Dossier Vita Cav: nel 2017 nati oltre 8.500 bambini grazie alla rete per la Vita di Massimo Magliocchetti

Oltre 8.500 bambini nati e 12.000 gestanti assistite nel Centri di Aiuto alla Vita (CAV) in tutta Italia. È la sintesi dei dati raccolti nel “Dossier Vita Cav 2017” curato dalla Segreteria nazionale del Movimento per la Vita italiano, un prezioso strumento capace di fotografare il costante operato dei volontari dei Cav che da ormai quarant’anni servono la vita nascente in tutto lo stivale.

I Cav in Italia. La rete dei Cav copre tutto lo stivale. Con riferimento agli ultimi 20 anni (1999-2017), in tutto il territorio nazionale, il numero dei Cav è aumentato del 50%, passando dai 233 Cav operanti nel 1998 ai 342 dello scorso anno. Con riferimento alla popolazione residente, in Italia vi è un Cav ogni 177.000 abitanti. Un servizio che prova a far fronte ai problemi di donne e famiglie con gravidanze difficili o indesiderate.

Ogni vita è preziosa. Il dato più significativo raccolto dal Dossier è costituito dai 160.299 Bambini nati, dall’inizio della raccolta dati nel 1997 a tutto il 2017, grazie ai soli Cav che in questi anni hanno inviato i loro dati alla Segreteria Nazionale. Solo nel 2017 sono nati oltre 8.540 Bambini, in media 39 per ogni Cav. Il numero medio per ogni Cav dei bambini nati negli ultimi vent’anni è in aumento di circa il 40%: tenendo presente questi valori medi si può ragionevolmente ritenere che, a partire dal 1975 (anno di fondazione a Firenze del I° Centro di Aiuto alla Vita) ad oggi, i Bambini nati grazie all’aiuto dei Cav siano complessivamente oltre 200.000.

Una efficace opera di prevenzione dellʼaborto. Il servizio dei Cav è concreto ed efficace, lo dimostrano i sorrisi delle donne che grazie all’aiuto dei volontari hanno visto venire alla luce i loro figli. Infatti, le Gestanti che si sono presentate ad un Cav con il certificato per abortire sono state nel 2017 il 15% delle gestanti giunte al Cav nel primo trimestre di gravidanza. Di queste, l’85% ha poi proseguito la gravidanza. A conferma dell’“effetto preventivo”, rispetto all’aborto, dell’azione dei Cav, si deve evidenziare che anche nel 2017, delle 1.141 gestanti incerte e/o intenzionate ad abortire, 903 (pari al 79%) hanno poi dato alla luce il loro bambino.

Le ragioni di fondo del servizio per la Vita. Dietro a questi numeri che offrono margini di speranza per il Popolo della Vita vi sono serie ragioni di fondo, soprattutto culturali: la consapevolezza che il concepito sia uno di noi e che ad esso vada riconosciuto il diritto alla vita spinge i volontari dei Cav ad accompagnare le madri nella loro gravidanza e a condividere con loro questa verità. Una verità che, tuttavia, deve essere comunicata con uno stile preciso, avendo cura della madre e della famiglia che, in ogni caso, vive una situazione che disorienta la ragione. «Uno specifico stile di mitezza e discrezione, di rifiuto del giudizio sulle persone, di ottimismo, di disponibilità e di fiducia, di valorizzazione di tutto ciò che è positivo anche nelle situazioni più complicate», spiega Marina Casini Bandini, Presidente del Movimento per la Vita italiano, nel messaggio introduttivo al Dossier. «Con grande umiltà, nella consapevolezza dei propri limiti, sussurrando più che gridando – continua Marina Casini Bandini – i Cav hanno detto e dicono che “è possibile”. È possibile dissipare le nebbie della solitudine (spesso ammantata dal falso e pilatesco rispetto del “decidi tu”, cioè “arrangiati”) e salvare la vita dei bambini ponendosi “accanto” e non “contro” le madri».

 

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