Il principio della necessaria conformità dei diritti umani alla legge morale naturale nel pensiero di Benedetto XVI e Giovanni Paolo II Daniele Tortoreto

Premessa
Il profondo rapporto tra i diritti umani e la legge morale naturale assume un’importanza particolare nella nostra epoca segnata dalle grandi scoperte nelle aree della biologia, medicina e delle tecnologie che hanno aperto nuove possibilità per l’umanità.
Nel nostro periodo storico abbiamo assistito a drammatici avvenimenti come i tanti delitti commessi contro l’umanità, le gravi violazioni dei diritti umani, la commissione di atti di violenza di grande crudeltà.
Attualmente risuona sempre più forte il grido accorato del rispetto dei diritti umani.(1) In tale contesto si ergono in particolare le figure di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI che con i loro insegnamenti riguardanti la difesa e la promozione dei diritti umani costituiscono un faro nel cammino dell’umanità.
Nel discorso alle Nazioni Unite del 2008 Benedetto XVI ha evidenziato che i diritti umani sono basati sulla legge morale naturale iscritta nel cuore dell’uomo e presente nelle diverse culture e civiltà.(2)
Benedetto XVI ha ricordato che la legge morale naturale è la sorgente da cui scaturiscono, insieme ai diritti fondamentali, anche gli imperativi etici che è doveroso rispettare.(3)
Nell’Enciclica Veritatis Splendor Giovanni Paolo II ha rilevato che la legge morale naturale implica l’universalità. Essa, in quanto iscritta nella natura razionale della persona, deve essere rispettata da ogni essere umano.(4)
La legge morale naturale si presenta come una profonda esigenza della persona alla piena realizzazione della sua vita.
San Tommaso ha sottolineato che la legge morale naturale è la «luce della intelligenza infusa in noi da Dio. Grazie ad essa conosciamo ciò che si deve compiere e ciò che si deve evitare. Questa luce e questa legge Dio l’ha donata nella creazione».(5)
L’uomo è capace di conoscere i principi primi della legge morale naturale, che risuonano nel suo cuore chiamandolo sempre a fare il bene e ad evitare il male. È capace anche di conoscere le norme morali che scaturiscono da questi primi principi tra le quali hanno una grande importanza gli imperativi etici che obbligano a rispettare la vita umana dal concepimento alla morte naturale.(6)
Le esigenze che appartengono alla legge morale naturale devono essere riconosciute e tutelate nella vita sociale con il diritto. In questo senso si può parlare di diritto naturale, con le conseguenti codificazioni legislative i cui fondamenti non risiedono in un mero atto di volontà umana bensì nella stessa natura della persona.
Per questa ragione i diritti fondamentali dell’uomo sono inviolabili e non negoziabili, sottratti quindi all’arbitrarietà di ogni patto sociale o del consenso della maggioranza.
La legge umana è intrinsecamente ordinata a promuovere il bene comune e pertanto a difendere la libertà umana.(7) La legge positiva quando proibisce comportamenti che contraddicono il bene comune difende il valore della persona umana e promuove la sua libertà.
Benedetto XVI mette in luce il rapporto tra i diritti umani e la responsabilità evidenziando che nell’esercizio dei diritti e dei corrispondenti doveri ogni persona è chiamata ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte, fatte in conseguenza dell’entrata in rapporto con gli altri.(8) Attualmente stiamo vivendo un periodo di grande sviluppo nella capacità umana di conoscere  le regole e le strutture della materia e nella capacità di intervento dell’uomo sulla natura. Questo progresso potrebbe portare grandi vantaggi ma nasconde anche il rischio di una distruzione della natura che potrebbe derivare dal dominio dell’uomo.
