Intervista a Massimo Gandolfini Elisabetta Pittino

Il 17 novembre scorso al Palazzo Pirelli di Milano si è svolto, con il patrocinio di Regione Lombardia, il primo incontro Politiche per la famiglia e la vita, rivolto agli amministratori locali (comunali, provinciali, regionali), organizzato dal Comitato Associazione Difendiamo i nostri figli – Dnf (www.difendiamoinostrifigli.it).
All’incontro erano attesi 120 iscritti, ne sono arrivati oltre 170 (91 amministratori e 82 tra accompagnatori, rappresentanti di associazioni, tra cui Federvita Lombardia, membri del DNF, giornalisti) da varie parti dʼItalia (Sicilia, Toscana, Marche, Emilia Romagna …) ma soprattutto da Lombardia e Veneto. Al termine della giornata è nato il gruppo inter-istituzionale per la famiglia.
Il prof. Massimo Gandolfini, primario neurochirurgo presso la Fondazione Poliambulanza di Brescia, Coordinatore Intergruppo parlamentare per la Vita e la Famiglia, Presidente Associazione Family Day – Difendiamo i Nostri Figli, Member of the Supervisory Board of WCF XIII 2019 Verona, ci spiega la giornata.

Come è nato lʼincontro Politiche per la famiglia e la vita?
È nato per iniziativa del comitato Dnf che, dopo avere cercato un’iniziativa di questo genere con i parlamentari, fondando un inter gruppo parlamentare per vita e famiglia, coronato da un notevole successo (sono quasi 150 parlamentari che hanno aderito), ha pensato di realizzarla anche con gli amministratori locali, sindaci consiglieri, assessori comunali, provinciali e regionali.
Abbiamo fatto un invito trasversale, indipendentemente dal partito di appartenenza. Chiediamo di mettere da parte le diversità che riguardano i singoli partiti e di guardare invece ai tre punti trasversali: la tutela della vita dal concepimento fino alla morte naturale, la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio e la libertà educativa.
Anche questa volta abbiamo lanciato l’appello ad amministratori di tutta Italia, che hanno risposto numerosissimi all’incontro di Milano che è stato davvero un grande successo.

Oltre 170 presenze: soddisfatti?
Siamo davvero molto soddisfatti. Non ci aspettavamo una risposta così positiva. Molti che non sono potuti venire e ci hanno scritto. Nei giorni scorsi DNF ha deciso di ripetere la stessa esperienza sia nel centro Italia, a Napoli, sia nel sud Italia, in Sicilia.

Presenze soprattutto del centro destra: come fare per rendere concretamente trasversale la rete per vita e famiglia?
Noi invitiamo sempre tutti, indipendentemente dal partito. E naturalmente c’è libertà di adesione o di non adesione. Nell’incontro a Milano si è ripetuto sostanzialmente quello che è avvenuto nella realtà parlamentare e cioè che la netta maggioranza che attualmente partecipa a questa rete trasversale sono i partiti del centro destra; a livello parlamentare c’è anche una piccola rappresentanza dell’intergruppo dei cinque stelle, mentre per il PD c’è la rappresentanza di qualche unità, ma non dell’Inter gruppo. Noi abbiamo intenzione di continuare a battere il ferro, perché non ne facciamo una questione di allineamento partitico o politico. Per noi è una questione di grandi valori e di grandi principi che sono da tutelare. Voglio sperare che come ha fatto la Padovani a Verona, e naturalmente anche altri esponenti sia del PD che del cinque stelle del territorio, che hanno sollevato la questione della libertà di coscienza su temi eticamente sensibili, anche le Segreterie dei partiti affinché lascino liberi i loro colleghi parlamentari di poter decidere in coscienza se partecipare o no a qualcosa che non va contro i loro programmi, che non va contro nessuno, ma va a tutelare i bambini, la vita, la famiglia, la libertà educativa, cioè tutti i valori che sono costituzionalmente protetti e garantiti.

Il neonato gruppo interistituzionale per la vita e la famiglia come lavorerà?
Nella cartelletta consegnata ai presenti abbiamo inserito sei moduli – modello di mozioni su come intervenire a livello di giunta e consiglio, comunale, regionale. Abbiamo dato modelli standard che vanno coniugati rispetto alla realtà territoriale. In questi modelli abbiamo suggerito alcuni passaggi del tipo “tutela maternità come valore sociale e civile”, come dice del resto la legge 194, garantendo ad esempio, finanziamenti a realtà come Progetto Gemma, che possono aiutare la donna a ripensare la propria scelta di interrompere la gravidanza qualora sia causata da motivi economici che possono essere risolti. Abbiamo chiesto di fare delle mozioni nelle quali si dice che il comune è gender free, o libero dalle droghe, drug free.
Il lavoro poi sarà organizzare la rete comunale pro family e pro life affinché ci sia una rete di comuni, che speriamo siano tanti, che possano collaborare, indipendentemente dalla maggioranza di giunta, perché si portino avanti queste istanze.

