Il MpV e la riforma del Terzo Settore. Intervista a Roberto Bennati Massimo Magliocchetti

La nuova legge sul terzo settore ha avviato, sin dal 2016, una profonda riflessione sui cambiamenti dell’associazionismo in Italia.
Anche il Movimento per la Vita si è trovato al centro delle novità. Abbiamo quindi incontrato Roberto Bennati, Vicepresidente Nazionale del Movimento per la Vita italiano e presidente della Federvita Lazio, fin da subito impegnato nella revisione degli statuti.

Bennati, cosa sta cambiando nel mondo dell’associazionismo?
«La precedente Legislatura ha emanato la legge delega n. 106 del 2016 per la riforma del terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale allo scopo di revisionare la disciplina contenuta nel Codice Civile e nelle varie leggi che negli anni sono state emanate e di arrivare alla stesura un testo unico nazionale. Alla legge delega sono seguiti alcuni Decreti Legislativi tra i quali: il n. 40/2017 sul Servizio Civile, il n. 106/2017 sul Codice del Terzo Settore, il n. 111/2017 sul 5 x 1000, il n. 112/2017 sulla Impresa Sociale».

Quali sono le priorità?
«In particolare il Codice del Terzo Settore, entrato in vigore il 3 agosto 2017, ha posto come scadenza la data del 3 agosto 2019 per l’esecuzione di una serie di adempimenti da parte delle Associazioni di Volontariato e di Promozione Sociale tra le quali rientrano i Centri di Aiuto alla Vita, i Movimenti per la Vita e le Case di Accoglienza e del Movimento per la Vita Italiano».

Come farà fronte il Mpv a queste importanti novità legislative?
«Della riforma è già stata data notizia al Convegno nazionale dei Cav, che si è tenuto a Lecce a novembre 2018, con un seminario tenuto da esperti al quale hanno partecipato numerosi volontari. Il Movimento per la Vita nazionale ha provveduto, con l’ausilio di esperti, ad esaminare le ricadute del Codice sulle Associazioni locali e a studiare le modalità per aiutarle ad adeguarsi a quanto prescrive la nuova complessa normativa allo scopo di evitare che la preziosa opera del volontariato per la Vita non venisse messa ai margini della realtà Italiana del volontariato».

Concretamente, come devono muoversi le associazioni locali?
«Sostanzialmente le Associazioni locali dovranno, entro la data del 3 agosto 2019, deliberare con una assemblea il nuovo statuto, provvedere alla sua registrazione, a titolo gratuito, all’Ufficio delle Entrate e, per quelle associazioni che non fossero ancora iscritte, a provvedere alla iscrizione all’albo regionale competente che successivamente confluirà automaticamente in un unico albo nazionale».

Che forma possono prendere le “nuove” associazioni”?
«Il Direttivo Nazionale il Movimento per la Vita ha provveduto quindi ad approvare due statuti tipo riguardanti l’uno le Organizzazioni di Volontariato (ODV) e l’altro le Associazioni di Promozione Sociale (APS), molto simili tra loro, riportando negli statuti oltre ai nostri scopi associativi, le nuove norme previste dal Codice. Il Direttivo Nazionale, consapevole che le Associazioni locali potrebbero trovare difficoltà nell’attuare quanto prescrive il Codice entro il 3 agosto 2019 ha provveduto ad organizzare una scuola di formazione di un gruppo di 25 persone del MpV in modo da renderle competenti in materia che, in stretta collaborazione con i presidenti regionali, provvederanno nei prossimi mesi a contattare i Cav e i MpV locali per aiutarli a deliberare il nuovo statuto. Gli esperti con l’occasione aiuteranno anche le associazioni locali a mettersi in regola con la normativa relativa alla privacy e a supportarli per la redazione dei bilanci economici secondo schemi semplici ma coerenti con quanto prescrive la normativa nazionale».

 

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