Benedetto XVI sottolinea l’esistenza di un altro rischio meno evidente ma non meno grave derivante dal metodo che ci permette di conoscere la natura il quale ci rende a volte meno capaci  di vedere il Creatore della natura. Il metodo che ci permette di conoscere le leggi dell’essere umano ci rende a volte incapaci di comprendere il messaggio etico scritto nella natura razionale dell’essere umano chiamato legge morale naturale.(9)
Oggi i risultati delle scoperte della ricerca scientifica e tecnologica potrebbero recare enormi benefici all’umanità ma il modo in cui tali risultati sono a volte applicati rappresenta una chiara violazione dell’ordine della creazione sino al punto in cui viene contraddetto il valore sacro della vita umana.(10)
In ogni persona umana c’è un messaggio etico che la chiama sempre a fare il bene e a evitare il male. I diritti umani mirano a garantire la protezione della persona umana in quanto tali diritti si applicano ad ogni essere umano in virtù della comune origine della persona creata a immagine e somiglianza di Dio. L’uomo è immagine di Dio in virtù della somiglianza divina che è stata a lui donata sin dalle origini con la creazione.
La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sottoscritta nel 1948 fu approvata per difendere la persona umana da qualsiasi violazione dei suoi diritti fondamentali tra i quali assume una particolare importanza l’inviolabile diritto alla vita di ogni essere umano. La legge positiva deve riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell’uomo i quali appartengono alla natura della persona umana in forza dell’atto creativo da cui ha preso origine.(11) La Dichiarazione stabilisce all’art. 3 che ogni essere umano ha diritto alla vita.
La Dichiarazione derivò dal profondo sdegno per i gravi delitti commessi dai criminali nazisti nel corso della seconda guerra mondiale. Il testo riconoscendo l’importanza di difendere i diritti inviolabili della persona umana mirava ad evitare il ritorno di un regime come quello nazista che aveva violato il diritto alla vita e all’integrità fisica facendo precipitare l’umanità nella barbarie. Per evitare e prevenire questi pericoli era necessario che tutta la comunità umana si impegnasse nella difesa e promozione dei diritti inviolabili dell’uomo.(12)
L’umanità ha fatto esperienza dei regimi totalitari nei quali i potenti hanno sempre tentato di dare alla loro volontà forza di legge.
I diritti umani non possono essere considerati esclusivamente come il risultato della volontà dell’autorità politica in quanto sono basati sulla legge morale naturale. Pertanto i diritti umani devono essere rispettati in quanto conformi alle esigenze della giustizia e non semplicemente perché possono essere fatti valere dalla autorità politica.
La Dichiarazione si basa sul principio che il rispetto dei diritti umani è fondato nella giustizia la quale è universale e immutabile.
Benedetto XVI evidenzia i rischi del relativismo etico per effetto del quale il significato e l’interpretazione dei diritti umani potrebbero variare e la loro universalità derivante dal principio della necessaria conformità dei diritti umani alla legge morale naturale verrebbe negata in nome di contesti culturali, politici, sociali e persino religiosi differenti.(13)
