Il welfare aziendale come occasione per facilitare il rapporto fra lavoro e famiglia di Vincenzo Silvestrelli

Nonostante la parziale ripresa del PIL, la crisi economica italiana è evidenziata dai dati che indicano la crescita del precariato. Questa struttura della occupazione non favorisce la crescita demografica. La crisi economica è però anche una crisi sociale. La decrescita della natalità è un fenomeno culturale: l’attacco alla famiglia, la contraccezione di massa, l’aborto, il dubbio generato dai media del main stream sui ruoli genitoriali stanno distruggendo la base vitale della società italiana.

La crisi economica si è aggiunta a questo processo già in atto.  Oggi in Italia il tasso di fecondità è di 1,34 figli per donna, numero che non permette nemmeno la sostituzione della popolazione. Un recente studio dell’istituto demografico di Vienna sull’impatto della Grande recessione in Europa ha confermato che crisi e disoccupazione hanno avuto un impatto diretto sulla dimensione delle famiglie. Senza un recupero dell’occupazione e senza prospettive di lavoro stabili, dunque, la natalità difficilmente potrà ripartire. Molte ricerche hanno dimostrato inoltre che l’incertezza e la precarietà fanno aumentare le convivenze rispetto ai matrimoni e calare le nascite. Salari molto bassi per i lavori meno qualificati, spesso assai precari, obbligano a lavorare stabilmente in due se si vuole crescere un figlio. Anche per questo, rispetto a un tempo, meno donne con bassa istruzione diventano madri. Le politiche che favoriscono la maternità sono dunque un sostegno ai ceti più poveri.

Oltre alle politiche sull’occupazione che richiedono interventi statali ed europei, le comunità e le aziende possono però incidere sulla qualità dei rapporti di lavoro in essere.

Le amministrazioni locali in questo contesto sono sempre più spesso, ma anche con pochissime risorse, in prima linea nel far fronte al disagio causato dalla mancanza di lavoro cosicchè sentono il dovere e la necessità di intraprendere iniziative anche per promozione delle iniziative private e del welfare.

La creazione di una rete fra amministrazioni, imprese e associazioni può facilitare la ricostruzione di una serie di rapporti virtuosi che superi l’individualismo e sostenga la solidarietà in maniera non episodica, favorendo la natalità.

Su iniziativa del Comune di Todi e del Movimento per la Vita dell’Umbria si sta costituendo un Comitato per le politiche sul welfare aziendale.

E’ finalizzato a favorire la conoscenza delle buone pratiche e la loro diffusione anche fra le piccole e medie aziende. Le aziende che adottano iniziative di welfare aziendale sono spesso le migliori anche sul piano della efficienza e della capacità di stare sul mercato globale come evidenzia l’esperienza della Ferrero in quanto puntano sulla motivazione del personale e sul suo coinvolgimento. In Umbria la tradizione delle aziende family friendly vanta la storia di Luisa Spagnoli.

I costituenti si impegnano a favorire azioni positive che sostengano la diffusione di iniziative di welfare aziendale che possono aiutare le famiglie nella sanità, nella educazione dei figli, nella flessibilità degli orari di lavoro, nel sostegno alle spese per gli asili e i centri estivi.

Il Comitato sostiene il disegno di legge regionale per la costituzione di un Osservatorio sul welfare aziendale promossa dal Movimento per la Vita presso il Consiglio regionale dell’Umbria e valuterà di sciogliersi ove la struttura pubblica realizzi in ambito istituzionale le stesse finalità.

Nella prima fase di attività il Comitato si propone di ampliare il numero dei soci con l’adesione di aziende, sindacati, associazioni e di organizzare un’iniziativa il prossimo autunno per far conoscere alcuni esempi di welfare aziendale e per creare un portale istituzionale dove essi siano presentati per facilitarne la conoscenza e la diffusione.

Il Movimento per la Vita dell’Umbria si impegna da molti anni su temi riguardanti la conciliazione lavoro e famiglia perché ritiene che la prevenzione dell’aborto passa anche attraverso una organizzazione sociale che aiuti le famiglie e favorisca la maternità in maniera positiva, venendo incontro ai problemi quotidiani.

Negli anni 2013 e 2014 fu organizzato ad esempio il premio nazionale “Città di Assisi” per le aziende family friendly che ha visto la partecipazione di Telecom, Nestlè, EFM, Qui group, Umbragroup, Gruppo Loccioni, aziende che hanno introdotto azioni di welfare volte a favorire la famiglia dei dipendenti.

Vincenzo Silvestrelli
Presidente regionale Movimento per la Vita dell’Umbria