Il presepio dei pastori Simone E. Tropea

Anche quest’anno il Natale, la festa della Vita che nasce per dare Vita ad ogni vita, torna a portare nelle nostre case una porzione di storia, di tradizione, di fedeltà ad un’attesa che ci prepara ad accogliere l’Eterna Novità del Dio fatto Uomo, un’icona della concretezza ordinaria che è predisposta, senza saperlo, all’evento più decisivo della storia. L’espressione dell’arte domestica più semplice ed alta, nella sua mistica della tavola e dell’attesa è: il presepio.
La quarta figura sulla quale si sofferma la nostra riflessione sul mistero dell’accoglienza della vita che è iscritto nel presepio, è quella dei pastori. La prima domanda è questa: chi sono i pastori?
I pastori sono la moltitudine indistinta degli spettatori, come volgarmente si pensa? Sono solo quelli che appartengono, in senso stretto, alla categoria?
Evidentemente una cosa e l’altra, ma soprattutto: i pastori siamo noi.
I pastori sono tutti coloro che sanno provare un sentimento di STUPORE, di fronte al mistero della Vita che nasce e corrono a soccorerlo, come possono, come sanno, ognuno con le sue competenze, il suo tempo, i suoi doni, i suoi talenti.
I pastori sono i volontari dei CAV, sono tutti coloro che apparentemente non c’entrano nulla con quella famiglia in difficoltà, con quella madre in crisi, con quella situazione di sconforto assoluto, di disperazione, i pastori sono icona dell’accoglienza grata e stupita riservata ad ogni figlio che viene al mondo, perché sono la scoperta che quel figlio, quel singolo bambino ha in sé tutte le potenzialità per trasformare radicalmente in meglio questo mondo.
L’esperienza dei CAV, l’esperienza dei volontari del MpV è l’esperienza dei pastori che corrono alla grotta in questa notte di Natale e leggono, nello sguardo grato di quel bimbo indifeso, fragile, minacciato, la trama della loro vocazione al servizio dei bimbi e delle mamme.
Questo è l’ultimo momento della nostra riflessione sul presepio della Vita che il Si alla Vita offre ai suoi lettori per questo Natale.
Preparare una grotta è prepararsi ad accogliere la Vita. Fare il presepio ci ricorda ancora, che ogni nascita è un evento, ed ogni attesa di Natale, è attesa che questo evento accada, sempre ed ancora.

 

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