Il C.A.V. «Uno di noi» presente al 38° convegno dei Centri di Aiuto alla Vita di Lecce a cura di Claudio Castaldi

Dal 9 all’11 novembre 2018 si è tenuto al Grand Hotel Tiziano il 38° convegno dei Centri di Aiuto alla Vita dal titolo «Generazioni di speranza. I nostri primi 40 anni e piú…per fare la differenza». Una delegazione del Centro di Aiuto alla Vita «Uno di noi» di Cagliari, composta da Giovanni Gorini (presidente Cav), Alberto Massa, Stefania Loi, Manuela Vacca e Renata Anedda, hanno avuto il privilegio di partecipare alle tre giornate formative, ricche sia di contenuti sia di emozioni, che in questo articolo si tenterà riportare.
«Quest’anno – afferma Giovanni Gorini, presidente del Cav Uno di noi – siamo in cinque a partire al convegno nazionale dei Cav che si svolge a Lecce. Con me oltre ad Alberto, mio abituale compagno di viaggio agli appuntamenti oltremare, ci sono Manuela, Renata e Stefania».
Tutto il gruppo di soci cagliaritani esprime il proprio fascino per l’accoglienza ricevuta in terra pugliese, un’accoglienza amorevole al punto tale che tutti provavano enorme nostalgia a rientrare nella loro amata terra sarda.
Nella prima serata vi è stata una forte partecipazione politica, che pur appartenendo a schieramenti e colori politici diversi di sinistra, centro e destra, ha mostrato un forte attaccamento alla famiglia e ai valori della vita umana.
Giovanni Gorini dice: «Le mie attenzioni vengono catturate dalla presenza, nel tavolo dei relatori, della leader politica Giorgia Meloni, deputata di Fratelli d’Italia, che nel suo intervento esprime chiaramente una netta posizione in difesa della vita umana, affermando di essere fiera di aiutare le donne a diventare mamme e di cercare di rimettere famiglia e natalità al centro della politica» e continua: «Ciò che mi ha colpito è il racconto della sua esperienza personale, di come lei stessa avesse rischiato di non nascere perché la mamma istigata aveva inizialmente pensato di abortirla».
Ma una conferma la abbiamo dalla socia Stefania Loi: «Ho scoperto che la Meloni è benefattrice dei Cav in quanto finanzia all’anno 2 progetti Gemma. Quanto affermo non l’ho scoperto direttamente dall’intervento della Meloni ma dal ringraziamento di una volontaria».
Molto interessante è stata la testimonianza ascoltata dalle parole di Giuseppe Vicinelli (sindaco di Sant’Agata Bolognese) che Stefania Loi così ci testimonia: «Il sindaco Vicinelli ha istituito nel suo comune l’assessorato alla Vita, di cui si è tenuto saggiamente la delega, iniziando un percorso virtuoso nel suo paese. Ad esempio, egli manda personalmente una lettera di auguri ad ogni neomamma, e la invita ad andare nella farmacia più vicina a ritirare un pacco regalo da parte del comune per lei ed il suo bambino, contenente biberon, panni, lozioni etc. Il suo impegno si estende alla totalità della Vita dei suoi cittadini, interessando anche adolescenti e anziani. È stato edificante constatare che esistono isole felici dove il bene ultimo e più importante, quello della Vita, nutre un interesse trasversale, incurante dei colori politici».
Dalla testimonianza di Gorini si evince come una giornata è stata interamente dedicata ai seminari tematici quali: «Comunicazione a portata di Cav», «La medicina e le nuove sfide sulla frontiera della vita nascente».
