Due più due uguale cinque di Gabriele Frassoldati

Curioso che il sottotitolo dell’ ultimo libro che mia moglie mi ha regalato fosse simile alla prima fase di un corso di aggiornamento sulla sessualità degli adolescenti a cui entrambi partecipammo, due anni fa a Roma: La gravidanza non è una malattia contagiosa.

Non era comunque un libro di medicina.  Lo ha fatto forse per solidarietà con la protagonista del libro, anche lei madre di quattro figli (tutti con lo stesso uomo, ai giorni nostri preferisco precisare)?

Lo scrittore,  marito e già padre di due figli, una sera stava programmando e affrontando un nuovo acquisto in ambito famigliare mentre la moglie stava infornando una nuova torta. Il dolce si rivelò squisito; dopo il dolce il caffè, l’ammazza caffè, e dopo circa tre settimane, il nostro uomo  si ritrovò in mano un utensile che non era propriamente un cucchiaio anche se di forma simile… Test di gravidanza, positivo. Poi si seppe che erano gemelli

Dice l’autore stesso: “Naturalmente inaspettati….  Tutto da rifare. Ricominciare da capo???”   Dopo il primo attimo di sgomento, una riflessione.  Un attimo…  Ma questa avventura Luca Ruggeri autore di questo libro (FECONDO ME), non la aveva già vissuta? Proprio questa esperienza, dice testualmente, mi ha dato lo spunto per scrivere queste poche pagine.

La memoria va a tutti quei manuali sulla gravidanza che nessun uomo legge e la futura mamma ne fa delle versioni ultra brevi per il padre. Riguardano il rapporto madre-figlio che si instaura durante la gravidanza; ed è giusto così. Certo è risaputo che in quei mesi noi uomini sappiamo essere antipatici, anche stronzi, tanto da convincerci che la gravidanza è cosa sua.  Ma poi un giorno lo avremo in mano, da accudire e  cambiare pannolini…  La mamma è la Pasticcera e noi siamo i garzoni di bottega, dobbiamo solo cercare i migliori ingredienti. Già, ma quali?

Il libro ne riporta diversi, ne cito solo due: amore, dedizione. E mentre quella donna che davanti a noi diventa madre senza smettere di essere moglie e complice nostra, noi stiamo diventando padri? Non mi dilungo oltre sul libro, di circa 100 pagine, che si beve sotto l’ ombrellone o in pineta o anche in una sala d’ aspetto per poi aver voglia di rileggerlo lentamente per imparare qualcosa e scrivere e voi una personale  recensione.

Un capitolo è intitolato  Ma perché quella sera non sono andato a giocare a calcetto; oppure al cinema, si diceva ai tempi miei, poi penso a ognuno dei miei figli, ai loro abbracci e mi sento felice di essere stato a casa quella sera.

Capire che sei padre, libera tua moglie dall’averti come figlio, quindi 2 +2 resta  4 e non più 5. La gravidanza non è una malattia, ma esserne contagiato è una dolce avventura.