Sono passati settant’anni dalla Dichiarazione ed i diritti dell’uomo continuano ad essere violati in varie parti del mondo.
Attualmente i provvedimenti della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo rivolti a tutelare il matrimonio, la famiglia e i diritti dei genitori sono sottoposti a continui attacchi.
Oggi le legislazioni di alcuni Paesi autorizzando l’eutanasia e l’aborto hanno legittimato la prevaricazione dei più forti sulla vita dei più deboli.
Questa tendenza ad esigere una legittimazione giuridica a varie forme di soppressione della vita umana(14) deriva in particolare da una interpretazione invertita e perversa dei diritti umani che si è da ogni parte diffusa.(15)
Nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la legge morale naturale scritta dal Creatore nella natura della persona, senza che la legge civile venga radicalmente privata di ciò che costituisce il suo stesso fondamento.
Attualmente si è ampiamente diffuso il positivismo giuridico, una corrente di pensiero che proponendo di separare il diritto dalla morale ha aperto la strada a gravi attacchi contro la vita umana. Per effetto del positivismo giuridico i diritti inviolabili dell’uomo vengono messi in discussione poiché in base a questa impostazione esiste solamente la legge scritta, il diritto positivo con esclusione di qualsiasi riferimento alla legge morale naturale.
Questa corrente di pensiero non riconoscendo l’esistenza di valori morali universali conduce ad una concezione del diritto che prescinde da qualsiasi criterio di giustizia.
Il maggiore esponente di questa corrente di pensiero è stato Hans Kelsen per il quale i diritti dipendevano solamente dalla volontà di coloro che detenevano il potere dal momento che era eliminato ogni riferimento alla legge morale naturale.
Kelsen sosteneva che nell’Unione Sovietica di Stalin esisteva lo Stato di diritto solamente perché questo dittatore promulgava le leggi ma queste norme erano l’espressione e lo strumento della sua crudeltà.(16)
Le conseguenze del positivismo giuridico sono state particolarmente gravi poiché ha aperto la porta a ogni forma di dittatura e di tirannide.
Nell’Evangelium Vitae Giovanni Paolo II ha evidenziato che alcuni attentati alla vita umana e radicali negazioni della libertà si commettono in nome del «relativismo etico».(17)
Quando l’autorità politica autorizzando l’eutanasia legittima la soppressione di una determinata categoria di persone commette un’azione tirannica nei confronti di alcuni esseri umani più deboli e indifesi.
Il relativismo è stato favorito dal processo di secolarizzazione della società che, come osservò il filosofo Charles Thaylor svuotò lo spazio pubblico da ogni riferimento a Dio, registrò il graduale allontanamento di molti dalla fede e dall’appartenenza ecclesiale, relegò la dimensione religiosa ad una opzione tra tante.(18)
La vita umana è un dono di Dio affidato all’uomo che deve essere diligentemente conservato e fatto fruttificare.
L’eutanasia è un grave crimine che si oppone alla sovranità di Dio ed è segno di mancanza di rispetto verso Dio e verso sé stessi.
Nessuno può autorizzare l’uccisione di un essere umano né prima né dopo la nascita. Inoltre non si può chiedere per sé o per un altro affidato alla propria responsabilità, un gesto omicida. La pubblica autorità non deve permetterlo, né tantomeno imporlo, perché viola la legge divina   e offende la persona umana rappresentando un crimine contro la vita e un attentato contro l’umanità.(19)

