Lettera al popolo della vita Marina Casini Bandini, Presidente del Movimento per la Vita Italiano

Lettera al popolo della vita (.pdf)Carissimi
mentre fuori diluviava e il traffico romano incalzava, papa Francesco ci ha regalato un momento di comunione profonda, ricevendo alla vigilia della Giornata per la Vita, il Direttivo del Movimento per la Vita Italiano.
Premesso, giustamente, che «prendersi cura della vita esige che lo si faccia durante tutta la vita e fino alla fine. Ed esige anche che si ponga attenzione alle condizioni di vita: la salute, l’educazione, le opportunità lavorative, e così via», Francesco ha poi messo i “puntini sulle i”, e – in un’escalation di affermazioni chiare, precise, intense – ha chiarito che il nuovo umanesimo a tutti i livelli e in tutte le dimensioni  parte dall’accoglienza di coloro che più di tutti sono poveri ed  esclusi,  al  punto  da essere «uccisi con l’avallo degli Stati». Ecco i passaggi su cui dovremo tornare a riflettere: «La difesa della vita ha il suo fulcro nell’accoglienza di chi è stato generato ed è ancora custodito nel grembo materno, avvolto nel seno della madre come in un amoroso abbraccio che li unisce»; «Spegnere volontariamente la vita nel suo sbocciare è, in ogni caso, un tradimento della nostra vocazione, oltre che del patto che lega tra loro le generazioni»; è «drammatica» la «visione, purtroppo diffusa e radicata» che presenta  l’aborto «come un diritto umano»; «i concepiti sono figli di tutta la società, e la loro uccisione in numero enorme, con l’avallo degli Stati, costituisce un grave problema che mina alle basi la costruzione della giustizia, compromettendo la corretta soluzione di ogni altra questione umana e sociale».
Chiaro e forte, infine, l’«appello rivolto a tutti i politici perché, a prescindere dalle convinzioni di fede di ognuno, pongano come prima pietra del bene comune la difesa della vita di coloro che stanno per nascere». Come non pensare, alla luce delle parole di papa Francesco, che la recente celebrazione del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo dovrebbe aprire le porte al dialogo con tutti gli uomini riguardo alla dignità di tutti gli esseri umani, a cominciare dal più piccolo, povero, innocente e inerme, qual è colui che è stato appena concepito?
Delicata ma incisiva, poi, l’attenzione del Papa ai giovani  presenti «segno di consolazione» e «risorsa per il Movimento per la Vita, per la Chiesa e per la società», «è bello che dedichiate tempo ed energie per la protezione della vita e il sostegno dei più indifesi. Questo vi rende più forti e come un volano di rinnovamento anche per chi ha più anni di voi», ha detto loro. E non sono mancate le gioiose manifestazioni di gratitudine delle ragazze e dei ragazzi che il giorno dopo   giravano su WhatsApp: «È stato un momento che porterò nel cuore e che anzi spinge ad impegnarmi con maggiore forza nella difesa della vita. L’unione che ci stringe è meravigliosa»; «Aver condiviso questi momenti è stato magico. Non potrò mai ringraziare abbastanza»; «È stata una esperienza unica e indimenticabile»; «Per noi del Movimento è stato un momento di ripartenza e rimotivazione».
Infine, un riconoscimento quanto mai gradito: papa Francesco ringraziando il Movimento «per il suo attaccamento, da sempre dichiarato e attuato, alla fede cattolica e alla Chiesa», ha dichiarato di apprezzare «la laicità con cui vi presentate e operate, laicità fondata sulla verità del bene della vita, che è valore umano e civile e, come tale, chiede di essere riconosciuto da tutte le persone di buona volontà, a qualsiasi religione o credo appartengano».
Francesco ci ha  donato tutta l’energia per ripetere con lui: «Noi non ci rassegniamo mai, ma continuiamo a operare, conoscendo i nostri limiti ma anche la potenza di Dio, che guarda ogni giorno con rinnovato stupore a noi suoi figli e agli sforzi che compiamo per lasciare che il bene germogli». In alto i cuori!

 

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