L’embrione è un organismo vivo, fin dalla fase “unicellulare” Simone E. Tropea

In una recente lezione impartita all’università Rey Juan Carlos di Madrid, il professore ordinario emerito di Genetica all’Univ. di Alcalá de Henares, il dott. Nicolas Jouve de la Barreda, che tra le altre cose è membro del comitato bioetico nazionale in Spagna, ha parlato dello statuto ontologico dell’embrione, rifacendosi agli insegnamenti del premio Nobel per la fisica (1933) Erwin Schrödinger, e al premio Nobel per la medicina (1969) Salvador Lauria.
Per il primo la vita si caratterizza a ragione di due proprietà fondamentali:
– la capacità di creare ordine a partire dal disordine (entropia negativa)
– la capacità di trasmettere il suo programma specifico di generazione in generazione (DNA)
Per il secondo invece, in modo ancora più sintetico: “la vita si distingue da tutti gli altri fenomeni naturali per una caratteristica fondamentale: ha un suo programma”.
Per ultimo, il professor Jouve cita il genetista italiano Roberto Colombo, il quale afferma che ogni organismo pluricellulare che si riproduce sessualmente, inizia il suo ciclo vitale come un organismo originariamente costituito da una sola cellula (embrione unicellulare o zigote) e successivamente da poche cellule (embrione pluricellulare). Ma la sua struttura biologica, apparentemente semplice, distingue in realtà l’embrione unicellulare dalle altre cellule del corpo, considerate separatamente, e ci impedisce di valutare nello stesso modo l’embrione pluricellulare con un qualsiasi altro gruppo di cellule.
Fin dal principio, quindi dalla fase unicellulare (cioè a dire dalla fecondazione), si tratta infatti già di un “organismo”, e non di una cellula o di un insieme di cellule.
Proprio perché possiede le proprietà degli organismi autonomi viventi. Proprietà che una qualsiasi cellula, evidentemente, non possiede.
Lo zigote ha infatti un potenziale metabolico, riproduttivo, di  crescita e sviluppo, per cui presenta tutte le proprietà di un essere vivente, geneticamente e biologicamente singolare.
Un organismo vivente, biologicamente distinto dal padre e dalla madre. La formazione dello zigote, costituisce il “big-bang” di una nuova vita.
Con esso scatta l’orologio molecolare dello sviluppo di un essere vivente. Si tratta di una combinazione cromosomica e genica assolutamente nuova ed irripetibile.
Questa è l’evidenza che la genetica ci impone di riconoscere:
L’embrione è un organismo vivo fin dalla fase “unicellulare”, e non, come molti sostengono, una cellula che successivamente si trasforma in un organismo.

 

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