Aldo Bova eletto presidente del Forum delle Associazioni socio-sanitarie: «Accanto ai malati con amore» di Massimo Magliocchetti

Gli sviluppi della tecnica e l’avanzare delle scoperte mediche oltre a far progredire la conoscenza e le possibilità di benessere e salute per l’uomo, impongono tuttavia profondi dilemmi bioetici. In un momento storico culturale in cui l’autodeterminazione del singolo sembra essere diventata l’unico metro di giudizio etico per le scelte in campo medico, diviene fondamentale ricominciare a pensare le categorie con cui comunicare la cultura della vita e del rispetto della dignità umana. Per una riflessione su questi temi abbiamo incontrato il prof. Aldo Bova, presidente nazionale del Forum delle Associazioni socio-sanitarie.

 

Prof. Bova, come nasce il Forum Socio-sanitario e come si colloca nell’associazionismo del terzo millennio?

Il Forum socio-sanitario cristiano è sorto circa vent’anni addietro su iniziativa dell’Associazione Medici Cattolici Italiani, del Movimento per la Vita e di altre 16 realtà associative per unire le forze del mondo cristiano per alcune finalità ben precise, fra cui la promozione della cultura della vita dal concepimento al suo termine, la cultura della valorizzazione e della promozione della salute,

la proposizione di politiche sociosanitarie a tutela innanzitutto dei più deboli e dei più fragili, favorendo il dialogo con altri organismi che perseguono gli stessi fini.

Il terzo millennio e l’epoca che viviamo sono caratterizzate da grande individualismo, da spirito di autodeterminazione estrema, da egoismo, da grande solitudine, da mancanza di rispetto per la vita, da un nuovo modo di comunicare che si avvale moltissimo del web e dei social media.

Il Forum deve porsi nell’ottica di conoscere ed analizzare la realtà in cui viviamo e deve introdursi nella rete sociale e comunitaria, per portare messaggi e testimonianze di valorizzazione di elementi che vanno sempre più sminuendosi. Parlo del valore della vita, del valore della salute, dell’amicizia,

della solidarietà fra persone e fra popoli, del valore della persona umana, del rispetto dell’ambiente, della consapevolezza che il rapporto umano fra le persone migliora le condizioni della vita.

Per far questo è importante unire molte forze, che credono nella bontà dei valori accennati e che insieme comunichino questi valori con tutti i mezzi di comunicazione antichi, storici e moderni attuali e, soprattutto con la Testimonianza.

Dopo pochi mesi dall’approvazione della legge sul biotestamento non si è sopito il dibattito in merito al concetto di autodeterminazione del paziente e diritto al rifiuto delle cure: dove può collocarsi, secondo Lei, il limite per rispettare la dignità dellʼuomo?

La dignità dell’uomo va rispettata sempre, dal suo concepimento al termine della vita. Per quanto riguarda il termine della vita, in particolare quando questo periodo è vissuto in sofferenza e, in alcuni casi, in sofferenza estrema, è necessario essergli vicino, esprimendogli aiuto, compassione, nel senso etimologico della parola, ed Amore. È chiaro che, quando si nota che le terapie non sono più efficaci, è doveroso non continuarle per non concretizzare Accanimento Terapeutico. Ma è altresì necessario aiutare il morente a non soffrire con i mezzi leciti e possibili e far sentire vivo il sentimento di Amore di chi è a fianco al morente per accompagnarlo con dolcezza al termine ultimo del trapasso.

In definitiva, si rispetta la dignità dell’uomo, rispettando la sua volontà, essendogli Vicino con amore e condivisione.

Lʼobiezione di coscienza è uno dei punti più controversi che sono stati oggetti di grande dibattito e pressioni nella stesura della legge sulle Dat. Qual è il suo pensiero a riguardo.

A mio parere l’obiezione di coscienza da parte di operatori sanitari, che credono che la vita vada rispettata sempre, è giusta e va rispettata e riconosciuta. Non può un medico o un operatore sanitario, che crede nel valore supremo della vita, accettare la decisione da parte di un suo assistito di interrompere le cure per anticipare la fine, quando, senza accanimento terapeutico, si può sperare che la vita possa proseguire.

Iniziano le pressioni per la legalizzazione dellʼeutanasia. Quali saranno le sfide del Forum Socio-sanitario sul tema?

Le sfide del Forum delle Associazioni socio-sanitarie per bloccare la legalizzazione dell’eutanasia sono molte ed intense. Sostanzialmente le linee sono due: una si fonda sulla comunicazione ampia del valore della vita e del rispetto della vita; un’altra si fonda sulla chiamata a raccolta di tutte le forze associative cristiane, per poter incidere nel sociale e nel politico per bloccare la deriva del riconoscimento giuridico.

La medicina sta vivendo un momento di profondi cambiamenti. Quale crede che sia la missione dei medici in questo momento?

In questo momento di profondi cambiamenti della medicina, la missione dei medici è quella di studiare e di curare bene i pazienti. Questo presuppone una cultura, molto manchevole, di approccio umano, serio, onesto. Ci vuole preparazione, aggiornamento e dedizione. Ma, innanzitutto, Amore per il paziente e la capacità di creare empatia. Molto importante spingere affinché si faccia ricerca per migliorare la performance dei medici e per ottenere armi sempre più potenti per curare sempre meglio le malattie.

Il rapporto di collaborazione tra il Movimento per la Vita italiano e Il Forum socio-sanitario è ormai “storico”. Quali obiettivi, secondo Lei, saranno nellagenda programmatica dei prossimi anni?

Il rapporto fra Forum e Movimento per Vita è stato sempre di grande amicizia e cordialità e tale rapporto migliorerà nel futuro. Nell’agenda del Forum c’è la spinta per fare cultura di valori umani di alto profilo e di testimoniarli. C’è il lavoro per divenire il contenitore snello ed attivo di tantissime forze cristiane, impegnate nel mondo socio-sanitario, che dovranno agire insieme nel mondo comunicativo, nel sociale e nel politico per far valere le proprie idee sui valori sopra segnalati.

Lʼassociazionismo e lʼattivismo che si propone di diffondere la cultura della vita non può non partire da una seria riflessione sui diritti del concepito. In che modo il Forum intende essere presente sul fronte dell’inizio della vita umana?

Il Forum intende essere pienamente vicino al Movimento per la vita per tutte le attività culturali, formative, che riconoscano il valore della vita. Il Forum ritiene che la vita umana sia un dono incommensurabile, che va riconosciuto. Il Forum desidera agire, affinché la legge 194 venga realizzata nella sua pienezza, in modo da porre in atto tutto, dico tutto, ciò che è possibile per scongiurare l’aborto. Agirà altresì per sviluppare politiche della famiglia, che possano favorire l’accettazione di una nuova nascita in famiglia.

 

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