Il diritto alle cure necessarie per la salute

 Lo Stato ha il compito di riconoscere e garantire il diritto alle cure necessarie per la salute per tutti i suoi cittadini.
Quando lo Stato non garantisce tale diritto contraddice profondamente i principi fondamentali degli ordinamenti giuridici i quali stabiliscono che lo Stato ha la responsabilità di assicurare ad ogni persona le cure necessarie per la salute.
Poiché la legge positiva non è il semplice risultato della volontà dell’autorità politica ma deve essere conforme alla legge morale naturale nessuna autorità può arrogarsi il diritto di assicurare le cure necessarie per la salute solo a favore di alcune persone escludendone altre senza svuotare profondamente la legge dalla sua vera funzione.
Se i diritti umani sono considerati solamente come il risultato di provvedimenti legislativi adottati dall’autorità politica, rischiano di diventare decisioni legislative svuotate dalla dimensione etica  e razionale che è il loro fondamento.
Il principio della necessaria conformità del diritto alla giustizia esige che lo Stato garantisca il diritto alle cure necessarie per la salute.(20)
Non basta una certa organizzazione istituzionale o un determinato codice di regolamentazione dei rapporti tra i soggetti per assicurare la giustizia in una società, occorre che siano giusti anche i contenuti e gli scopi delle politiche e delle attività poste in essere tra i suoi membri.
Il compito dello Stato in cui vige la giustizia è di proteggere la persona umana in particolare quando è fragile e debole.
Quando uno Stato cessa di essere promotore e difensore delle condizioni fondamentali che rendono possibile il rispetto della giustizia nella società, i diritti dei più deboli non godono più di alcuna protezione.(21)
Ogni Stato deve riconoscere il diritto ad una protezione efficace ai soggetti più vulnerabili. Il di- ritto conforme alle esigenze della giustizia stabilisce il rispetto della persona umana. Una legge ingiusta indebolisce la legittimità di coloro che la promulgano e l’autorità di coloro che la fanno applicare.(22)
Il principio della giustizia obbliga lo Stato di tutelare la salute quale fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e di garantire le cure gratuite agli indigenti (art. 32 della Costituzione).
Nel nostro Paese il diritto alle cure necessarie per la salute non è ancora garantito a tutti i cittadini come sembra emergere anche dalla pubblicazione nel dicembre del 2015 da parte dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) dei dati di bilancio demografico mensile della popolazione residente per il periodo gennaio-ottobre 2015.(23)
L’Istat nei primi otto mesi del 2015 riporta un aumento di decessi pari a 45172 rispetto a quelli osservati nello stesso periodo dell’anno precedente con un aumento dell’11,3% che se applicato anche ai quattro mesi restanti del 2015 (assumendo lo stesso incremento) determinerebbe la stima di un aumento di oltre 67600 morti nel 2015 rispetto al 2014.
L’Istat invita alla prudenza nell’interpretazione di questi dati derivanti dalle registrazioni comunicate mensilmente all’Istituto da parte delle anagrafi comunali le quali sono periodicamente aggiornate e rettificate durante l’anno. Questi dati sono da considerarsi provvisori fino alla convalida annuale. I dati di bilancio demografico, i quali forniscono informazioni riguardanti la consistenza di una determinata popolazione riferita a ciascun anno non censuario, sono calcolati a partire dalla popolazione che risulta dal censimento sulla base dei dati relativi al movimento naturale (come ad esempio le iscrizioni per nascita e le cancellazioni per morte), migratorio (come ad esempio le iscrizioni e cancellazioni per trasferimento di residenza), e per altre motivazioni.
Molti demografi hanno esaminato l’aumento della mortalità evidenziando un rapporto di causa-effetto tra la crisi economica e la riduzione delle risorse destinate al sistema sanitario nazionale con gravi ricadute sulla salute della popolazione specialmente dei gruppi più fragili come gli anziani.
Alcuni hanno ipotizzato che l’aumento della mortalità è stato causato all’invecchiamento della popolazione ma questa ipotesi è esclusa da alcuni modelli di previsione demografica dai quali sembra che l’invecchiamento della popolazione è la causa solo di circa 15000 degli oltre 45000 morti in eccesso.
Dall’esame dei dati nei vari mesi emerge che le differenze maggiori tra il 2014 e il 2015 si registrano nei mesi invernali (di gennaio, febbraio e marzo) e in quelli estivi (in particolare luglio).
Questi dati sembrerebbero avvalorare la tesi che ritiene l’aumento della mortalità nell’inverno correlata ad una diffusione dell’influenza stagionale particolarmente elevata rispetto alle stagioni precedenti colpendo nel 2015 circa l’11% degli italiani per un totale di circa 6300000 casi. Nello stesso anno sono stati registrati 485 casi gravi e 160 con esito mortale da influenza confermata superati solo dall’influenza del 2009. Un altro fattore sarebbe la progressiva diminuzione delle coperture vaccinali contro l’influenza tra le persone con età superiore ai 65 anni e nei gruppi di persone per cui la vaccinazione è particolarmente raccomandata. L’aumento della mortalità nell’estate sembrerebbe essere dovuta agli effetti delle forti ondate di calore sulla salute umana che si sono verificate nel 2015.
Walter Ricciardi ha evidenziato che il fenomeno dell’aumento della mortalità deve essere ulteriormente studiato ed indagato.(24)

