Cultura della Vita… per dire No alla Cultura dello Scarto Maria Concetta Domilici, Presidente del CAV di Bagheria (Palermo) e Rosa Domilici, Componente Direttivo CAV di Bagheria (Palermo)

TAVOLA ROTONDA “LA CULTURA DELLA VITA PER DIRE NO ALLA CULTURA DELLO SCARTO” – 1 dicembre 2018 ore 17.00 presso la Villa Cattolica  a Bagheria

INTERVENTI
Arciprete Don Giovanni La Mendola
La Cultura dello scarto “Uno sguardo sul più fragile“

Avvocato Gabriella Martorana
La Legge 194 compie 40 anni

Prof.ssa Marina Casini Bandini, Giurista e Bioeticista Università Cattolica del Sacro Cuore Roma -Presidente MPV Italiano
Diritto alla Vita del Concepito e Diritti Umani

Dr.ssa Maria Rosa DʼAnna, Primario di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Buccheri La Ferla
Diagnosi genetica pre-natale

Modera la Dr.ssa Rosa Domilici, Professional Counselor e Mediatore Familiare


SINTESI
All’interno di una delle sale di Villa Cattolica, in Bagheria, si sono confrontati sulla Cultura della Vita… per dire No alla Cultura dello Scarto i relatori sopra indicati.
Il primo intervento, dell’Arciprete Don Giovanni La Mendola, ha riguardato i temi della Globalizzazione dell’Indifferenza, che costituisce una seria minaccia per la cultura dell’accoglienza dell’Altro, sia esso malato o diverso, o non-nato.
Lo scarto, in ogni sua declinazione, mostra come la società contemporanea trovi più agevole liberarsi velocemente da ogni peso e responsabilità etica e morale.
La Cultura della Vita, ha proseguito l’Arciprete, è la strada da riprendere per far recuperare la dignità ed il rispetto dell’Altro.
Il secondo intervento, curato dall’avvocato Gabriella Martorana, ha concentrato il focus sulla Legge 194, Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza, evidenziando i punti critici riguardanti l’applicazione della legge a 40 anni dalla sua emanazione, e le contraddizioni di principio in essa contenute, che prevedono la presenza di una rete di sostegno ed accompagnamento preesistente, di tipo istituzionale e che, di fatto, non è sufficientemente adeguata.
Il terzo intervento, curato dalla Prof.ssa Marina Casini Bandini, ha posto l’accento sul Diritto alla Vita del concepito che, la cultura dello scarto non riconosce come dritto cronologicamente e logicamente fondamentale perché rifiuta di portare lo sguardo sul figlio concepito e di riconoscerlo come “uno di noi”. Con le parole dell’Evangelium Vitae, la relatrice sottolinea la necessità di coltivare uno “sguardo metafisico”, cioè “contemplativo” che “vede la vita nella sua profondità, cogliendone le dimensioni di gratuità, di bellezza, di provocazione alla libertà e alla responsabilità”. Questo sguardo, l’unico capace di cogliere il valore dell’esistenza, è anche alla base della moderna idea dei diritti umani che riconosce l’inerente e uguale dignità di ogni essere umano.
Il quarto intervento, tenuto dalla Dr.ssa Maria Rosa D’Anna, Primario di Ostetricia e Ginecologia, ha riguardato la diagnosi genetica pre-natale, con l’approfondimento del tema della sterilità fisica e dell’anima. Quest’ultima sembra essere connessa al capovolgimento delle priorità della donna, orientata alla realizzazione professionale e scarsamente motivata dal contesto culturale e familiare a conciliare la maternità, nel pieno della fertilità, con la dimensione lavorativa.
In chiusura dei lavori, sono state evidenziate dal moderatore le parole chiave che hanno costituito il filo conduttore di tutti gli interventi, che vertono sul Rispetto, sullo Sguardo consapevole e sull’Ascolto dell’Altro.
A completamento del convegno, un momento musicale ha arricchito la serata.