio il giornale ha dato anche alle proposte di legge di iniziativa popolare promosse dal Movimento per la Vita: quella del 1978 per offrire un’alternativa a quella che poi sarebbe diventata la Legge 194 e quella del 1995 per chiedere il riconoscimento della capacità giuridica del concepito. Ci sono state poi le petizioni per la vita e la dignità dell’uomo: quella italiana del 1988 che dette luogo ad un mese di dibattito in Parlamento e quella europea del 2008 che preparò la iniziativa dei cittadini europei denominata “uno di noi” realizzata tra i 2012 e il 2014. Ma l’impegno di promozione vale per tutte le principali attività istituzionali della Federazione nazionale che hanno trovato sempre spazio sulle pagine del mensile è il caso dei dossier del Concorso europeo promosso in tutta Italia tra gli studenti dei Licei e delle Università a partire dal 1986, come i programmi ed i consuntivi dei convegni dei Centri di aiuto alla vita o come i Seminari per i giovani.

Insomma, un canale di informazione all’interno ed all’esterno del Movimento per la vita, ma anche di riflessione e promozione…

Il mio sogno è sempre stato quello di rendere Sì alla vita una sorta di tessera dei volontari operanti nel Movimento e dei Cav e contemporaneamente svolgere un’azione culturale di persuasione anche all’esterno del Movimento. Oggi con la diffusione degli strumenti telematici è più facile raggiungere persone anche non aderenti al Movimento, ma i testi stampati possono essere lasciati in lettura negli ambulatori medici – come talora abbiamo tentato di fare – nei luoghi di attesa frequentati dalle popolazioni femminili, come i parrucchieri per donna. Penso perciò, che accanto alla valorizzazione dei social network bisogna continuare ad avere un periodico stampato su carta come segno dell’appartenenza al Movimento per la vita.

Tra l’altro senza dimenticare che gli abbonamenti al giornale possono diventare anche una forma di finanziamento dell’intero Movimento.

Spero che questo sogno possa tramutarsi in realtà. E per questo auguro buon lavoro e successo a tutti coloro che in questa nuova fase lavorano per la comunicazione la cui storia ha visto 40 anni fa.

In definitiva il mensile sì alla vita ha accompagnato tutta la storia del Movimento?

Sì, è proprio così. Non si può provare una viva commozione nello scorrere la raccolta anno per anno di tutti i giornali. Talora il mensile è diventato un dossier monotematico ancora oggi utilizzabile. Penso in particolare al numero uscito dopo la morte di San Giovanni Paolo II la cui rilettura è tutt’ora di grande attualità.

 

Quarant’anni di Sì alla vita (.pdf)