Eutanasia e diritti umani
Le leggi che autorizzano o favoriscono l’eutanasia violano il diritto umano fondamentale alla vita. Nel secolo passato l’eutanasia è stata praticata ampiamente dal regime nazista che riteneva le vite di una determinata categoria di esseri umani indegne di essere vissute. Uno Stato che autorizzando l’eutanasia dichiara le vite di alcuni esseri umani indegne di essere vissute è già avviato sulla via che conduce al totalitarismo.(25) In questo modo il diritto è svuotato della sua importante funzione di essere il baluardo della difesa del debole contro il forte.
Attualmente molte delle ragioni portate avanti dai fautori dell’eutanasia si ritrovano nel testo di due autori tedeschi, Karl Binding e Alfred Hoche, i quali hanno avuto una responsabilità diretta nella elaborazione e concretizzazione dei programmi di sterminio dei disabili, sia adulti che bambini, del regime nazista.(26)
Le teorie di Binding e Hoche hanno avuto un impatto drammatico sul corso della storia. Questi due autori nel 1920 hanno pubblicato un libro intitolato la liberalizzazione della distruzione di una vita indegna di essere vissuta, che in Germania contribuì alla diffusione del nazismo.
Karl Binding nato nel 1841 a Francoforte è stato professore di diritto penale autore di alcuni testi che suscitano ancora oggi un certo interesse.
Alfred Hoche nato nel 1865 è stato uno psichiatra che ha scritto alcuni testi alla fine della sua vita e si è suicidato nel 1943.
Binding sosteneva che l’uomo era padrone della sua vita. Da qui per l’autore derivava la legittimazione del suicidio che doveva portare alla liberazione dell’eutanasia.
L’autore riteneva che la liberalizzazione dell’eutanasia doveva anzitutto evolvere nella eutanasia pura con cui si operava una sostituzione di una causa di morte con un’altra causa di morte.
Egli ammettendo l’eutanasia dei malati incurabili e dei ritardati mentali sosteneva che l’eliminazione di questi individui era motivata dalla compassione.
È chiaro che la compassione non autorizza mai una sostituzione di una persona ad un’altra. Hoche ammetteva l’omicidio dei ritardati mentali che egli poneva sullo stesso piano degli animali. L’autore sosteneva che i ritardati mentali non avevano diritto alla vita e li definiva «delle esistenze-zavorra e delle conchiglie umane vuote».(27)
Il testo di questi due autori fu spesso citato nel processo di Norimberga nel quale furono condannate le pratiche crudeli attuate dai criminali nazisti.
Attualmente i fautori dell’eutanasia vorrebbero riproporre il testo di Bindig e Hoche all’attenzione dell’opinione pubblica per tentare di giustificare l’eutanasia.
I motivi eugenetici in nome dei quali tanti delitti sono stati commessi in passato dai criminali nazisti e ancora oggi vengono commessi sono tornati in forza alla ribalta nelle vicende dei piccoli Charlie Gard e Alfie Evans.
Gli organi giurisdizionali del Regno Unito hanno autorizzato l’eutanasia dei bambini dichiarando che le loro vite erano indegne di essere vissute violando gravemente il diritto umano fondamentale alla vita.(28)
Charlie Gard era un neonato inglese di dieci mesi affetto dalla sindrome dell’encefalomiopatia mitocondriale ad esordio infantile per le quali esistevano delle terapie che potevano curare la salute del bambino.
I genitori di Charlie avevano contattato i medici di diversi ospedali di vari Stati per far curare loro figlio ma si erano trovati davanti all’opposizione del Great Ormond Street Hospital di Londra dove era ricoverato il bambino.
I medici di diversi ospedali che avevano visitato il piccolo Charlie ed esaminato le risonanze e gli altri esami strumentali avevano dichiarato nel mese di luglio 2017 che il bambino opportuna- mente curato avrebbe avuto buone possibilità di miglioramento della sua salute e che se il trattamento fosse iniziato a gennaio 2017 ci sarebbero state possibilità di miglioramento molto maggiori ma che era stato loro impedito di esaminare le risonanze precedenti e gli altri esami strumentali. Questo grave ritardo di sei mesi senza poter somministrare al paziente il trattamento necessario per la sua salute aveva aggravato le condizioni di salute di Charlie.
