I volontari del MpV, profeti dell’ecologia integrale Simone E. Tropea

I grandi temi dell’etica della vita, sui quali si affannano i bioeticisti, non vanno confinati tra le questioni limite della morale e del diritto. Su questo punto non sono più possibili illusioni di alcun tipo: come ci ha insegnato Bernanos non sono le regole a difendere la nostra umanità, ma siamo noi che dobbiamo difenderla, attraverso le regole.¹

Così scrive il noto giurista italiano Francesco D’Agostino, commentando uno degli ultimi discorsi che il papa ha rivolto alla Pontificia Accademia per la Vita.
Il tema centrale del discorso del pontefice verteva sulla relazione essenziale che esiste tra la battaglia culturale e giuridica per la difesa della vita umana e l’idea di un’ecologia integrale, come progetto non solo culturale ma anche e soprattutto antropologico, pedagogico e politico che deve innervare e performare la riflessione di filosofi, giuristi e bioeticisti d’ispirazione cristiana.
L’idea chiave è quella di “prossimità umana responsabile”, ovvero un cambio di prospettiva per cui non ci si pone più nell’ottica ingenua che le regole e le norme giuridiche bastano da sole a produrre cultura, ma che solo una rivoluzione culturale dal basso può sfociare, naturalmente e senza alcuna forzatura, anche in una riforma della legislazione in materia di difesa della Vita umana che sappia veramente difendere il debole, il minacciato, il bambino indifeso e la madre in difficoltà.
Mostrare che ogni evento, in particolare l’evento decisivo di ogni gravidanza presenta sempre un’ulteriorità felice rispetto a se stessa ed alle contingenze anche difficili in cui può verificarsi, è il primo gradino per passare dalla logica della qualità, tecnicista e ambigua, alla logica del senso, che è una logica relazionale e feconda.
È in questo orizzonte che si spiega e si rivela necessario e profetico l’impegno dei volontari del MpV, che rappresentano così un elemento concreto di trasformazione culturale ed un esempio di prossimità responsabile.
Elemento di rottura e di incontro. Di rottura con una impostazione paternalistica e disincarnata del diritto, di incontro con le necessità reali di aiuto e vicinanza alle madri in difficoltà.
L’ecologia integrale, come rispetto di quella natura relazionale anche con il mondo,che caratterizza l’uomo, inizia dal rispetto fattivo e concreto della vita nascente.
Per questo i CaV sono da considerarsi, a buon diritto, come la primizia, profetica, del futuro di una Chiesa e di un laicato storicamente propositivo, sempre più necessari al nostro tempo.

¹ F. D’AGOSTINO SU: https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/siamo-infinitamente-piu-del-nostro-fare

 

I volontari del MpV, profeti dell’ecologia integrale (.pdf)