Partendo dal secondo, leggiamo la testimonianza di Manuela Vacca, che così racconta: «Personalmente sono stata colpita dall’intervento via skype del prof. Noia, da considerare non solo un bravo medico ma un grandissimo uomo. Nel suo intervento ci ha spiegato l’importanza, per le donne in stato interessante alle quali vengono riferite più o meno gravi malformazioni o problemi genetici del bimbo, di ottenere dallo staff un’adeguata diagnosi documentale scritta, cosa che spesso non si usa fare. A volte è più una diagnosi verbale! Ci ha portato all’attenzione casi in cui è riuscito ad intervenire chirurgicamente direttamente sul feto, ad esempio, per aritmie o per gravi anemie, riuscendo a salvare bimbi che altrimenti morirebbero prematuramente. Lo stesso prof. Noia dichiara :«Dobbiamo vedere per curare e accompagnare per amare. Il feto è visto come paziente». Ci ha parlato di terapia transplacentari, che curano il feto. Una percentuale importante di bimbi salvati, che diversamente sarebbero stati abortiti! Egli è presidente dei ginecologi cattolici, ha fondato l’Hospice Perinatale per dare accoglienza alle mamme, per dare loro tutta l’assistenza psicologica necessaria, il luogo delle cure prenatali, delle terapie antidolore. È anche luogo di ricerca e studio delle patologie. Ed è anche fondatore dell’associazione “Il cuore in una goccia”. Solo per il suo intervento, sarebbe da dire molto di più, ma le parole non sono sufficienti a trasmettere la carica emotiva e la forza che il prof trasmetteva quando parlava. Attraverso il numero verde de “Il cuore in una goccia” è possibile chiedergli una consulenza, telefonica o via mail. Lui c’è!».
Anche Renata Anedda, che era insieme a Stefania nello stesso gruppo di lavoro, testimonia: «quello che mi ha colpito di più è stato l’intervento del prof. Pino Noia “L’assistenza medica e l’accompagnamento umano al feto terminale”. Sono stata toccata nel cuore dall’umanità del professore. Ci ha portato tante testimonianze, storie di bambini nati contro ogni speranza di vita, e di come non si possa eliminare la sofferenza eliminando il sofferente. A seguire ci ha illustrato l’Hospice e il telefono rosso e ci ha parlato di come chi arriva nel suo reparto trovi accoglienza, accompagnamento e consulenza e dell’opera di educazione alla consapevolezza delle condizioni del bambino».
Giovanni e Stefania ci raccontano la loro esperienza nel seminario dedicato alla “Comunicazione a prova di CAV”. «La mattina di sabato – dice Stefania – mi sono cimentata sugli strumenti pratici per una grafica a misura di CAV e lo sviluppo del CAV attraverso i social network. La lezione che ne ho tratto è che è necessario presentarsi bene e con professionalità, altrimenti ci danneggiamo da soli, esponendoci ad una cattiva pubblicità. Ho comunque raccolto materiale su cui poter elaborare strategie».
«La mattina del sabato – racconta Giovanni Gorini – seguo insieme a Stefania il seminario sulla comunicazione per apprendere nuove utili informazioni per poter diffondere sempre più efficacemente il nostro operato e divulgare i nostri valori attraverso i media».
Il pomeriggio Manuela, Stefania e Renata ascoltano il corso di avviamento al volontariato C.A.V. incentrato interamente sul colloquio CAV e sulla psicologia della gravidanza.«Un altro intervento che mi ha molto colpita, – afferma Manuela – è stato quello del Prof. Domenico Bellantoni, professore di psicologia all’Università salesiana di Roma, nel cui intervento emerge come la notizia della gravidanza venga vista dalla coppia come evento critico, che richiede una scelta che può esser fatta solo dalla mamma, lei è l’unica che decide se mantenere in vita il suo bimbo.
La gravidanza viene esaminata sotto 3 livelli: quello noetico, psicologico, ed infine fisico – organico (cioè un livello uguale a quello percepito dagli animali). Con l’essere umano, nella fattispecie la donna, bisogna creare una relazione di fiducia, e guardare l’evento gravidanza come un evento a cui dare un interpretazione per indirizzare la reazione. È inutile dire che questo intervento è stato determinante e interessantissimo.