L’ospedale londinese presentò ricorsi davanti alle Corti del Regno Unito sostenendo che il bambino doveva essere eliminato perché ciò era nel suo migliore interesse.(29)
È chiaro che il miglior interesse del bambino era di vivere, di essere curato ed assistito e non di essere eliminato.
Charlie aveva il diritto di essere curato ma è stato violato questo fondamentale diritto. Lo Stato aveva il compito di garantire il diritto alle cure necessarie per la salute a Charlie adottando le misure efficaci per assicurare tali terapie.
La mentalità eugenica emerse chiaramente nelle dichiarazioni della Corte europea dei diritti dell’uomo la quale respingendo i ricorsi dei genitori di Charlie contro la decisione della Corte su- prema del Regno Unito che aveva autorizzato il Great Ormond Street Hospital a staccare il respiratore al bambino con conseguente morte per asfissia sostenne che le richieste dell’ospedale londinese non contrastavano con l’art. 2 (riguardante la tutela del diritto alla vita) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo dato che tale articolo lasciava ampia discrezionalità agli Stati nei momenti dell’inizio e della fine della vita.(30)
L’aberrante decisione della Corte europea ha stravolto tutti i principi della tradizione giuridica occidentale perché il diritto umano fondamentale alla vita non può essere riconosciuto solamente ad alcune persone escludendone altre ma deve essere riconosciuto ad ogni essere umano. Lo Stato ha il compito di proteggere la salute umana soprattutto quando è fragile e debole.
La Corte europea dei diritti dell’uomo dichiarò anche che la decisione della Corte suprema del Regno Unito che aveva autorizzato il Great Ormond Street Hospital a staccare il respiratore al bambino contro la volontà dei genitori non contrastava con l’art. 2 riguardante la tutela della vita privata e famigliare.
L’ospedale londinese ha violato anche l’art. 2 in quanto non è stata rispettata la volontà dei genitori di far curare il loro figlio.
La vicenda di Alfie Evans riguardava un bambino che nel dicembre del 2016 fu colpito da attacchi epilettici e ricoverato presso l’Alder Hey Hospital di Liverpool. I medici dell’ospedale dichiararono genericamente che il bambino era affetto da una malattia neurodegenerativa senza riuscire a identificare la malattia. L’Alder Hey Hospital propose ricorso per far staccare il respiratore al bambino dichiarando con le stesse controverse argomentazioni sostenute nel caso di Charlie Gard che l’eliminazione del bambino era nel suo migliore interesse.(31)
Diversi ospedali in vari Stati si offrirono di curare il bambino ma l’Alder Hey Hospital impedì ai genitori di Alfie di far curare il figlio.
I genitori di Alfie presentarono ricorso alla Corte suprema per evitare di far staccare il respiratore che fu respinto.
Alfie visse cinque giorni dopo che fu staccato il respiratore continuando a respirare autonomamente. Alfie aveva il diritto di essere curato e lo Stato aveva il compito di garantire tale diritto umano fondamentale.
Michel Schooyans rileva che la società moderna ritiene di aver chiuso i conti con il nazismo ma non ha estirpato dalla società l’aspetto più perverso di queste ideologie, l’ossessione della morte.(32)
Di fatto, le ideologie di morte sono tornate ad essere attuali e tendono a diventare sempre più sofisticate.
Nella nostra società si moltiplicano i mezzi per sopprimere la vita o per impedire il concepimento. I nuovi mezzi vengono messi a punto per la maggior parte nei laboratori, per poi essere utilizzati in ambulatori, cliniche ed ospedali.
I motivi eugenetici per effetto dei quali sono stati commessi in passato delitti di grande crudeltà anche oggi continuano a essere alla base di gravi crimini.
Alcuni tentano di giustificare l’eliminazione di bambini affetti da malformazioni, handicappati o malati gravi con il pretesto che sono un peso per la società. Inoltre alcuni autori tentano di far alzare la soglia di normalità al di sotto della quale ci sarebbero in base ad una perversa concezione i soggetti ritenuti non competitivi all’interno della società. Per questi autori l’uomo dovrà essere impeccabile sotto tutti i punti di vista: fisico, psicologico, intellettuale. Coloro che saranno ritenuti non adatti alla competizione saranno eliminati.

