Decimo Rapporto L. 40/2004 del MpV: in un anno 38.700 embrioni congelati di Massimo Magliocchetti

Sono quasi 40.000, in un solo anno, gli embrioni creati per cicli di fecondazione assistita e congelati, in attesa forse di essere utilizzati in futuro. Mentre sono oltre 63.600 quelli non congelati né trasferiti, di cui si è persa traccia. Sono i dati resi noti dal Movimento per la vita all’interno del decimo Rapporto sull’attuazione della legge 40/2004.

Il documento è stato presentato il 16 ottobre durante la conferenza stampa tenutasi alla Camera dei Deputati. All’evento sono intervenuti la Presidente e il Segretario generale del MpV, Marina Casini Bandini, e il Segretario Generale Giuseppe Grande. Anche il momento della politica ha dimostrato interesse e partecipazione, grazie alla presenza dei parlamentari Alessandro Pagano (Lega), Antonio Palmieri (Forza Italia) e Paola Binetti (Udc). La Conferenza stampa è stata moderata da Luca Liverani, giornalista del quotidiano Avvenire. Tra i dati più importanti emersi durante la discussione del Rapporto troviamo la grande mole di embrioni congelati. «Dall’ultima relazione del ministero della Salute al Parlamento sulla legge 40 – ha precisato la presidente del Movimento per la Vita – risulta che nel solo 2016, dei 109.745 embrioni trasferibili, 38.687 sono stati congelati, un numero non irrilevante: 38.687 esseri umani generati in vitro sono stati depositati nei freezer dei centri in cui si effettua la fecondazione assistita in Italia».

Il Movimento per la Vita Italiano da anni elabora dei documenti rivolti ai Parlamentari che contengono anche suggerimenti per correggere, integrare e migliorare l’attuazione della legge 40/2004 sulla «procreazione medicalmente assistita». La funzione di questi documenti è soprattutto quella di tenere sveglia l’attenzione della società riguardo al secondo fine della legge che è quello di «assicurare i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito». Casini Bandini ha evidenziato tre «grandi lacune e omissioni» della L. 40/2004.

La prima attiene alla mancanza di dati certi sugli embrioni generati in vitro dall’entrata in vigore della Legge. «Per avere un’idea, proviamo a moltiplicare il dato per i 9 anni, da quando questa possibilità è stata introdotta tramite sentenza della Corte Costituzionale», continua Marina Casini Bandini. Il secondo nodo attiene al trattamento degli embrioni non trasferibili, né congelato. «Secondo il calcolo del Movimento per la vita sono 63.631. «In base a che cosa si è deciso di non trasferirli? Quale è la loro sorte?», si chiede Casini Bandini lanciando un accorato appello alle forze sociali.

La terza lacuna riguarda la mancanza di conoscenza sui motivi profondi per cui si accede alle tecniche di Pma. «La legge 40 – ha specificato Giuseppe Grande, segretario Movimento per la Vita – prevede che la fecondazione assistita sia una tappa ultima, qualora non abbiano funzionato altre soluzioni. Ma, se è realmente così, questo dalla Relazione ministeriale, non lo sappiamo». Per Grande è necessario rilevare le cause di accesso alla Pma, anche nell’uomo oltre che nella donna, oltre che sapere quanto sia stata fatta autentica medicina della riproduzione e non solo tecniche di riproduzione assistita.

Nel corso della conferenza stampa è stato nuovamente presentata la proposta di legge già proposta nella scorsa legislatura riguardante le disposizioni concernenti il trasferimento per fini riproduttivi di embrioni crioconservati in stato di abbandono. Il provvedimento prevede di accertare la volontà dei genitori di un “progetto familiare” nei confronti dell’embrione generato e, quando questo non ci sia più, dare agli embrioni la chance di essere adottato da un’altra coppia. La proposta di legge si inserisce nel dibattito pubblico e politico a 14 anni dalla legge 40/2004. «Il provvedimento intende collocarsi nel solco della legge 40, ne precisa alcuni aspetti e colma i lati deboli che si sono evidenziati a seguito delle modifiche normative introdotte dalla Consulta», ha spiegato la senatrice Paola Binetti (Udc). Secondo Antonio Palmieri (FI) «si verrebbe a limitare l’importazione di gameti per la fecondazione eterologa, introdotta nel 2014 con sentenza della Corte Costituzionale». Il tema del diritto dell’embrione a nascere, ha precisa Alessandro Pagano (Lega), «sicuramente in questa legislatura trova una sensibilità molto maggiore di quanto non fosse in quella precedente, e questo corrisponde al sentire degli italiani. Non rientra nel contratto di Governo, ma il fatto stesso che se ne parli pone le basi affinché venga concretizzata nella prossima legislatura».

 

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