Altro intervento ricco di spunti utili è stato quello dell’ assistente sociale Lara Morandi del CAV di Firenze, che ci ha spiegato come dovrebbe essere fatto un colloquio con una potenziale mamma. E’ importante prendersi il tempo necessario, creando il giusto clima, ma soprattutto cogliendo da poche parole tutto lo stato emotivo che sta dietro il linguaggio verbale e paraverbale.
Alla base di tutto questo è necessaria una continua formazione per lo staff dei soci CAV, ma anche… per le mamme!»
Afferma Stefania: «La sera ci ha visto coinvolti nel corso sulla psicologia della gravidanza e su ciò che un operatore Cav deve sapere, sugli strumenti pratici del colloquio per operatori CAV. Superfluo qualsiasi commento su quanto sia stato illuminante. Noi non convinciamo le mamme a non abortire, offriamo una chiave di lettura diversa, portiamo la donna a fare la sua scelta. Un’altra cosa dobbiamo ben sapere: le interruzioni di gravidanza sono aumentate del 5%, mentre c’è chi desidera un figlio e non potendo ottenerlo si affida alla Procreazione Medicalmente Assistita. Ebbene, le FIVET danno risultati scarsissimi. Il 96% degli embrioni prodotti viene perso. Però non si capisce perché ancora si spendano così tanti soldi per qualcosa che da risultati così deludenti!» Anche Renata è rimasta molto soddisfatta: «Di pomeriggio ho seguito: “Colloquio, strumenti pratici per operatore C.A.V.” di Lara Morandi, che fa anche parte del gruppo S.O.S. Vita di Firenze, la quale ha parlato dei colloqui di emergenza, e della relazione di accoglienza e ascolto, dei colloqui di accompagnamento e della comunicazione non verbale. Gli argomenti sono stati approfonditi con tanti consigli e la dott.ssa si è raccomandata affinché ci impegniamo molto con la formazione. Innumerevoli sono stati gli spunti di riflessione».
Giovanni si dedica all’approfondimento su “Riforma del terzo settore e tutela della privacy”, un argomento importantissimo, dal quale ha potuto trarre utilissimi spunti riguardanti la trasformazioni che stanno vivendo le associazioni di volontariato in Italia, e di come tali trasformazioni debbano essere viste non come una noiosa nuova serie di adempimenti e obblighi, ma come un’ opportunità per fare dei CAV una rete moderna e più efficiente.
Infine Renata e Alberto la domenica mattina hanno seguito un argomento veramente “scottante”, di cui si parla poco e che negli ultimi anni sta tornato in auge, ovvero quello della paternità. A parlar di questo è stato Claudio Larocca nella relazione dal titolo «L’eclissi del padre e la riscoperta della paternità: prospettiva di speranza per i C.A.V.»
« Durante tutti i tre giorni del convegno – afferma Alberto Massa – si è respirata la stessa bella atmosfera, e sono stati trattati svariati argomenti che, ovviamente, avevano come unico centro la mamma e il bambino. Ma non solo, anche la figura del padre questa volta ha avuto spazio in una delle relazioni. Il relatore era un padre, Claudio Larocca del CAV di Rivoli (TO), con il quale condivido l’esperienza in SOS VITA, che nel corso della trattazione, raccontando di una sua esperienza al CAV con una giovane mamma, ha avuto un momento di commozione. Tale emozione ha interrotto per un attimo il suo discorso. A questo punto tutta l’assemblea lo ha applaudito per incoraggiarlo. Al termine, il moderatore ha sottolineato, in maniera simpatica, stimolando la risata della sala, che non solo le donne sono sensibili e capaci di commuoversi, lo sono anche gli uomini».
Concludendo, i nostri soci possono affermare con certezza che, pur tornando alle loro situazioni quotidiane in terra sarda, con i loro impegni familiari, di lavoro, e di volontariato, hanno vissuto una tre giorni di convegno ricca di accoglienza e di contenuti da cui trarre frutto e da riportare con entusiasmo nelle proprie realtà.

 

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