Giovanni Paolo II nell’Evangelium vitae ha evidenziato che oggi la sofferenza è avvertita «come uno scacco insopportabile, di cui occorre liberarsi ad ogni costo».33 L’uomo pensa di essere diventato così padrone della sua esistenza da poter impadronirsi anche della morte arrivando a pro- curarla in anticipo. Quest’atteggiamento assurdo e disumano favorisce le pratiche eutanasiche. La vita umana è un dono di Dio, una realtà sacra affidata alla responsabilità dell’uomo. Dio, pertanto, è l’unico Signore della vita: l’uomo non può disporne.(34)

Parole chiave: diritti umani, legge morale naturale, diritto alle cure necessarie per la salute Key words: human rights, natural moral law, the right to care necessary for health

RIASSUNTO

 Il profondo rapporto tra i diritti umani e la legge morale naturale assume un’importanza particolare nella nostra epoca segnata dalle grandi scoperte nel campo della biologia, medicina e delle tecnologie che hanno aperto nuove possibilità per l’umanità.
I diritti umani sono basati sulla legge morale naturale iscritta nella natura razionale della persona umana.
Oggi i risultati delle scoperte della ricerca scientifica e tecnologica potrebbero recare enormi benefici all’umanità ma il modo in cui tali risultati sono a volte applicati rappresenta una chiara violazione dell’ordine della creazione sino al punto in cui viene contraddetto il valore sacro della vita umana.
In ogni persona umana c’è un messaggio etico, la legge morale naturale, che la chiama sempre a fare il bene e a evitare il male.
Nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la legge morale naturale scritta dal Creatore nella natura della persona, senza che la legge civile venga radicalmente privata di ciò che costituisce il suo stesso fondamento.
Lo Stato ha il compito di riconoscere e garantire il diritto alle cure necessarie per la salute per tutti i suoi cittadini.

SUMMARY

 The principle of the necessary conformity of human rights to the natural moral law in the thought of Benedict XVI and John Paul II

 The deep relationship between human rights and natural moral law has acquired particular im- portance in our time, marked by great discoveries in the field of biology, medicine and technologies that have opened new possibilities for humanity.
Human rights are based on natural moral law inscribed in rational nature of the human person. Today the results of the discoveries of scientific and technological research could bring enor- mous benefits to humanity, but the way in which these results are sometimes applied represents a clear violation of the order of creation up to the point where the sacred value of human life is contradicted.
In every human person there is an ethical message, the natural moral law, that always calls him to do good and to avoid evil.
No law made by man can subvert the natural moral law written by the Creator in the nature of the person, without the civil law being radically deprived of what constitutes its own foundation.
The State has the task of recognizing and guaranteeing the right to necessary health cares to all its citizens.

 

 

