Lettere al Popolo della Vita Marina Casini Bandini, Presidente del Movimento per la Vita italiano

Nel buio prodotto dalla congiura contro la vita risplendono ogni tanto bagliori che non dobbiamo dimenticare  perché  vi troviamo argomenti per vincere la congiura. Uno di questi bagliori è costituito dalla Convenzione sui diritti del bambino 20 novembre 1989. Due aspetti in essa vanno fatti emergere. In primo luogo la Convenzione chiama fanciullo anche il figlio non ancora nato. Su questo punto vi è stato un lungo dibattito nel quale è intervenuto anche il Movimento per la Vita Italiano in dialogo con la rappresentanza italiana presso l’ONU. Alla fine l’articolo 1 ha definito il fanciullo come l’essere umano fino al raggiungimento della maggiore età fissata dalle leggi nazionali ed è stata abbattuta la tesi di chi voleva far cominciare la fanciullezza dal momento della nascita. Si aggiunga che nel preambolo della convezione è stato interamente riportato un passaggio della precedente dichiarazione dei diritti del fanciullo del 1959 in cui è qualificato bambino anche il nascituro. La Dichiarazione non aveva forza giuridica, ma la convenzione – essendo un trattato internazionale – ha efficacia obbligatoria. Nel preambolo è scritto «il fanciullo a causa della sua immaturità fisica e intellettuale ha bisogno di una particolare protezione e di cure speciali, compresa un’adeguata protezione giuridica, sia prima che dopo la nascita». Due sentenze costituzionali in Italia e in Polonia, entrambe del 1997, hanno fatto riferimento anche alla Convenzione dei diritti del fanciullo per affermare il diritto alla vita fin dal concepimento.
Il secondo aspetto meritevole di ricordo è l’art. 3 della Convenzione dove è scritto «in tutte le decisioni relative ai bambini, di competenza sia delle istituzioni pubbliche e private, di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve avere una considerazione preminente». Questa norma va ricordata evidentemente quando si parla di maternità surrogata, di fecondazione eterologa e di eliminazione della genitorialità materna e paterna.

 

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