Evitare le scottature di Antonella Diegoli

Arriva tra le ultime mail, in sordina. Lo manda la segreteria della scuola, all’attenzione di tutti i docenti, con lettera di accompagnamento: Progetto di Educazione alla cittadinanza. Uhm, interessante! Poi lo apri e trovi i soliti noti (Arci e Udi in testa) e ti monta la rabbia…  Già perché i finanziamenti qui sono corposi, la pubblicità e le spinte pure: questo è un progetto inserito nel Ptof, porta la dicitura politicamente corretta: per il contrasto alla violenza di genere, ha visto la partecipazione di un centinaio di ragazzi…

Che fare? L’indignazione non serve, ma non far nulla non protegge dalle scottature: qualcuno certamente soffrirà le conseguenze di questa esposizione diretta ai problemi etici di oggi. Se la lotta è soprattutto per le associazioni di genitori, che in questi tempi stanno rimontando in vigore e interesse, da parte nostra, del Movimento per la vita, occorre tutta l’attenzione possibile, e la consapevolezza che partendo dal concepito tante battaglie sarebbero subito vinte. Attenzione, consapevolezza, ma anche proposte: abbiamo alternative che vantano sperimentazione pluriennale e migliaia di studenti coinvolti, senza contare i docenti formati. Stiamo parlando di un passato glorioso, ma soprattutto del presente, di Alfabeti@tici.  Per intenderci, per chi non avesse incontrato questa sigla, quel ‘contenitore’ che il MPV italiano ha attivato in questi ultimi anni: percorsi di cittadinanza e di educazione all’identità, materiale di facile utilizzo e poca spesa, esperti disponibili a formare e accompagnare i docenti interessati.  Dal nome le caratteristiche:  l’alfabeto è la chiave per apprendere una nuova lingua. Oggi il valore delle cose, delle idee e perfino delle persone è relativo all’angolo di visuale, quindi tutto diventa lecito per tutti.  E’ la babele sociale, il suo linguaggio una vera e propria anti-lingua che tutto confonde, le parole non hanno più il senso comune mantenuto per centinaia di anni. Si sente il bisogno di ridare senso e significato alle parole, di rifondare la lingua: occorre un nuovo alfabeto.

Al centro di questa nuova fondazione, l’essere umano, la persona, quell’uno di noi che interroga e divide l’opinione pubblica. In questa operazione urgente, ecco un contributo concreto e umilissimo per consentire ai docenti di opporsi fattivamente alle proposte anti-uomo (in diversi circoli alla richiesta di adesione a quei percorsi, le insegnanti hanno potuto rispondere: “No, grazie. Già facciamo e con alto gradimento da parte di alunni e genitori”) e alle dirigenze di supportarli efficacemente, con l’inserimento nel PTOF dei ‘Progetti per l’umano’. Ma anche ai genitori, che in taluni casi hanno portato i materiali ai docenti, chiedendo che venissero utilizzati in classe, al posto di altri ritenuti non idonei. Soprattutto un contributo utile a dotare di adeguata protezione le future generazioni.

È da segnalare anche l’utilizzo dei percorsi e dei materiali da parte dei catechisti, perché l’approccio laboratoriale aiuta a staccare quell’ora dalla tipologia scolastica, e dei volontari pro-life, consapevoli dei molteplici usi di alcuni strumenti (il libretto ECCOMI, ad esempio si presta bene agli incontri con le mamme che non leggono l’italiano, per parlare del loro bambino prima di far vedere loro La vita umana prima meraviglia, troppo complesso per persone spesso poco alfabetizzate).

L’esperienza di uno dei progetti, articolato e coordinato, può servire come esempio.  Da tre anni il Comprensivo di Finale Emilia ha adottato il progetto del MPV come valida alternativa ad altri ideologicamente orientati. Nello specifico i ragazzi della terza secondaria di primo grado affrontano la tematica dell’educazione all’identità con un pool di esperti, alcuni della scuola stessa, altri indicati dal MPV locale. Lo scorso anno scolastico anche le quinte della primaria hanno scelto la progettualità del MPV, che a questo punto diventa elemento di continuità verticale: un esperto del MPV e la docente della secondaria (già attiva sul primo percorso) hanno presentato l’apparato riproduttore (come da programma ministeriale) suddividendo le classi in maschi (con il medico del MPV) e femmine (con la docente della secondaria). Un momento formativo precedente, gestito dai docenti di classe è stato ‘Dall’universo all’uomo, dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo’, svolto utilizzando ‘Vita umana prima meraviglia’. Ma l’aspetto più interessante, a quel punto, diventa la possibilità dei ragazzi di quinta di farsi tutor dei bambini delle prime che, in un laboratorio di poco più di un’ora, affrontano l’affascinante tema della loro nascita: dopo aver parlato del concepito e aver visto le slide di ECCOMI, i bambini vengono affiancati per la realizzazione del piegolibro sulla nascita. Un peer to peer gradito ai piccoli e molto efficace per l’altissima motivazione e la buona formazione dei grandi, reduci dal loro progetto. Una ciliegina per la torta? Le colleghe delle prime, visto il laboratorio e i materiali, chiedono (e ottengono ovviamente) un momento formativo: una lezione di metodologia e didattica sul mistero della vita umana appena concepita.

Ma non basta: a torta e ciliegia possiamo aggiungere la panna montata. Diverse docenti di un istituto superiore chiedono un percorso formativo per loro, in modo che il progetto BIOS & POLIS che si sta elaborando insieme, per il prossimo anno scolastico nella loro scuola, possa essere gestito anche in classe in momenti ulteriori rispetto a quelli progettati. Ovviamente si farà. A settembre. Aperto a docenti e volontari interessati. Per informazioni: SEGRETERIA.ALFABETIETICI@GMAIL.COM  #costicontenuti

Antonella Diegoli – Docente, referente del MPV italiano per la scuola e l’educazione, esperta in apprendimento cooperativo e didattica laboratoriale.