1 Schooyans. Conversazioni sugli idoli della mortalità. Bologna: EDS; 2010. Casini M. Diritti umani tra questione antropologica e bioetica. Studi Cattolici 2009; 576:84-90
2  Benedetto XVI. Discorso in occasione dell’incontro con i membri dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. 18.4.2008. New York. Il Regno-Documenti 2008; 9: 270-2741 Schooyans M. Conversazioni sugli idoli della modernità. Bologna: EDS; 2010. Casini M. Diritti umani tra questione antropologica e bioetica. Studi Cattolici 2009; 576: 84-90
3 Id. Discorso ai partecipanti al Congresso internazionale sulla legge morale naturale promosso dalla Pontificia Università Lateranense. 12.2.2007. Insegnamenti 2007; vol. III; 1: 209-212
4 Giovanni Paolo II. Lettera Enciclica Veritatis Splendor. 6.8.1993. Milano: Edizioni Paoline; 1993
5 Ibid.
6 Vial Correa J. De D., Sgreccia E. (a cura di). Natura e dignità della persona umana. Città del Vaticano: Libreria Editrice Vaticana; 2003: 16-17
7 Benedetto XVI. Discorso in occasione dell’incontro con i membri dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite…
8 Ibid.
9 Benedetto XVI. Discorso ai partecipanti al Congresso internazionale sulla legge morale naturale…
10 Id. Discorso in occasione dell’incontro con i membri dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite…
11 Cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede. Donum Vitae. 22.2.1987. Città del Vaticano: Libreria Editrice Vaticana; 1990
12 Schooyans M. Nuovo disordine mondiale. Cinisello Balsamo: S. Paolo; 2000
13 Benedetto XVI. Discorso in occasione dell’incontro con i membri dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite…
14 Cfr.: Giovanni Paolo II. Lettera Enciclica Evangelium Vitae. 25.3.1995. Città del Vaticano: Libreria Editrice Vaticana; 1995
15 Schooyans M. Il volto nascosto dell’ONU. Verso il governo mondiale. Roma: il Minotauro; 2004
16 Id. Conversazioni sugli idoli della modernità…
17 Giovanni Paolo II. Lettera Enciclica Evangelium Vitae…
18 Taylor C. L’età secolare. Milano: Feltrinelli; 2009
19 Cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede. Donum Vitae…
20 Cfr.: Schooyans M. Nuovo disordine mondiale…
21   Ibid.
22   Ibid.
23 Istituto superiore di sanità. Aumento di mortalità nel 2015? Prudenza nell’interpretazione. 2015 (accesso del 30.5.2016, a: http://www.epicentro.iss.it/problemi/mortalita/EccessoMortalita2015.asp)
24 Ibid.
25 Cfr.: Giovanni Paolo II. Lettera Enciclica Evangelium Vitae…
26 Schooyans M. Nuovo disordine mondiale… Id. Conversazioni sugli idoli della modernità… Id. Aborto e politica. Città del Vaticano: Libreria Editrice Vaticana; 1991
27 Id. Conversazioni sugli idoli della modernità…
28 Court of Appeal. Sentenza sul caso di Constance Yates, Chris Gard v. Great Ormond Street Hospital et al. 23 maggio 2017 (accesso del 10.8.2018, a:
http://www.laboratoriobiodiritto.com/upload/Court%20of%20Appeal.%20Sentenza%20sul%20caso%20di%20Charlie%20Gard%2023%20maggio%202017.  pdf)
High Court of Justice. Sentenza sul caso Alder Hey Children’s NHS Foundation Trust v. Thomas Evans, Kate James and Alfie Evans. 20 febbraio 2018 (accesso del 10.8.2018, a:
http://www.laboratoriobiodiritto.com/upload/High%20Court%20of%20Justice.%20Sentenza%20sul%20caso%20Alder%20Hey%20Hospitals%20v.%20Evan s%2020%20febbraio%202018.pdf)
29 High Court of Justice. Sentenza sul caso di Great Ormond Street Hospital v. Constance Yates, Chris Gard and Charles Gard. 11 Aprile 2017
(accesso del 10.8.2018, a: http://www.laboratoriobiodiritto.com/upload/High%20Court%20of%20Justice.%20Sentenza%20sul%20caso%20di%20Char- lie%20Gard%2011%20Aprile%202017.pdf).
High Court of Justice. Sentenza sul caso di Great Ormond Street Hospital v. Constance Yates, Chris Gard and Charles Gard. 24 luglio 2017 (accesso del 10.8.2018, a:
http://www.laboratoriobiodiritto.com/upload/High%20Court%20of%20Justice.%20Sentenza%20sul%20caso%20di%20Charlie%20Gard%2024%20lu- glio%202017.pdf)
30 Corte europea dei diritti dell’uomo. Decisione sul caso di Charles Gard and Others v. United Kingdom. 27 giugno 2017; n. 39793-17 (accesso del 10.8.2018, a:
http://www.laboratoriobiodiritto.com/upload/CEDU.%20Decisione%20sul%20caso%20di%20Charles%20Gard%2027%20giugno%202017.pdf)
31 High Court of Justice. Sentenza sul caso Alder Hey Children’s NHS Foundation Trust v. Thomas Evans, Kate James and Alfie Evans. 24 aprile 2018 (accesso del 10.8.2018, a:
http://www.laboratoriobiodiritto.com/upload/High%20Court%20of%20Justice.%20Sentenza%20sul%20caso%20Alder%20Hey%20Hospitals%20v.%20Evan s%2024%20aprile%202018.pdf)
32 Schooyans M. Nuovo disordine mondiale…
33 Giovanni Paolo II. Lettera Enciclica Evangelium Vitae…
34 Ibid.

 

Il principio della necessaria conformità dei diritti umani…(.pdf)