Si potranno raccogliere delle buone prassi come per es. quelle del sindaco Vicinelli, presente, che ha aperto unʼassessorato per la vita?
In sala purtroppo abbiamo potuto dare voce a pochi amministratori per via del tempo, ma sì, raccoglieremo buone prassi.
Ci sono comportamenti delle giunte che sarebbero da ripetere e da imitare. Speriamo che mantenendo una rete così, con la nostra segreteria che farà da ponte e da catena di regia, possiamo muoverci a favore di queste istanze e di questi aspetti.
Abbiamo anche proposto di uscire dalla Rete Ready, per costruire in alternativa una rete di comuni italiani pro life e pro family.

Amministratori e associazionismo: sarà possibile unʼalleanza costruttiva? Che tipo di collaborazione tra Dnf e associazioni pro vita in vista di questa rete?
Il nostro desiderio più grande è di poter mettere insieme i tanti movimenti che ci sono in ITALIA pro life e pro Family. L’esortazione che faccio è di smettere di fare la guerra tra associazioni, e di guardare l’obiettivo comune di salvare bambini, aiutare famiglie, situazioni difficili, aiutare le donne che molte volte per disperazione vanno a chiedere l’aborto. Facciamo il maggior bene possibile. E allora uniamo le forze e lavoriamo, troviamo una sintonia, interfacciamoci con le forze di partito che accettano le nostre proposte, senza guardare lo stemma del partito.
Per alcuni movimenti questo tipo di collaborazione già esiste: Pro vita, Generazione Famiglia, MpV, CaV, con Progetto Gemma che da sempre stimo e sostengo. Ecco tutte queste realtà già ci sono, già esistono, allora cerchiamo di lavorare tutti per il bene dei bambini e delle famiglie e della libertà educativa.

 Dnf e la rete europea per la vita…
In Europa stiamo portando la stessa cosa. Una quindicina di giorni fa mi sono trovato con Marina Casini, presidente del MpV, in Polonia ed abbiamo cominciato ad intessere dei rapporti europei molto buoni. Con grande stupore, positivo, abbiamo visto che il governo polacco è veramente pro life, ci ha dato la possibilità di parlare al senato di fronte ai ministri della Polonia e a personalità della cultura e della chiesa. Abbiamo intenzione di aprire ulteriormente questa rete, sempre in ottica pro life, e in primavera siamo stati invitati dal sottosegretario di stato ungherese, Katalin Novak, a Budapest a ripetere un’esperienza di questo genere.
Anche a livello Europe il nostro fondamento è portare avanti le politiche a difesa della vita e della famiglia, della libertà educativa e non entriamo nel merito di questioni economiche, euro non euro, stabilità…perché sono cose che non competono allo statuto ontologico del nostro movimento.

Le mozioni per la vita (Verona, Milano, Roma, Gorgonzola, Sestri Levante)presentate e il rigetto della mozione di Roma, un commento…
Le mozioni sono il frutto di questo inizio di rete, e del lavoro alacre e coraggioso che sta andando avanti da 4 anni.
Per quanto riguarda Roma innanzitutto onore a chi ha presentato quella mozione e ai sei consiglieri che l’hanno votata. Poi un’altra considerazione: che male c’è ad istituire delle politiche di tipo economico che sostengano la donna che, per motivi economici, è quasi obbligata a chiedere l’interruzione volontaria della gravidanza? Se si da ad una donna l’aiuto economico che le permette di portare a termine la gravidanza che male c’è. Dove sta il male in una proposta di questo genere che è perfettamente allineata con la legge 194, non toglie nessuna libertà di scelta alla donna, che può in ogni caso seguire il percorso abortivo? La domanda di fondo è questa: chi ci perde se nasce un bambino? È questo che non capisco .Per questo ritengo che quella contro la mozione per la vita sia una posizione terribilmente ideologica perché non si pone né dalla parte della donna né dalla parte del bambino che sono le due vittime dell’aborto.

 

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