Ancora in attesa di una risposta dalle Nazioni Unite la lotta di Recav da Madrid, Simone E. Tropea

La rete di associazioni femministe promosse dall’organizzazione spagnola Recav (Rete spagnola contro l’utero in affitto) attende ancora che le Nazioni Unite si esprimano in merito alla loro di richiesta di riconoscere la pratica dell’utero in affitto come lesiva dei diritti fondamentali della persona umana.

La battaglia, iniziata ormai due mesi fa, si fonda sul principio che la maternità surrogata nega alle donne gestanti ogni diritto legale sul concepito violando così l’essenza stessa della maternità, che riduce un soggetto umano ad un mero oggetto di compravendita e che pertanto non può più essere espressamente o implicitamente tollerata in nessun paese del mondo.

Stiamo seguendo da Madrid gli sviluppi della petizione contenuta nel manifesto contro la maternità surrogata presentata all’Onu, che potrete trovare all’indirizzo:

www.noalquilesvientres.com/manifiestos

 

Ancora in attesa di una risposta dalle Nazioni Unite la lotta di Recav (.pdf)