Parigi in marcia per la vita. L’obiezione di coscienza salva delle vite Elisabetta Pittino

“50.000 persone alla Marche Pour La Vie” parigina del 20 gennaio scorso, si legge sul sito https:// enmarchepourlavie.fr, che mostra una foto dove si riconoscono gli stendardi di One of US, la Federazione europea che da anni presenzia alla Marcia, e la scritta “L’obiezione di coscienza salva delle vite” in apertura di corteo che spiega il tema del 2019.
La Marcia che, alla sua 13ema edizione, è la più partecipata, secondo do gli organizzatori, dal 2005 l’anno in cui fu fondata, è partita scorso da place Dauphine per arrivare fino a place du Trocadero.
Un mare di persone, tantissimi giovani, impegnati anche come volontari (sono più di 1000), musica, cori, balli ma soprattutto una marcia “per” e non “contro”.
Si parla chiaro e non si parla contro. Il grigiore e il freddo di Parigi di quel 20 gennaio viene in qualche modo illuminato da questi marcianti. Forse anche per questa linea positiva e non violenta, che continua da 13 anni, la Marcia, ha suscitato l’interesse di tutti i media francesi (https://www. lesalonbeige.fr/la-marche-pour-la- vie-dans-la-presse-4/).
Non poteva certo mancare il sostengo di  Papa  Francesco   a   promotori  e partecipanti: “Animato dalla convinzione che “tutto il male realizzato nel mondo si riassume nel disprezzo per la vita” (Papa Francesco, Udienza generale del 10 ottobre 2018) il Sommo Pontefice li incoraggia a testimoniare senza stancarsi i valori inalienabili della dignità e della vita umana”.
Gli organizzatori intendono promuovere “un nuovo modello di società che non banalizzi l’aborto” in contrapposizione alle “nuove trasgressioni” (ricerca su embrioni, estensione delle politiche eugenetiche e commercializzazione del corpo della donna) che la revisione della legge sulla bioetica sembra promettere.
La Marcia 2019 “con un ‘organizzazione ringiovanita, è più che mai mobilizzata in questo periodo di revisione della legge sulla bioetica, di crisi sociale e di convergenza di insoddisfazioni” spiegano gli organizzatori. “Noi siamo quest’anno la Marcia degli esclusi- continuano- dal gran dibattito perché i soggetti bioetici e sociali sono stati esclusi dal gran dibattito nazionale organizzato dal Governo!”.
Il tema di quest’anno è stato la libertà di coscienza del personale sanitario “che è minacciato dalle proposte di legge e dai responsabili politici”. Per questo la Marcia ha fatto appello a tutta la società civile, medici, ricercatori, biologi, donne incinte, “a far valere il loro diritto all’obiezione di coscienza”. A settembre 2018 infatti Laurence Rossignol, senatrice francese del partito socialista, ha depositato al Senato una proposta di legge volta a sopprimere il diritto del personale sanitario (medici, ostetriche, infermieri, ausiliare medico) di rifiutarsi di praticare o di partecipare a un’interruzione volontaria di gravidanza.
“La vita è un diritto, non una scelta”, “Proteggere il debole, questo è forte”, “Non toccare la mia vita”, “Aborto: un caso di coscienza”, “La vita non è un mercato” sono solo alcuni degli slogan con cui i pro vie hanno risposto ai portatori della cultura di morte.
Ma forse la risposta più forte l’hanno data testimoni e partecipanti.
Marie, 21 anni, studente di legge, che partecipa alla marcia da 4 anni, dice « questa manifestazione rappresenta tutto ciò che si vuole difendere, ciò che è minacciato dalle nuove leggi.
Viviane Lambert, la mamma di Vincent, in stato vegetativo da dieci anni si è dichiarata «molto impressionata a vedere una moltitudine marciare per difendere la vita » e ha promesso che lei e Vincent « resisteranno fino alla fine ».
Sono Francesco, ho 20 anni e sono felice  di  vedervi  tutti  qui”  dice  un giovane ragazzo down. “In Francia le persone  come  me  sono  intercettate nella pancia della loro madre.
Alcuni non vogliono lasciarci vivere” spiega François ma “Sono un uomo come voi, ho un cuore come voi, ho tutto come voi e ho un cromosoma in più! Ho il diritto di vivere come voi…
Noi con la trisomia 21 non vogliamo essere eliminati. Vogliamo   vivere”. Conclude così questo giovane e non c’è nulla da aggiungere: “Io, François, vi chiedo di proteggere sempre i più deboli. Viva la vita. Vi amo”.

 

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