Aborto fino alla nascita: nuova legge dello Stato di New York Giovanna Sedda

Giorno triste per la storia dei diritti americana. Non solo perché si è appena conclusa la giornata in cui si ricorda il 46° anniversario della sentenza Roe vs Wade che rende legale l’aborto in diverse circostanze. Proprio nella stessa giornata, simbolicamente voluto, lo Stato di New York ha approvato un disegno di legge che garantisce il diritto all’aborto fino alla nascita del bambino, ai sensi della legge sulla salute pubblica.
La battaglia è stata portata avanti dai rappresentati di Planned Parenthood, come reazione alla nomina di Kavanaugh come giudice della Corte Suprema, avvenuta lo scorso ottobre e approvata dall’Assemblea e dal Senato dello Stato di New York, di maggioranza democratica. La legge era stata bloccata dal Senato a maggioranza repubblicana per oltre un decennio fino all’anno scorso, quando i democratici hanno guadagnato otto seggi in più. L’aborto è sempre una questione politica, in America, basata sulla mera conta dei seggi. Triste realtà.
“Non c’è nulla di radicale in questo disegno di legge: la decisione sull’aborto è profondamente personale”, ha detto il senatore Liz Krueger in risposta alle affermazioni dei diversi gruppi prolife, democratico di Manhattan che ha sponsorizzato il Reproductive Health Act, anzi, “non ci sarebbe voluto così tanto per arrivare a questo giorno”.
La nuova legge consente l’aborto fino alle 24 settimane e fino alla nascita, se considerato necessario per la “salute” della donna. Concetto di “salute” notevolmente ampliato dalla legge per gli aborti dopo 24 settimane: si comprendono ora fattori di “età, fattori economici, sociali ed emotivi, piuttosto che la definizione biologica di salute che normalmente viene in mente”, affermano gli esponenti del gruppo New York Right to Life. Non manca la manipolazione linguistica: il disegno di legge ridefinisce una “persona” come “un essere umano che è nato ed è vivo” e descrive l’aborto come un “diritto fondamentale”.
Oltre al diritto all’aborto il Reproductive Health Act ha anche approvato le leggi per richiedere che le assicurazioni sanitarie coprano le spese per la contraccezione.

 

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