Cagliari: Seminario su «L’applicazione della legge 194/78» Claudio Castaldi

Negli ultimi anni i media e la stampa hanno discusso molto in tema di aborto e sulla legge 194/78 dandone errata interpretazione e creando una mal informazione su questa tematica assai delicata.
Per questo motivo la Federazione M.P.V. (Movimento Per la vita)– C.A.V. (Centri Aiuto alla Vita) Sardegna ha organizzato, sabato 24 novembre presso la Biblioteca del dipartimento di Urologia dell’ospedale S.S. Trinità A.T.S di Cagliari, un importante seminario dal titolo «L’applicazione della legge 194/78» nel quale sono stati coinvolti giuristi, professori, medici obiettori e non, responsabili e volontari dei C.A.V. sardi uniti tutti insieme dall’idea di mettere al centro la donna nella sua delicata scelta se proseguire o no la gravidanza e, di conseguenza, salvare o no il proprio bambino.
È importante sottolineare come la scelta della sede per il seminario sia stata un punto forza in quanto attualmente è in atto, tra il reparto di ginecologia del SS. Trinità, in particolare con la Dr.ssa Eleonora Coccollone, responsabile del reparto, e il C.A.V «Uno di noi» di Cagliari, un importante convenzione e collaborazione. Tale convenzione permette ai volontari del centro di recarsi a prestare servizio nel reparto e aiutare donne che si trovano in questa situazione di crisi. Collaborazione di stima e affetto reciproco.
«È importante creare rete tra i nostri centri e i reparti di Ginecologia» questo è l’invito rivolto dalla Dr.ssa Maria Stella Leone, responsabile della Federazione M.P.V – C.A.V Sardegna a tutti i partecipanti.
Nel suo breve intervento, inoltre, la Dr.ssa Leone si è soffermata sul ruolo fondamentale dei Centri di Aiuto alla Vita affermando come lo scopo principale di essi e mettere al centro la donna, aiutandola attraverso il cosiddetto ascolto attivo e rendendola protagonista di un colloquio nella quale ella esprime la sua volontà e i volontari propongono poi un progetto.
Attraverso il colloquio, come è stato dimostrato a tutti i partecipanti nella simulazione di colloquio tenutasi nel primo pomeriggio, si crea tra la donna e la volontaria un empatia, una rapporto di confidenza reciproca che porterà la donna a scegliere in modo libero e consapevole se diventare madre o praticare l’Interruzione Volontaria della Gravidanza (I.V. G.).
Molto interessante e punto di partenza sono state le relazioni svolte dal Avv. Emanuele Petrilli, membro del direttivo Movimento per La Vita Italiano, che hanno posto l’accento, sia per chi la conosceva già o sia per chi non ne aveva mai sentito parlare, sui punti forza e criticità della legge 194/78, sviscerandone i 22 articoli da cui essa è composta, e sia sul perché il legislatore ha pensato di emanarla, quello che in termini tecnici i giuristi definiscono come «ratio».
Importante è sottolineare come la presente legge oltre che definire ruoli e competenze dei consultori menziona, all’articolo 2 punto D, le associazioni di volontariato, macro area entro la quale fanno parte i Centri di Aiuto alla Vita.
Per una buona informazione, chiarezza e trasparenza è stata necessaria la presentazione e analisi dei dati I.V.G (Interruzione Volontaria della Gravidanza) e in tema di obiezione di coscienza contenuti nella relazione annuale 2016, in quanto solo attraverso i numeri e la loro analisi si è potuto la verrà e consapevole entità del problema. A presentarli è la stata la Prof.ssa Assuntina Morresi, componente nazionale del comitato di bioetica nonché redattrice delle relazioni ministeriali in tema di I.V.G. per i ministri della salute Sacconi e Lorenzin. Relazioni tutte pubblicate nel sito del ministero della salute.
Data la parola alla Dr.ssa Maria Grazia Siragusa, invece, ha incentrato la sua relazione sui protocolli di Interruzione Volontaria alla Gravidanza non solo come un mero iter burocratico ma raccontando esperienze di vita propria.
Altro momento positivo è stato quello dato ai responsabili e ai volontari C.A.V che hanno emozionato tutti con la presentazione dei centri C.A.V ubicati in Sardegna e di casi concreti di aiuto a donne, adesso mamme che ancora oggi li ringraziano per l’aiuto ricevuto.
Traendone le conclusioni, il seminario ha voluto combinare relazioni, momenti conviviali, pratici e di dialogo tali da creare con tutti i partecipanti un clima familiare e dando a tutti i convenuti contenuti concreti e chiari.

Cagliari: Seminario su «L’applicazione della legge 194/78» (.pdf)